Cedono gli argini della diga di un lago artificiale sul versante tibetano al confine con il Nepal. Si stanno monitorando due laghi: uno avrebbe dato segni di collasso. La polizia nepalese lancia l’allarme: “Spostarsi subito in luoghi sicuri”. Le autorità diffondono il nuovo bollettino dell’alluvione: salgono a 2382 i dispersi, di cui 644 stranieri. Le vittime, al momento, sono 579. L’Europa stanzia due milioni in aiuti umanitari.
Alluvione in Nepal e Tibet, gli approfondimenti
• Il lago creato dal ghiacciaio crollato sta iniziando a esondare
• Sopravvissuto alla catastrofe: “abbiamo avuto 20 secondi per salvarci”
• Dalle Ande all’Himalaya, stiamo perdendo i ghiacciai
• Crolla il tetto del mondo: morti centinaia di turisti
India: 'Inviati in Nepal medici, soccorritori e aiuti umanitari'
Il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, afferma su X che l'India ha inviato nel Nepal colpito dalle inondazioni "un terzo volo con a bordo 10 tonnellate di aiuti umanitari" "A bordo si trova anche una squadra di 11 persone composta da medici e paramedici e un team di ricognizione specializzato in operazioni di salvataggio in galleria", ha dichiarato il ministro indiano.
Tajani: non abbiamo notizie italiani dispersi
"La situazione e' quella che e'. Non abbiamo ancora notizie degli italiani che sono dispersi. Abbiamo inviato una e'quipe della nostra unita' di crisi del ministero degli Esteri. E' arrivata a Katmandu e in piu' anche dall'ambasciata di Nuova Delhi e' arrivato anche il console e un alto funzionario. Siamo li' per cercare di dare risposte alle famiglie. Purtroppo la situazione e' drammatica. Si rischia un'altra alluvione. Speriamo che si possano ritrovare". Lo ha detto, a margine della visita allo stadio del nuoto dei Giochi del Mediterraneo, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando del Nepal e degli italiani dispersi.
Canada invia 5 milioni di dollari canadesi
Il Canada ha annunciato l'invio di cinque milioni di dollari canadesi, oltre 3,1 milioni di euro, per aiutare il Nepal colpito da una devastante alluvione, costata la vita ad almeno 572 persone mentre circa duemila sono i dispersi. Lo ha comunicato la ministra degli Esteri canadese Anita Anand in una conferenza stampa.
Salgono a 579 le vittime. 1.924 i dispersi, 517 sono cittadini stranieri
Salgono a 579 le vittime dell'alluvione in Nepal, secondo l'ultimo aggiornamento dell'agenzia nazionale per la gestione delle emergenze. I dispersi risultano 1.924, tra cui 517 cittadini stranieri. Lo riporta la Cnn.
Sindaca Rapallo: “Nessuna novità su Ratto, restiamo in contatto con autorità”
“Ho voluto attendere qualche momento in più prima di scrivere, nella speranza di poter raccogliere aggiornamenti più concreti e precisi sulla situazione che ci sta tenendo tutti con il fiato sospeso. Al momento non ci sono novità in merito ma continuiamo a rimanere in stretto e continuo contatto con le autorità preposte". Così la sindaca di Rapallo Elisabetta Ricci in un post sui suoi profili social, riferendosi alle sorti di Marco Ratto, il gioielliere 50enne originario di Rapallo attualmente nella lista dei turisti stranieri dispersi in Nepal.
Italiano sopravvissuto: “A 30 metri da noi è cascata una montagna”
"Abbiamo visto arrivare la valanga, eravamo a pochi chilometri dal confine Nepal-Cina, che è stato spazzato via completamente da un'onda gigantesca. Siamo arrivati al villaggio di Timure, a pochi chilometri dalla frontiera. A un certo punto abbiamo sentito un boato enorme e abbiamo visto che a 30 metri da noi è cascata una montagna". È quanto racconta Stefano Lotumolo, italiano sopravvissuto all'alluvione in Nepal insieme alla compagna, Valentina Piccinini. "I pullman che erano poco più avanti sono stati spazzati via e noi eravamo nell'unico punto in cui ci saremmo potuti salvare".
Governo Nepal: per ora non abbiamo bisogno di squadre soccorso straniere
Il Nepal ha dichiarato di non aver bisogno "per ora" di squadre straniere di ricerca e soccorso dopo l'alluvione che ha colpito il Paese mercoledì. Il portavoce del ministero degli Esteri, Lok Bahadur Poudel Chhetri, ha affermato: "Le nostre agenzie di sicurezza stanno gestendo bene le operazioni di soccorso, quindi per ora non abbiamo bisogno di squadre di soccorso provenienti da altri Paesi". "Ma questo non significa che non abbiamo bisogno di alcun tipo di supporto", ha precisato, "potremmo aver bisogno di competenze specifiche e, in base alle esigenze particolari, le richiederemo".
