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L’inviato americano avverte l’Europa: “Ridurremo i soldati, proteggetevi da soli”

(afp)
Il direttore politico del Pentagono Colby a Bruxelles: “Dovete diventare autonomi nella difesa convenzionale”
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NEW YORK – Il Pentagono soffre una riduzione delle scorte missilistiche, intercettori come i Patriot e armi offensive tipo gli Atacms, che va «oltre il livello critico». La causa principale è stata il grande impiego nella guerra all’Iran. Lo hanno rivelato all’Associated Press un funzionario della difesa Usa in Europa e uno della Nato, avvertendo che questo rende il continente vulnerabile ad un temuto attacco russo contro paesi membri dell’Alleanza Atlantica. L’allarme forse aiuta a capire l’urgenza della missione del capo della Cia Ratcliffe a Mosca, ma sembra in contraddizione con la spinta per ridurre la presenza militare americana sull’altra sponda dell’oceano, rilanciata ieri dalla visita a Bruxelles del direttore politico del dipartimento alla Difesa Elbridge Colby.

L’emergenza sf…

NEW YORK – Il Pentagono soffre una riduzione delle scorte missilistiche, intercettori come i Patriot e armi offensive tipo gli Atacms, che va «oltre il livello critico». La causa principale è stata il grande impiego nella guerra all’Iran. Lo hanno rivelato all’Associated Press un funzionario della difesa Usa in Europa e uno della Nato, avvertendo che questo rende il continente vulnerabile ad un temuto attacco russo contro paesi membri dell’Alleanza Atlantica. L’allarme forse aiuta a capire l’urgenza della missione del capo della Cia Ratcliffe a Mosca, ma sembra in contraddizione con la spinta per ridurre la presenza militare americana sull’altra sponda dell’oceano, rilanciata ieri dalla visita a Bruxelles del direttore politico del dipartimento alla Difesa Elbridge Colby.

L’emergenza sfiora il drammatico. In caso di attacco missilistico russo contro un quartier generale o una centrale elettrica, la Nato potrebbe trovarsi in difficoltà simili all’Ucraina, ed essere costretta a «prendere pugni su pugni in bocca», prima di poter reagire.

I numeri aiutano a capire. Biden aveva fornito circa 600 Patriot a Kiev e le consegne sono proseguite con Trump, anche se con tagli. La guerra in Iran avrebbe poi consumato il 65% dei Patriot americani, circa 1.500 dei 2.330 a disposizione. La produzione verrà accelerata, con 600 intercettori quest’anno, per arrivare a 2.000 l’anno entro il 2030. Nel frattempo però si rischia una scopertura che potrebbe invitare Putin a mettere alla prova le difese della Nato.

Su questo sfondo già complicato, Colby ieri ha visitato il quartier generale dell’Alleanza, ammonendo: «È in corso una conversazione concreta su come andare avanti insieme, in modo che l’Europa, continente molto ricco, possa assumersi e si sta assumendo la responsabilità primaria della propria difesa convenzionale». Secondo Colby il Vecchio continente «rimane un interesse fondamentale per gli Usa, anche se diamo priorità all’emisfero occidentale e alle isole davanti alla Cina. Però ci sono cose che dobbiamo chiarire affinché tutto abbia senso in futuro». Gli Usa sollecitano «progressi e accelerazione del processo, per poter poi guardare alla postura strategica delle forze americane in Europa. Lo spirito con cui siamo qui è chiaro: ascoltare i nostri alleati». Serve però una «Nato 3.0, con la difesa convenzionale guidata dall’Europa».

La Reuters scrive che la revisione del dispiegamento delle forze nel continente produrrà almeno quattro opzioni, da sottoporre al segretario alla Difesa Hegsethentro il 6 novembre. Secondo un documento visto dall’agenzia intitolato “Terms of Reference”, il comandante supremo delle forze Usa in Europa parteciperà entro il 18 settembre a una riunione con Colby, per definire gli scenari da presentare a Hegseth. La revisione esaminerà varie possibilità, compreso il mantenimento dell’attuale assetto, ma gli europei temono una riduzione degli 80mila militari americani presenti, penalizzando i paesi che secondo Trump non lo hanno aiutato contro l’Iran. Queste scelte indebolirebbero l’Europa, proprio mentre gli Usa temono che venga attaccata dalla Russia.

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