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Usa attaccano Larak, l’isola strategica nello Stretto di Hormuz diventata il “casello di Teheran”

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Il nuovo lampo di guerra fra Stati Uniti e Iran ha avuto come primo bersaglio questo corridoio che permetteva alle Guardie della Rivoluzione un’ispezione delle navi
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LONDRA – Il nuovo lampo di guerra fra Stati Uniti ed Iran ha avuto come primo bersaglio l’isola di Larak, con immediata risposta iraniana contro basi americane in Giordania ed Emirati Arabi Uniti. I missili Usa hanno distrutto due lanciamissili iraniani. Quelli iraniani sono stati intercettati dalle forze antiaeree. Le due azioni sembrano limitate rispetto a tre precedenti scambi di colpi fra Washington e Teheran avvenuti in luglio, ma hanno fatto ugualmente risalire i prezzi del petrolio e aumentato i timori sulla fragilità della tregua.

Il fortino portoghese

L’attacco americano attira l’attenzione su una minuscola isola nello stretto di Hormuz, che nel corso del conflitto ha acquisito maggiore rilievo. Situata davanti alla costa iraniana, in prossimità del porto di Bandad Abbas, Larak si trova nella parte settentrionale e più stretta di Hormuz: piccola, arida e collinosa, con una popolazione di appena 466 abitanti, per lo più pescatori e pastori di capre, ha tuttavia una posizione g…

LONDRA – Il nuovo lampo di guerra fra Stati Uniti ed Iran ha avuto come primo bersaglio l’isola di Larak, con immediata risposta iraniana contro basi americane in Giordania ed Emirati Arabi Uniti. I missili Usa hanno distrutto due lanciamissili iraniani. Quelli iraniani sono stati intercettati dalle forze antiaeree. Le due azioni sembrano limitate rispetto a tre precedenti scambi di colpi fra Washington e Teheran avvenuti in luglio, ma hanno fatto ugualmente risalire i prezzi del petrolio e aumentato i timori sulla fragilità della tregua.

Il fortino portoghese

L’attacco americano attira l’attenzione su una minuscola isola nello stretto di Hormuz, che nel corso del conflitto ha acquisito maggiore rilievo. Situata davanti alla costa iraniana, in prossimità del porto di Bandad Abbas, Larak si trova nella parte settentrionale e più stretta di Hormuz: piccola, arida e collinosa, con una popolazione di appena 466 abitanti, per lo più pescatori e pastori di capre, ha tuttavia una posizione geografica che le ha dato automaticamente importanza strategica nel lontano passato, come testimoniano le rovine di un fortino portoghese del sedicesimo secolo, durante la guerra Iran-Iraq negli anni Ottanta e nel conflitto in corso.

La guerra Iran-Iraq

Dopo che nel 1985, durante la guerra Iran-Iraq, le forze di Bagdad attaccarono l’isola di Kharg, 600 chilometri più a ovest, maggior terminale petrolifero iraniano nel Golfo Persico, Teheran installò infrastrutture per l’esportazione di greggio anche a Larak, colpire anch’esse dagli iracheni l’anno seguente. Così, nel 1987, l’Iran costruì sull’isola una base militare dotata di vari missili terra-aria di fabbricazione cinese. Nell’aprile 1988 la Marina militare americana affondò una fregata iraniana a 200 metri al largo di Larak e il mese dopo un missile iracheno affondò in prossimità dell’isola una superpetroliera liberiana, all’epoca la più grande nave del mondo.

Il “casello di Teheran”

La guerra è tornata a Larak durante l’odierno conflitto. Nel marzo scorso, mentre bloccava o limitava il passaggio dei cargo attraverso lo stretto di Hormuz, l’Iran ha cominciato a indirizzare le petroliere a nord dell’isola in cambio di un pedaggio, lungo un minuscolo corridoio soprannominato “il casello di Teheran” che permetteva alle Guardie della Rivoluzione un’ispezione visuale delle navi. Da quel momento Larak è stata considerata dagli Usa e da Israele come un possibile obiettivo militare.

Il post di Trump

Secondo fonti americane, l’attacco contro i lanciamissili di Larak ha avuto luogo perché l’intelligence Usa ha riscontrato che si preparavano a lanciare razzi con mine marine verso lo stretto di Hormuz. Un’azione di dimensioni ridotte rispetto a quella precedente del 29 luglio, quando gli Stati Uniti colpirono decine di bersagli in un bombardamento durato due ore. Alcune ore dopo il botta e risposta, ovvero dopo la reazione iraniana contro le basi americane in Giordania e negli Emirati, Donald Trump ha postato sui social media un messaggio affermando che l’isola di Kharg era stata “fatta a pezzi”, mostrando immagini di esplosioni generate dall’Intelligenza Artificiale. Non è chiaro se il presidente intendesse minaccia Kharg o se l’abbia confusa con Larak, assai più piccola, molto più a est e di minor valore militare ed economico per Teheran.

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