Cina, si abbassa livello lago che si è formato dopo alluvione
Il livello dell'acqua del lago artificiale formatosi in seguito alle inondazioni in Nepal si è abbassato. Lo ha riferito l'emittente statale Cctv, citando dati del ministero delle Risorse Idriche cinese. Il livello dell'acqua è sceso di 10 metri rispetto al picco raggiunto ieri mattina.
Tajani, situazione particolarmente delicata e grave
La situazione in Nepal "è particolarmente delicata e grave". Lo ha dichiarato ai cronisti a Fasano il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a proposito della situazione degli italiani dispersi in Nepal. "Speriamo che possano essere trovati sani e salvi, anche se la situazione è particolarmente delicata e grave", ha spiegato Tajani, "stiamo seguendo la situazione, abbiamo rinforzato la presenza. E' poi arrivata a Kathmandu anche una delegazione della nostra unità di crisi del Ministero degli Esteri. Si sono spostati anche i funzionari della nostra ambasciata di Nuova Delhi per cercare di risolvere il problema e avere notizie degli italiani che sono ancora scomparsi”
Nepal, nuovo bilancio: 579 morti e 1924 i dispersi
E' di 579 morti il nuovo bilancio ufficiale delle vittime della devastante alluvione che ha colpito mercoledì il Nepal. Quelle disperse sono adesso 1.924, tra cui 517 cittadini stranieri: lo affermano le autorità del Paese himalayano, riprese dalla Cnn.Lo hanno confermato le autorità locali.
Autorità Nepal: “Dispersi 575 stranieri e 149 nepalesi”
Sono 575 i cittadini stranieri, di 36 diversi Paesi, dispersi in Nepal dopo la devastante alluvione di mercoledì. A confermare l'aggiornamento è la polizia nepalese, come riporta la Bbc. Secondo i nuovi dati, sono 149 i cittadini nepalesi dispersi.
Von der Leyen: “Ue al fianco di Kathmandu”
"Il mio pensiero va a tutte le persone colpite dalle devastanti inondazioni improvvise. L'Europa sta stanziando 2 milioni di euro in aiuti umanitari immediati per il Nepal. Per fornire un'assistenza alle famiglie e alle comunità più duramente colpite. L'Europa è al vostro fianco". Ad affermarlo in un post su 'X' è il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen commentando la situazione in Nepal.
Caritas: “Strade e ponti crollati, difficile raggiungere le zone colpite”
"I ponti e le strade principali sono crollati, quindi non riusciamo a raggiungere le zone colpite. La nostra squadra è riuscita ad arrivare sul posto solo ieri, giovedì, e ha raggiunto il punto più vicino a dove la strada è percorribile. Anche alla nostra squadra sul campo è stato chiesto di spostarsi dalle zone più sicure. Stiamo aspettando aggiornamenti e stiamo cercando anche possibili modi per raggiungere altre persone. Abbiamo ad esempio trovato un modo per arrivare a una zona rurale dove andremo a fornire supporto a oltre 430 persone che sono ora ospitate in una scuola". E' la testimonianza ai media vaticani di suor Cecilia Durga Shrestha, dal 2023, Direttrice Esecutiva di Caritas Nepal, che conta oltre 155 volontari. Suor Shrestha sottolinea poi come tutte le organizzazioni sotto il coordinamento del governo stiano lavorando per "soccorrere le persone invitandole a spostarsi in luoghi più sicuri, verso altitudini più elevate" visto che si prevedono nuove inondazioni, e il lavoro "in prima linea per ritrovare i corpi delle vittime e i dispersi".
Save the Children: almeno 69 scuole danneggiate o distrutte
Dopo due giorni trascorsi isolati nella loro scuola a causa delle devastanti alluvioni lampo che hanno colpito il Nepal settentrionale, nove bambini hanno finalmente potuto fare ritorno alle proprie famiglie. Lo dichiara Save the Children. I bambini hanno raggiunto a piedi dalla scuola un punto di distribuzione degli aiuti dove l'Organizzazione è presente con i propri operatori. In quest'area molti bambini e bambine percorrono ogni giorno lunghi tragitti per raggiungere la scuola e, a seguito delle improvvise inondazioni che hanno colpito la regione, sono rimasti isolati dalle loro comunità. Grazie al supporto di Save the Children, i nove bambini hanno potuto ritrovare le loro famiglie. Almeno 69 scuole nei distretti del Nepal settentrionale colpiti dalle inondazioni sono state distrutte o gravemente danneggiate, mettendo a rischio il diritto all'istruzione di quasi 19.000 bambini. Si tratta di dati preliminari destinati con ogni probabilità ad aumentare man mano che le squadre di soccorso riusciranno a raggiungere nuove aree e a raccogliere ulteriori informazioni dalle comunità colpite.
