NEW YORK – Trump getta acqua sul fuoco, assicurando che «ho avuto buone conversazioni con Putin. Non attaccherà un territorio Nato». Messaggio confermato dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo cui questi allarmi «non hanno niente a che vedere con la realtà, sono solo spauracchi». Il vero stato delle relazioni però potrebbe essere quello anticipato dalla portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, avvertendo: «La risposta della Russia agli attacchi ucraini condotti con armi britanniche potrebbe comprendere azioni contro strutture militari del Regno Unito, in Ucraina o fuori dei suoi confini». Poi ha minacciato anche la Francia.
Il Wall Street Journal ha scritto che la missione condotta martedì dal direttore della Cia Ratcliffe a Mosca aveva lo scopo di consegnare un monito al Cremlino, affinché non si azzardi a colpire paesi membri della Nato, per mettere alla prova le difese dell’Alleanza mentre l’invasione dell’Ucraina si impantana. Il New York Times ha sc…
NEW YORK – Trump getta acqua sul fuoco, assicurando che «ho avuto buone conversazioni con Putin. Non attaccherà un territorio Nato». Messaggio confermato dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo cui questi allarmi «non hanno niente a che vedere con la realtà, sono solo spauracchi». Il vero stato delle relazioni però potrebbe essere quello anticipato dalla portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, avvertendo: «La risposta della Russia agli attacchi ucraini condotti con armi britanniche potrebbe comprendere azioni contro strutture militari del Regno Unito, in Ucraina o fuori dei suoi confini». Poi ha minacciato anche la Francia.
Il Wall Street Journal ha scritto che la missione condotta martedì dal direttore della Cia Ratcliffe a Mosca aveva lo scopo di consegnare un monito al Cremlino, affinché non si azzardi a colpire paesi membri della Nato, per mettere alla prova le difese dell’Alleanza mentre l’invasione dell’Ucraina si impantana. Il New York Times ha scritto che il capo della Cia ha anche avvertito il collega dell’Fsb Bortnikov che la loro guerra in Ucraina sta andando molto male, quindi è venuto il momento per i russi di accettare una soluzione diplomatica allo scopo di chiuderla. Il sito Politico ha aggiunto che ha sollecitato anche la fine degli aiuti all’Iran.
Ieri mattina la prima a commentare è stata Zakharova, spesso la più aggressiva tra i portavoce russi, lanciato un avvertimento chiaro: «Facciamo appello a tutti i residenti del Regno Unito, affinché considerino le inevitabili e catastrofiche conseguenze delle azioni ostili del loro governo». Il rischio è «un’escalation del conflitto a un livello radicalmente nuovo». Nelle stesse ore però il collega Peskov ha frenato, riferendosi all’ipotesi che Ratcliffe fosse venuto a consegnare un monito: «Vengono pubblicate molte storie allarmistiche. Naturalmente, non hanno nulla a che vedere con la realtà e le intenzioni della Federazione Russa». Quindi ha aggiunto: «Allo stesso tempo, ci troviamo ad affrontare una politica molto aggressiva nei nostri confronti, che proviene dai Paesi europei. Le speculazioni contrarie sono una distorsione della realtà e semplici notizie infondate». Ma «se parliamo di escalation militare, noi non ne abbiamo bisogno, perché stiamo comunque avanzando in Ucraina». Il portavoce del Cremlino ha dunque smentito le ipotesi più minacciose, ma ha confermato il risentimento verso gli europei.
Qualche ora dopo, firmando il decreto per ribattezzare il Lago Ontario come Lago America, anche Trump ha frenato: «Ho avuto buone conversazioni con Putin. Non attaccherà un territorio della Nato». Ha rifiutato di commentare le notizie secondo cui il direttore della Cia avrebbe avvertito Mosca di non farlo, ma ha aggiunto: «Finora, penso che la Russia si sia comportata piuttosto bene, per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz». Parlando con il sito Axios, ha ripetuto di non temere un attacco alla Nato.
Quanto all’Iran, considerato un altro possibile oggetto della missione di Ratcliffe, ha commentato: «Non vogliamo parlare con loro. Non stiamo cercando di incontrarci o altro. Lo Stretto è aperto. Stiamo portando molte navi. Milioni e milioni di barili di petrolio escono da Hormuz ogni giorno. Altri paesi lo riconoscono. Ogni tanto sparano, tirano qualche colpo, ma abbiamo completamente liberato lo Stretto dalle mine».