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Giorni di paura sulle minacce di Putin alla Nato. Ma fonti occidentali: “Non vuole attaccare”

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Il misterioso viaggio del capo della Cia a Mosca, un’esercitazione virtuale della Nato contro Kaliningrad, inquietanti rumour. “Ma a oggi, la Russia vuole evitare un confronto diretto con l’Alleanza Atlantica”, insistono fonti di intelligence occidentali a Repubblica
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LONDRA - “Putin non vuole attaccare i paesi Nato, almeno al momento. A oggi, vuole assolutamente evitare un confronto diretto con l’Alleanza Atlantica”. Fonti di intelligence occidentale smentiscono a Repubblica, e in maniera piuttosto netta, i timori di questi giorni su un possibile assalto diretto, o provocazione, della Russia. Certo, Mosca vuole innalzare il livello dell’aggressione in Ucraina e Putin “ancora non vuole la pace”.

Allo stesso tempo però, ripetono le stesse fonti, “non dovremmo essere sorpresi dalla retorica della Russia: fa parte della loro dottrina ma allo stesso tempo è lontana dalla realtà. Sappiamo che Mosca vuole frantumare il consenso e il sostegno dell’Europa per l’Ucraina, e simili minacce rientrano in questo contesto. Dobbiamo rimanere vigili e sempre con la massima allerta. La Russia vuole indebolire il morale degli europei ma a oggi non vuole uno scontro diretto con la Nato”. Insomma, secondo le fonti, non bisogna cadere nella trappola di Mosca. La quale g…

LONDRA - “Putin non vuole attaccare i paesi Nato, almeno al momento. A oggi, vuole assolutamente evitare un confronto diretto con l’Alleanza Atlantica”. Fonti di intelligence occidentale smentiscono a Repubblica, e in maniera piuttosto netta, i timori di questi giorni su un possibile assalto diretto, o provocazione, della Russia. Certo, Mosca vuole innalzare il livello dell’aggressione in Ucraina e Putin “ancora non vuole la pace”.

Allo stesso tempo però, ripetono le stesse fonti, “non dovremmo essere sorpresi dalla retorica della Russia: fa parte della loro dottrina ma allo stesso tempo è lontana dalla realtà. Sappiamo che Mosca vuole frantumare il consenso e il sostegno dell’Europa per l’Ucraina, e simili minacce rientrano in questo contesto. Dobbiamo rimanere vigili e sempre con la massima allerta. La Russia vuole indebolire il morale degli europei ma a oggi non vuole uno scontro diretto con la Nato”. Insomma, secondo le fonti, non bisogna cadere nella trappola di Mosca. La quale già in passato ha utilizzato la stessa retorica, anche cambiando la dottrina militare sull’uso delle armi nucleari in seguito alla fornitura britannica di missili a lungo raggio Storm Shadow a Kiev. Ma al momento l’atomica sarebbe ancora una chiara linea rossa per lo stesso Putin, anche per quanto riguarda le meno potenti “armi nucleari tattiche”.

Ma allora come si spiega l’ultima settimana di paura e delirio intorno alle probabile intenzioni di Mosca? Di certo qualcosa è successo, basta pensare all’allarme anche nelle cancellerie europee, come a Roma, e una eccezionale esercitazione Nato di deterrenza vicino a Kaliningrad, la exclave russa sul Mar Baltico. E come si spiega la recente e clamorosa trasferta del capo della Cia John Ratcliffe a Mosca, per cui le autorità americane hanno diffuso briefing e letture contrastanti ai quotidiani americani?

Le fonti non si esprimono. Ma, negli ambienti che contano, si dà credito alle parole del presidente Trump (“una visita di semi-routine”) e a un retroscena del New York Times di ieri sul summit nella capitale russa, secondo cui Ratcliffe avrebbe piuttosto cercato di convincere le sue controparti di Mosca a cercare la pace in Ucraina, e non per dissuaderli da un possibile attacco alla Nato, come riportato da altri autorevoli quotidiani americani. Del resto, gli stessi Paesi baltici, in questi giorni di tensioni e speculazioni, non hanno innalzato la loro allerta militare.

Anche sui droni russi sforati nelle settimane scorse in Europa, negli stessi alti ambienti non si pensa ad azioni deliberate, ma a incidenti dovuti a interferenze tecniche. Ma le fonti occidentali consultate da “Repubblica” confermano tuttavia che gli attacchi cyber e i sabotaggi della Russia in Europa andranno avanti. Del resto, e questo è un dato di fatto, almeno nel Regno Unito continuano senza sosta, sin dall’avvelenamento dell’ex spia russa Alexander Litvinenko nel 2007 a Mosca. Ma le fonti occidentali non vedono un’allerta imminente, o comunque non più minacciosa della inquietante routine da diversi anni a questa parte.

In ogni caso, anche se Putin non vuole (ancora) la pace, “la Russia avanza in maniera estremamente lenta in Ucraina”, sottolineano le fonti occidentali, “e continua a salire il numero di morti o gravemente feriti tra i soldati”, di migliaia di unità al mese. Per questo, “Putin è frustato e vuole spaccare il fronte europeo, mentre la pressione interna sul presidente russo cresce, anche per la stretta su internet, e c’è il potenziale per una repressione ancora più pesante nelle prossime settimane”. Ma una nuova mobilitazione militare di massa al momento sembra esclusa, anche per le imminenti elezioni in Russia, e non si intravede una crepa significativa nell’apparato di potere del Cremlino che possa spodestare Putin.

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