L’esercito salva 2 persone intrappolate in tunnel centrale idroelettrica
L'esercito del Nepal ha diffuso un video del salvataggio di due lavoratori rimasti intrappolati all'interno di un tunnel del progetto della centrale idroelettrica Upper Trishuli-1 dopo la devastante alluvione che ha colpito il Paese mercoledì. Nel filmato si vedono i soccorritori dell'esercito che strisciano nel fango denso verso le persone intrappolate e le portano in salvo. I sopravvissuti sono ricoperti da spessi strati di fango, mentre vengono aiutati a salire su un elicottero. "Nonostante il terreno impervio e le condizioni pericolose, la squadra dell'esercito nepalese inviata per i soccorsi è riuscita finora a trarre in salvo due persone dalla galleria", ha fatto sapere l'ufficio del primo ministro, "le ricerche continuano per stabilire quante persone siano ancora intrappolate all'interno e sono in corso le operazioni di salvataggio".
I turisti bresciani sono a Kathmandu e domani partono per l'Italia
Dopo l'odissea vissuta sulle strade devastate dalle alluvioni, Giovanni Fassini e Marco Lombardi si preparano a rientrare in Italia. I due bresciani, rispettivamente commercialista di 42 anni e pasticcere di 26, sono arrivati a Kathmandu e domani, 29 agosto, prenderanno il volo per tornare a casa. La loro vacanza in Nepal, iniziata il 14 agosto, si era trasformata mercoledì scorso in una corsa contro il maltempo. Partiti da Pokhara per raggiungere Kathmandu e prendere l'aereo per l'Italia, Fassini e Lombardi viaggiavano su un autobus quando la piena del fiume ha investito la strada. Il collegamento è stato interrotto da acqua, fango e detriti e il mezzo è rimasto bloccato per ore. "La strada è sparita davanti a noi" aveva raccontato Fassini, spiegando di essere rimasto con l'amico su un tratto di carreggiata isolato, mentre ponti crollati, villaggi isolati e strade trasformate in fiumi rendevano impossibile proseguire. In un altro momento del viaggio i due erano rimasti fermi per circa otto-dieci ore, prima di riuscire a tornare verso Pokhara.
Il Nepal rifiuta per ora le squadre straniere di soccorso
Il Nepal ha fatto sapere di non avere al momento bisogno di assistenza straniera nelle operazioni di ricerca e soccorso dopo le devastanti alluvioni che hanno colpito diverse località del Paese, nonostante le offerte di aiuto arrivate da numerosi governi, riferisce il sito di Reuters. "Le nostre agenzie di sicurezza stanno svolgendo le operazioni di ricerca e soccorso. Per ora non abbiamo bisogno di questo tipo di aiuto", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri nepalese, Lok Bahadur Chhetri. Tra i Paesi che hanno chiesto a Kathmandu di autorizzare l'invio di squadre di ricerca e soccorso figurano India, Cina, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Sri Lanka e Bangladesh, secondo quanto riferito dal Kathmandu Post. La Corea del Sud ha confermato che il Nepal ha indicato di non avere intenzione, al momento, di accettare squadre straniere. "La Corea del Sud continuerà a negoziare con il Nepal sulla questione", ha dichiarato il ministero degli Esteri di Seul. Il Paese ha inoltre promesso 1 milione di dollari di aiuti umanitari attraverso organizzazioni internazionali. La situazione è particolarmente rilevante per Seul perché nove cittadini sudcoreani che lavoravano in una centrale idroelettrica risultano dispersi, mentre altri dieci sono rimasti bloccati, secondo il ministero degli Esteri sudcoreano. La decisione di Kathmandu di non accettare squadre straniere è stata collegata da Dinesh Bhattarai, ex ambasciatore nepalese presso le Nazioni Unite a Ginevra, alla particolare sensibilità della zona di Rasuwa, confinante con il Tibet cinese. Secondo Bhattarai, il governo potrebbe aver tenuto conto della posizione geografica dell'area nel decidere di non accettare squadre straniere. Il portavoce del ministero degli Esteri nepalese ha però respinto questa interpretazione, affermando che la decisione non è legata alla sensibilità della Cina sul Tibet, ma al fatto che le squadre di soccorso nepalesi stanno gestendo direttamente le operazioni.
