Centinaia di giovani, molti dei quali non erano nemmeno nati negli anni della guerra in Jugoslavia, sfilano per le strade di Zvornik nel nord est della Bosnia Erzegovina, al confine con la Serbia. Mostrano il ritratto del macellaio dei Balcani, cantano cori e scandiscono il suo nome: Ratko Mladic. Sono immagini che sembrano riportare indietro le lancette della storia a 30 anni fa. In quel fazzol…