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Traghetto ribaltato a Cipro. Premier: “8 morti e 17 dispersi”. Arrestati comandante ed equipaggio

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L’imbarcazione era partita dal porto di Girne, nella zona settentrionale dell’isola. A bordo c’erano 267 persone
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Uno scoppio, forse un’esplosione, il traghetto che inizia a imbarcare acqua, sembra tentare una virata, poi gli oblò esplodono, insieme al panico a bordo, che nessuno riesce più a governare. «Il capitano è stato il primo a saltare giù», è l’accusa dei sopravvissuti, che lo hanno visto andare via in manette insieme a 8 membri dell’equipaggio.

È ancora tutta da ricostruire la dinamica del naufragio avvenuto ieri mattina al largo di Kyrenia (Girne), nell’autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord, costato la vita a otto persone. Un bilancio provvisorio: mentre la notte scende e le operazioni di soccorso necessariamente rallentano, in 242 sono a terra al sicuro, ma 17 mancano ancora all’appello.

Secondo le prime ricostruzioni, il Filojet, la nave veloce della compagnia Filo Denizcilik, sarebbe partito con a bordo 270 persone, tutte turche e turcocipriote, attorno alle 12 da Kyrenia, con destinazione Mersin, in Turchia. Quindici minuti dopo, a circa 4 miglia dalla costa, l’equipaggi…

Uno scoppio, forse un’esplosione, il traghetto che inizia a imbarcare acqua, sembra tentare una virata, poi gli oblò esplodono, insieme al panico a bordo, che nessuno riesce più a governare. «Il capitano è stato il primo a saltare giù», è l’accusa dei sopravvissuti, che lo hanno visto andare via in manette insieme a 8 membri dell’equipaggio.

È ancora tutta da ricostruire la dinamica del naufragio avvenuto ieri mattina al largo di Kyrenia (Girne), nell’autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord, costato la vita a otto persone. Un bilancio provvisorio: mentre la notte scende e le operazioni di soccorso necessariamente rallentano, in 242 sono a terra al sicuro, ma 17 mancano ancora all’appello.

Secondo le prime ricostruzioni, il Filojet, la nave veloce della compagnia Filo Denizcilik, sarebbe partito con a bordo 270 persone, tutte turche e turcocipriote, attorno alle 12 da Kyrenia, con destinazione Mersin, in Turchia. Quindici minuti dopo, a circa 4 miglia dalla costa, l’equipaggio si sarebbe accorto delle prime infiltrazioni d’acqua. «Ma fin dall’inizio, la nave procedeva in modo strano, era instabile – ha detto alla Cnn turca uno dei passeggeri, Efe Multici - Continuava a sollevarsi dall’acqua per poi ricadere violentemente, tremava».

Mentre inutilmente a bordo si provava a invertire la rotta, dal ponte di comando è partito un mayday. «Ma non c’era nessuno a coordinare le operazioni», hanno denunciato alcuni sopravvissuti. E le immagini, registrate a bordo immediatamente prima dell’incidente, sembrano dar loro ragione: si vedono i passeggeri confusi, spaesati. Alcuni si muovono lungo i corridoi con i giubbotti di salvataggio addosso, altri sono ancora paralizzati sui sedili, nessuno sembra sapere davvero cosa fare.

Quando le squadre di soccorso sono arrivate, la nave si era già ribaltata, e a decine erano già arrampicati o aggrappati alla fiancata nel tentativo di non farsi trascinare via, altrettanti, se non di più. erano in acqua. I video filtrati sui social mostrano il mare, in quel momento anche agitato, pieno di naufraghi che si sbracciano alla ricerca di aiuto. «Con la mia barca sono riuscito a salvare una quarantina di persone, in acqua c’erano anche neonati e bambini», ha spiegato ai media locali Firat Gencer, titolare di una compagnia di charter al porto di Girne, fra i primi ad arrivare sul luogo della tragedia.

«Ogni aspetto di questo incidente sarà oggetto di un’inchiesta», ha promesso il premier della Repubblica cipro turca, Unal Ustel. Secondo le prime ipotesi, il traghetto – che già sabato aveva rinviato la partenza a causa del maltempo – sarebbe stato colpito da due forti ondate. La seconda – ha spiegato il ministro dei Trasporti, Erhan Arikli – sarebbe stata fatale: subito dopo la nave avrebbe iniziato a imbarcare acqua.

«Le ricerche dei dispersi continueranno», hanno assicurato nella serata di ieri le autorità della Cipro turca, che contano anche su supporto, uomini e mezzi messi a disposizione dalla Turchia di Erdogan. «Speriamo di ricevere buone notizie», ha detto il premier turco.

Ma nonostante le temperature siano clementi, il tempo utile per individuare qualcuno ancora in vita, è limitato. Impossibile, almeno per il momento, è anche ispezionare lo scafo. Il catamarano si è inabissato «in tempi record», hanno detto i tecnici. Forse oggi arriverà una nave di supporto turca in grado di tirare su il relitto. Forse oggi si saprà se ha trascinato qualcuno via con sé, o se toccherà sperare che sia il mare a restituire i corpi di chi si è preso.

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