Unicef: “17mila bambini hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria”
Si stima che almeno 93mila persone "siano state colpite e abbiano urgente bisogno di assistenza" in seguito alla devastante alluvione in Nepal. Lo ha detto ai giornalisti David Fisher, capo della delegazione in Nepal della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, aggiungendo che alcune zone sono ancora raggiungibili soltanto in elicottero e che non è stato ancora possibile completare le prime valutazioni dei danni. L'Unicef ha dichiarato che almeno 17mila bambini hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria, mentre 18 scuole sono state completamente distrutte e altre 20 hanno riportato danni. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riferito che sei strutture sanitarie sono state danneggiate e che otto operatori sanitari risultano dispersi.
Dalla Ue 2 milioni di euro in aiuti umanitari
L'Ue ha stanziato 2 milioni di euro in aiuti umanitari in risposta all'alluvione che ha colpito il Nepal. "I fondi di emergenza contribuiranno a soddisfare i bisogni immediati, tra cui cibo, assistenza sanitaria, acqua potabile e servizi igienico-sanitari e i partner finanziati dall'Ue stanno già fornendo assistenza sul campo", si legge in una nota della Commissione europea. L'aiuto si aggiunge ai quasi 3 milioni di euro di aiuti umanitari stanziati all'inizio dell'anno per il Nepal per la preparazione alle emergenze. I partner finanziati dall'Ue nel Paese, specifica ancora l'esecutivo europeo, hanno iniziato a fornire assistenza immediatamente dopo il disastro, con rifugi preposizionati e distribuzione di beni di prima necessità. L'Ue sta inoltre inviando il suo Coordinatore per la risposta rapida in Asia per contribuire a coordinare la risposta dell'Unione europea. Infine, è stato attivato il servizio satellitare Copernicus per fornire mappe dell'area colpita. "Strade spazzate via. Villaggi isolati. Famiglie alla ricerca dei propri cari dispersi. Le inondazioni improvvise in Nepal hanno devastato comunità già impegnate nella ricostruzione dopo disastri passati. L'Ue è al loro fianco, stanziando 2 milioni di euro per fornire assistenza sanitaria urgente, cibo, acqua e alloggi", ha dichiarato la commissaria europea per la gestione delle crisi, Hadja Lahbib.
Farnesina: “Ancora dispersi i tre italiani”
È arrivata a Kathmandu la task force dell'Unità di Crisi della Farnesina, insieme al personale dell'Ambasciata d'Italia a New Delhi, inviati su indicazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani per rafforzare la presenza diplomatica italiana sul posto e l'assistenza ai connazionali, rende noto la Farnesina. Il personale italiano è in loco anche per cercare di acquisire informazioni sullo stato dei tre connazionali che risultano tuttora dispersi. Le squadre coordineranno il lavoro del Consolato Onorario d'Italia a Kathmandu e opereranno in raccordo con le autorità locali, proseguendo le attività di assistenza ai connazionali e le verifiche nelle aree interessate dalla frana al confine tra Nepal e regione tibetana (Cina). Permane intanto il rischio di ulteriori inondazioni nelle aree al confine tra Nepal e Cina. Nel raccomandare la massima prudenza, la Farnesina invita i connazionali presenti o in viaggio nell'area a evitare le zone interessate, in particolare il valico di Gyirong (Contea di Gyirong), nella Prefettura di Shigatse, a mantenersi costantemente informati e ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle autorità locali. La Farnesina invita inoltre i connazionali presenti nell'area a registrare la propria presenza sul portale Dove siamo nel mondo, a consultare il sito Viaggiare Sicuri e a scaricare l'App Viaggiare Sicuri dell'Unità di Crisi per ricevere gli aggiornamenti e le comunicazioni relative alla situazione.
La polizia comunica il nuovo bilancio: 547 morti
È di 547 morti il nuovo bilancio ufficiale delle vittime della devastante alluvione che ha colpito mercoledì il Nepal. Lo ha confermato la Polizia nepalese, come riporta la Bbc. L'aggiornamento parla anche di 1.473 feriti.
Sul lato cinese bilancio delle vittime salito a 5
L'autorità nepalese ha detto che oltre 3.700 persone sono state tratte in salvo. Continuano invece ad arrivare poche informazioni sui superstiti dal lato cinese, dove il bilancio delle vittime è salito a cinque. I media statali di Pechino hanno riferito in precedenza che 558 persone risultano disperse. Dall'altra parte del confine, l'autorità nepalese per la gestione delle emergenze ha dichiarato che di 977 persone non si hanno notizie.
