Niger, spari all’aeroporto di Niamey. La Difesa: “Tentato ammutinamento di militari in una base”
a cura della redazione EsteriUn attacco armato ha colpito la notte scorsa siti strategici a Niamey, tra cui la base aerea 101 e il palazzo presidenziale. Il regime militare al potere in Niger ha annunciato soltanto ore dopo di stare "riprendendo progressivamente il controllo" dopo il tentativo di ammutinamento da parte di alcuni militari. "Un gruppo di soldati che ha violato il regolamento militare ha sequestrato alcuni commilitoni nella caserma della base 101 di Niamey e ha aperto il fuoco contro alcuni siti sensibili della città", ha dichiarato il ministro della Difesa, generale Salifou Mody, in un comunicato letto dalla televisione pubblica. "La pronta reazione delle forze di difesa e sicurezza ha permesso di circoscrivere questo movimento di protesta e di riprendere progressivamente il controllo dei siti", ha aggiunto Mody, invitando la popolazione a "mantenere la calma e a svolgere liberamente le proprie attività".
Durante la notte si sono sentiti colpi di arma da fuoco, esplosioni e armi pesanti in div…
Un attacco armato ha colpito la notte scorsa siti strategici a Niamey, tra cui la base aerea 101 e il palazzo presidenziale. Il regime militare al potere in Niger ha annunciato soltanto ore dopo di stare "riprendendo progressivamente il controllo" dopo il tentativo di ammutinamento da parte di alcuni militari. "Un gruppo di soldati che ha violato il regolamento militare ha sequestrato alcuni commilitoni nella caserma della base 101 di Niamey e ha aperto il fuoco contro alcuni siti sensibili della città", ha dichiarato il ministro della Difesa, generale Salifou Mody, in un comunicato letto dalla televisione pubblica. "La pronta reazione delle forze di difesa e sicurezza ha permesso di circoscrivere questo movimento di protesta e di riprendere progressivamente il controllo dei siti", ha aggiunto Mody, invitando la popolazione a "mantenere la calma e a svolgere liberamente le proprie attività".
Durante la notte si sono sentiti colpi di arma da fuoco, esplosioni e armi pesanti in diversi settori della città, specialmente nei pressi dell'aeroporto internazionale Diori Hamani, un punto nevralgico del regime al potere dal colpo di Stato del luglio 2023. Il Niger è governato da allora da una giunta militare che ha respinto per due volte, a gennaio e a giugno, attacchi jihadisti contro l’aeroporto.
L'aeroporto di Niamey è stato preso di mira due volte quest'anno: a gennaio dallo Stato Islamico e a fine giugno dai rivali del Jnim, il ramo saheliano di Al-Qaeda. L'area adiacente lo scalo ospita la base militare 101, nonché i quartier generali dei partner russi Africa Corps e della Missione di Supporto Italiana in Niger (Misin).
Le testimonianze
«Di fronte agli eventi in corso, manteniamo la calma ed evitiamo di diffondere informazioni non verificate. Le nostre forze di difesa e sicurezza sono mobilitate per la difesa della patria», ha dichiarato sabato mattina il regime militare sulle sue pagine ufficiali sui social network. Secondo alcuni residenti, «intensi spari ed esplosioni nella zona della base 101» sono iniziati durante la notte. Un abitante della zona, raggiunto telefonicamente, ha riferito all’Afp di essere stato testimone di «raffiche di spari» sabato mattina. «Sono andato a cercare di ricaricare il mio telefono. Ho visto un veicolo militare dirigersi verso la base, ma ha dovuto fare dietrofront. Le armi che si sentono non sono armi che dei terroristi in moto possono trasportare. I combattimenti continuano senza sosta dalla notte», ha aggiunto.
Un residente di un altro quartiere, Koira Kano, nella parte occidentale della capitale, ha dichiarato invece di aver sentito, intorno alle 5:00, spari sporadici di armi leggere. Anche sui social network diverse pubblicazioni hanno riferito di sparatorie ed esplosioni in città, in particolare nella zona amministrativa dove si trovano il palazzo presidenziale e la televisione nazionale. Altri post mostravano veicoli blindati dispiegati come rinforzi in un quartiere vicino all’aeroporto.
Stato islamico e Jnim
L’aeroporto di Niamey è stato preso di mira due volte quest’anno dai jihadisti: prima dallo Stato islamico, a gennaio, e poi, alla fine di giugno, dai loro rivali del Jnim, il ramo saheliano di Al-Qaeda. A giugno erano stati uccisi 11 soldati e due civili. A gennaio, il generale Abdourahamane Tiani, capo del regime militare nato dal colpo di Stato del luglio 2023, aveva parlato di «una falla nel dispositivo» di sicurezza che aveva «permesso l’attacco», il cui «obiettivo era distruggere tutte le capacità aeree» dell’esercito.
La base 101 dell’aeronautica militare, situata nel complesso dell’aeroporto internazionale, ospita in particolare il quartier generale dei partner russi di Niamey, l’Africa Corps, nonché il comando della forza unificata dell’Alleanza degli Stati del Sahel, che il Niger forma insieme a Burkina Faso e Mali. Il sito è considerato sensibile: tra dicembre e gennaio ospitava una grande partita di concentrato di uranio, bloccata in attesa di essere esportata. Da allora non è stato individuato alcun movimento di questo carico.
Il Niger, oggi governato da un regime militare arrivato al potere con il colpo di Stato del luglio 2023, affronta la minaccia jihadista dalla metà degli anni 2010, come i vicini Burkina Faso e Mali. Gli attacchi mortali contro civili e militari continuano a essere frequenti nel Paese, in particolare nella regione di Tillabéri, al confine con Mali e Burkina Faso.
I tre Paesi, tutti governati da giunte militari, hanno formato una confederazione, l’Alleanza degli Stati del Sahel (Aes), e hanno in particolare preso le distanze dalla Francia, loro ex principale partner nella lotta contro i jihadisti, per avvicinarsi alla Russia.
La giunta di Niamey accusa regolarmente l'ex potenza coloniale di finanziare i jihadisti per destabilizzare il Paese, accusa che Parigi respinge. Ad aprile, il Jnim aveva colpito duramente il vicino Mali, anch'esso governato da una giunta militare, arrivando a colpire anche la capitale Bamako.