La Cei stanzia 500mila euro di aiuti
Un aiuto concreto alle comunità di Colombia, Perù, Indonesia e Nepal: la Presidenza della Conferenza episcopale italiana ha deciso uno stanziamento complessivo di 500mila euro dai fondi dell'8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica per rispondere ai bisogni più urgenti. Le risorse, spiega una nota, saranno destinate, attraverso Caritas Italiana e la rete delle Caritas locali, ad accompagnare nel tempo i percorsi di ripresa delle comunità colpite. In Indonesia, il terremoto di magnitudo 7.7 che il 15 agosto ha devastato l'isola di Flores ha provocato oltre 100 vittime, più di 1.600 feriti e oltre 180mila sfollati. Un'attenzione specifica, fa sapere Caritas Italiana, sarà riservata alle persone con disabilità e alle loro famiglie, attraverso interventi per l'accesso agli aiuti, ai servizi sanitari e riabilitativi, ai rifugi e al supporto psicosociale. In Nepal, il violento fenomeno che il 26 agosto ha interessato diverse aree montane del distretto di Rasuwa, al confine con il Tibet (Cina), ha causato morti, feriti e dispersi lasciando migliaia di famiglie senza casa e mezzi di sostentamento. La risposta prevede assistenza immediata, ripari, cibo e sostegno psicosociale, insieme a interventi di ricostruzione e di ripresa delle attività produttive. Lo stanziamento disposto dalla Cei contribuirà, inoltre, alle iniziative di solidarietà promosse in Colombia e Perù, dove recenti fenomeni sismici hanno messo alla prova comunità già particolarmente vulnerabili.
Media cinesi, i soccorritori raggiungono l'epicentro della frana in Tibet
I soccorritori in Tibet hanno raggiunto l'area principale devastata dalla violenta frana che ha colpito la regione, hanno riferito i media statali cinesi, mentre le ricerche di centinaia di dispersi proseguono in condizioni difficili. "Intorno alle 16.30 (le 10 in Italia, ndr) del 28 agosto, sei membri della prima squadra di intervento del Corpo dei vigili del fuoco e dei soccorsi del Tibet e 15 membri e un cane della prima squadra di intervento del Corpo dei vigili del fuoco e dei soccorsi del Sichuan sono arrivati nell'area di confine", riferisce Xinhua, spiegando che "sono le prime squadre professionali ad aver raggiunto il luogo centrale delle operazioni di soccorso".
Italiana sopravvissuta: “I nepalesi mi hanno salvata”
"Il Nepal si è distrutto. Il Nepal mi ha distrutta. Ma i Nepalesi mi hanno salvata". È il post pubblicato sui social da Valentina Piccinini, torinese, sopravvissuta all'alluvione che ha colpito il Nepal.
Autorità Nepal: “Il bilancio delle vittime dell'alluvione sale a 538”
È salito a 538 il numero delle vittime in Nepal a seguito dell'inondazione che ha colpito il Paese himalayano: lo afferma l'Autorità nazionale del Nepal per la riduzione del rischio e la gestione dei disastri (Ndrrma) citata dalla Bbc. Secondo l'agenzia governativa Ndrrma, 977 persone risultano al momento disperse, tra cui 517 cittadini stranieri. In un post pubblicato su X, l'Autorità nazionale del Nepal per la riduzione e la gestione del rischio di catastrofi, delinea il nuovo bilancio: i corpi recuperati sono 538, persone tratte in salvo 3.742 (erano 3.253), di cui 25 cittadini stranieri.
Rilievi e monitoraggi dell'area più colpita e del lago formato dallo sbarramento delle acque
La Cina ha ripreso le operazioni di ricerca e soccorso dei dispersi a Gyirong, in Tibet, dopo la sospensione temporanea decisa per il rischio di una nuova alluvione provocata dal possibile cedimento del lago di sbarramento. Lo riferisce Xinhua. Secondo l'agenzia cinese, nell'area ci sono 681 soccorritori e 113 veicoli delle forze nazionali di soccorso antincendio: 415 uomini e 75 veicoli della squadra del Tibet, 155 uomini e 38 veicoli della squadra mobile del Sichuan e 111 membri della squadra cinese di ricerca e soccorso. Altri 6.612 equipaggiamenti e materiali di soccorso, appartenenti a 19 categorie, sono stati inoltre inviati verso la città di Gyirong. Le operazioni, spiega Xinhua, vengono condotte contemporaneamente via acqua, terra e aria. Le squadre utilizzano gommoni per raggiungere le aree colpite lungo i corsi d'acqua, procedono a piedi attraverso le montagne e impiegano droni per la ricognizione e il trasporto di materiali. Una squadra avanzata sta inoltre effettuando rilievi e monitoraggi dell'area più colpita e del lago formatosi a seguito dello sbarramento delle acque.
Ministro dell’Informazione: “La zona più colpita è completamente isolata”
In Nepal il distretto di Rasuwa, duramente colpito dalla devastante alluvione di mercoledì, è "concretamente completamente isolato". Lo ha detto il ministro dell'Informazione del Nepal, Bikram Timilsina. "Non siamo ancora riusciti ad arrivare sul posto, ci vorrà tempo per valutare l'entità dei danni”, ha spiegato alla Bbc. “Solo in elicottero siamo riusciti a soccorrere le persone" coinvolte nel disastro. L'ultimo bilancio confermato stamani dalla Polizia nepalese parla di 489 morti. Centinaia e centinaia i dispersi. Le autorità cinesi hanno invece confermato che cinque persone sono morte e 558 risultano disperse a causa della frana registrata mercoledì in Tibet, al confine tra Cina e Nepal.
Il premier cinese: “Tante vittime e dispersi, è molto doloroso”
Il premier cinese Li Qiang ha parlato di "molte vittime e dispersi" dopo la tragedia di mercoledì. Lo riferisce l'agenzia ufficiale cinese Xinhua. Il bilancio fornito stamani dalle autorità cinesi dopo la frana registrata mercoledì in Tibet, al confine tra Cina e Nepal, segnala cinque morti e 558 dispersi. La Polizia nepalese ha confermato che sono almeno 489 i morti a causa della devastante alluvione che ha colpito il Paese. Li è stato inviato dal leader cinese Xi Jinping nelle aree colpite sul versante cinese ed è stato ieri nella contea di Gyirong. "Il disastro ha causato molte vittime e dispersi”, ha detto secondo dichiarazioni diffuse pubblicate stamani sul sito web dell'agenzia ufficiale cinese Xinhua. “È molto doloroso".
Appello dei vescovi Usa: “Più aiuti umanitari internazionali”
"Esorto la comunità internazionale a mobilitare un maggiore sostegno di assistenza umanitaria per le famiglie e le comunità vulnerabili del Nepal". l'appello di monsignor Elias Zaidan, presidente del Comitato per la giustizia e la pace internazionale della Conferenza episcopale degli Stati Uniti dopo le devastanti alluvioni che hanno colpito il Nepal. "Mentre apprendiamo maggiori dettagli su questa tragedia, offro la preghiera e la solidarietà della comunità cattolica degli Stati Uniti per i nostri fratelli e sorelle colpiti", sottolinea ancora il vescovo, auspicando anche interventi di lungo periodo per aiutare le comunità a ricostruire case, mezzi di sussistenza e infrastrutture essenziali.
L’allarme della Croce Rossa: “Almeno 93mila persone colpite”
Un funzionario della Croce Rossa in Nepal afferma: “Riteniamo che almeno 93.000 persone siano state colpite e abbiano urgente bisogno di aiuto”. Lo riporta l’agenzia Reuters.
È ancora allarme per possibili nuove esondazioni
Sono 2.381 le persone che risultano ancora disperse dopo la devastante alluvione che ha colpito il distretto di Rasuwa, in Nepal. Lo riferisce la polizia nepalese, secondo quanto riportato da Nepal News. Tra i dispersi figurano 644 cittadini stranieri. Salgono intanto a 489 le vittime. La polizia nepalese ha diramato un'allerta segnalando che una diga ha registrato una 'breccia sul versante tibetano' ed esortando la popolazione locale, i soccorritori e le forze di sicurezza a restare in allerta e a spostarsi in un luogo sicuro. Segnalato anche il leggero aumento del flusso di acque limacciose nella stessa zona interessata in precedenza da una grave inondazione - lungo il fiume Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa - con il rischio di ulteriori esondazionì.
Media cinesi: sta “gradualmente diminuendo” il rischio del cedimento del bacino idrico
Sta "gradualmente diminuendo" il rischio di cedimento del vasto bacino d'acqua che minaccia di complicare le operazioni di soccorso in Tibet, dopo la devastante colata di fango che ha colpito la regione. Lo riferiscono i media statali cinesi, secondo cui le operazioni di soccorso "si stanno svolgendo in modo ordinato". Secondo la televisione di Stato Cctv, il bacino sta tracimando "naturalmente" e si sta svuotando a un ritmo superiore rispetto a quello con cui viene alimentato. Il livello dell'acqua è sceso di circa 10 metri rispetto a ieri mattina, riducendo progressivamente il pericolo di una rottura.
Bilancio vittime inondazioni sale a 489
Aumenta ancora il bilancio delle vittime: secondo la polizia i morti accertati sono al momento 489. Come riferisce Nepal News, le autorità hanno recuperato corpi in otto distretti, di cui 186 a Chitwan, 112 a Nawalparasi (Bardaghat Susta Est), 44 a Gorkha, 40 a Dhading, 37 a Nuwakot, 29 a Tanahun, 28 a Nawalparasi (Bardaghat Susta Ovest) e 13 a Rasuwa. I dispersi sono 2.381, tra cui 644 cittadini stranieri. Tra loro ci sono anche tre italiani.
Lavoratori intrappolati in tunnel centrale idroelettrica, interviene esercito
Il portavoce dell'Esercito nepalese, il generale di brigata Raja Ram Basnet, ha riferito ad Associated Press che è stata dispiegata una squadra presso il progetto idroelettrico Upper Trishuli-1, vicino al confine fra Nepal e Cina, a seguito di segnalazioni secondo cui alcuni lavoratori sono rimasti intrappolati all'interno di un tunnel. "È complicato individuare i punti di ingresso e di uscita del tunnel perché tutto è stato ricoperto dal fango", ha dichiarato Basnet. "La nostra priorità assoluta è soccorrere le persone bloccate", ha aggiunto.
Legambiente con la Carovana dei ghiacciai: “Urgente investi in monitoraggio delle aree glaciali”
Legambiente con la sua campagna Carovana dei ghiacciai, che da sette anni osserva i ghiacciai alpini in collaborazione con CIPRA Italia e la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, esprime la sua solidarietà alle popolazioni colpite dall'alluvione che ieri ha interessato l'area himalayana tra Nepal e Tibet causando morti e dispersi. "L'alluvione tra Nepal e Tibet, provocata secondo le prime ricostruzioni da una frana o dal collasso di una massa di ghiaccio e dal conseguente enorme rilascio d'acqua - si legge in una nota -, richiama l'attenzione sulla crescente complessità dei rischi nelle aree di alta montagna e l'urgenza di investire nella conoscenza e nel monitoraggio delle aree glaciali e deglaciate, nella valutazione preventiva dei rischi, in sistemi efficaci di allerta e protezione delle comunità esposte e in politiche di adattamento concrete ed efficaci. Le cause e la dinamica dell'evento dovranno ora essere ricostruite con precisione. Anche il possibile ruolo del cambiamento climatico richiede cautela: temperature più elevate possono contribuire a modificare le condizioni di stabilità dei ghiacciai e degli ambienti d'alta quota, ma resta da chiarire quale ruolo possano aver avuto in questo caso".
Pechino ordina soccorsi senza sosta per i dispersi a Gyirong e aiuti al Nepal
La riunione della leadership del Partito comunista cinese presieduta da Xi Jinping ha chiesto di intensificare al massimo le operazioni di ricerca e soccorso per i cittadini cinesi e stranieri dispersi nella frana che ha colpito la contea di Gyirong, nella regione autonoma cinese dello Xizang, come i cinesi chiamano il Tibet, e di garantire assistenza d'emergenza al Nepal, anch'esso duramente colpito dal disastro. Lo hanno affermato i funzionari del Politburo del Partito comunista cinese durante la riunione, come riporta Xinhua. Secondo quanto emerso dalla riunione, le autorità devono fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone ancora disperse, evacuare rapidamente quelle in pericolo e fornire cure tempestive ai feriti. Particolare attenzione è stata inoltre posta sul rafforzamento del monitoraggio e dei sistemi di allerta e sulla prevenzione di ulteriori disastri.
All’obitorio di Kathmandu le foto delle vittime per consentire ai familiari il riconoscimento
Il quadro dei dispersi in Tibet ha sollevato l'attenzione internazionale, culminata con l'intervento del presidente americano Donald Trump, il quale nello Studio Ovale ha confermato i contatti diretti tra i funzionari della Casa Bianca e la leadership nepalese, offrendo la disponibilità immediata ad inviare aiuti e materiali di soccorso per gestire la fase critica dell'emergenza. A Kathmandu l'emergenza si riflette nella gestione della crisi urbana e del riconoscimento delle salme.
Presso l'obitorio centrale della capitale nepalese sono state esposte le fotografie delle vittime recuperate dalle macerie per consentire ai familiari di avviare il riconoscimento, mentre centinaia di persone si mettono in coda per registrare i nominativi dei parenti svaniti nel nulla dopo il passaggio della piena. Le immagini documentate nei quartieri periferici e nelle vallate prossime all'area dell'impatto descrivono interi centri abitati sommersi e vie di comunicazione interrotte.
La polizia dopo il cedimento della diga: “Spostarsi in luogo sicuro”
La polizia del Nepal ha diramato un'allerta segnalando che una diga ha registrato una "breccia sul versante tibetano": lo riporta la Bbc precisando che le forze dell'ordine esortano la popolazione locale, i soccorritori e le forze di sicurezza a restare in allerta e a spostarsi in un luogo sicuro.
Allarme per il cedimento di una diga in Tibet
Allarme in Nepal per il cedimento di una diga in Tibet. Le autorità nepalesi hanno emesso un avviso per cittadini e soccorritori 'di spostamento verso zone più elevate' dopo che una diga a monte, in Tibet, sarebbe crollata, due giorni dopo che il distacco di un ghiacciaio ha causatole devastanti inondazioni.
"Abbiamo ricevuto informazioni sul nuovo crollo di una diga idrica sul versante tibetano - ha dichiarato la polizia in un comunicato - Si invitano tutte le forze dell'ordine, i soccorritori e il pubblico impegnato nelle operazioni di soccorso e assistenza a rimanere in allerta e a spostarsi immediatamente in un luogo sicuro."
Polizia Nepal, 2.381 i dispersi di cui 644 stranieri dopo l'alluvione
Sono 2.381 le persone che risultano ancora disperse dopo la devastante alluvione che ha colpito il distretto di Rasuwa, in Nepal. Lo riferisce la polizia nepalese, secondo quanto riportato da Nepal News.
Proseguono le operazioni di soccorso: secondo quanto riferito dal portavoce della polizia finora sono state tratte in salvo 1.545 persone: 644 a Rasuwa, 898 a Nuwakot e tre a Dhading.
Tra i dispersi figurano 644 cittadini stranieri. Il gruppo più numeroso è quello degli indiani, con 178 persone non ancora rintracciate, seguito da 65 cittadini statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi.
Cina sospende operazioni soccorso per rischio nuove alluvioni
La Cina ha sospeso le operazioni di soccorso lungo il confine con il Nepal per timore che il lago artificiale formatosi durante la frana iniziale possa innescare un'altra catastrofe, dopo le inondazioni di mercoledì nella regione. Il livello lago di sbarramento ha continuato a salire nelle ultime 48 ore, minacciando di scatenare un'altra frana o colata d'acqua potenzialmente letale.
La televisione di stato cinese CCTV ha riferito che il lago ha iniziato a straripare rappresentando un rischio talmente elevato che le squadre di soccorso non possono raggiungere il valico di frontiera terrestre, duramente colpito. "Non abbiamo altra scelta che fermarci qui per il momento", ha detto un giornalista della CCTV che sta seguendo le operazioni di soccorso. "Dato che il lago continua a straripare, esiste una concreta possibilità che si verifichino nuove inondazioni improvvise o frane, pertanto è estremamente pericoloso procedere verso le aree identificate come prioritarie per le operazioni di ricerca e soccorso", si legge in una nota di Pechino.
Oltre 100 lavoratori intrappolati nel tunnel di una centrale idroelettrica in Nepal
L'esercito nepalese ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati nel tunnel dell'Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa, colpito dalla devastante piena del fiume Bhotekoshi. Lo riferiscono Nepal News e Radio Nepal, precisando che le operazioni di soccorso proseguono per raggiungere oltre 100 persone ancora bloccate all'interno del tunnel.
Secondo Kantipur, le 350 persone erano rimaste intrappolate nel tunnel dopo la piena verificatasi mercoledì mattina.
Nepal, corrono a perdifiato inseguiti dalla colata di fango: si salvano all'ultimo istante
L'esercito ha riferito di aver messo complessivamente in salvo 883 lavoratori e residenti nelle aree colpite di Rasuwa nella sola giornata di giovedì. L'operazione all'interno del tunnel è particolarmente complessa per le condizioni meteorologiche avverse e l'elevata portata del fiume, secondo Nepal News.
Kathmandu: “Non abbiamo bisogno di missioni d’aiuto straniere”
Il ministero degli Esteri del Nepal ha annunciato che il Paese non ha bisogno di missioni di aiuto straniere in seguito delle inondazioni che lo hanno colpito.
"L'offerta di aiuto è una cosa naturale, ma le nostre forze di sicurezza stanno attualmente effettuando operazioni di ricerca e salvataggio. In questo momento, non abbiamo bisogno di assistenza", si legge nella nota rilanciata da Reuters.