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Usa, cacciata dall’esercito perché trans: non le pagano la buonuscita e finisce a dormire in auto

Il Segretario Usa alla Guerra Pete Hegseth 

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Chole Shapiro, 30 anni, è stata espulsa per colpa della crociata anti woke lanciata dall’amministrazione Trump. Ha accettato di lasciare il suo posto in cambio di un’indennità. Ma a distanza di mesi quei soldi non sono arrivata e si è ritrovata senzatetto
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NEW YORK – Da militare a homeless, nel giro di qualche settimana, per colpa della crociata anti woke lanciata dall’amministrazione Trump. Così è cambiata la vita di Chloe Shapiro, secondo la storia raccontata dal Washington Post, che però assomiglia a quella di decine di altri veterani finiti nello stesso modo.

Chloe si era arruolata nella Guardia Nazionale del Texas quando aveva 17 anni e stava finendo le scuole superiori. Vedeva i soldati come eroi al servizio dei più deboli, e magari anche una carriera stabile e sicura. A 22 anni era passata dalla riserva al servizio attivo, iniziando il proprio lavoro come ingegnere militare e sottufficiale responsabile dei programmi di addestramento, ed è stata premiata in diversi casi.

Nello stesso tempo aveva deciso di iniziare la transizione, ma all’inizio aveva taciuto perché la politica delle forze armate cambiava di amministrazione in amministrazione. I militari come lei erano stati accettati da Obama, rifiutati dal primo Trump che li aveva…

NEW YORK – Da militare a homeless, nel giro di qualche settimana, per colpa della crociata anti woke lanciata dall’amministrazione Trump. Così è cambiata la vita di Chloe Shapiro, secondo la storia raccontata dal Washington Post, che però assomiglia a quella di decine di altri veterani finiti nello stesso modo.

Chloe si era arruolata nella Guardia Nazionale del Texas quando aveva 17 anni e stava finendo le scuole superiori. Vedeva i soldati come eroi al servizio dei più deboli, e magari anche una carriera stabile e sicura. A 22 anni era passata dalla riserva al servizio attivo, iniziando il proprio lavoro come ingegnere militare e sottufficiale responsabile dei programmi di addestramento, ed è stata premiata in diversi casi.

Nello stesso tempo aveva deciso di iniziare la transizione, ma all’inizio aveva taciuto perché la politica delle forze armate cambiava di amministrazione in amministrazione. I militari come lei erano stati accettati da Obama, rifiutati dal primo Trump che li aveva banditi, riaccolti da Biden. A quel punto Chloe aveva deciso di parlarne ai superiori, visto che aveva effettivamente avviato la transizione a San Antonio.

Una settimana dopo essere tornato alla Casa Bianca, però, Trump aveva firmato un decreto in cui definiva essere trans "una falsità", non in linea con "l’umiltà e l’abnegazione richiesta a un membro del servizio". Quindi il capo del Pentagono Hegseth aveva ordinato di cacciare i trans: "Niente più uomini vestiti da donna. Abbiamo chiuso con questa merda".

Circa 4.240 soldati trans erano stati colpiti, con la possibilità di scegliere fra due opzioni: andare via volontariamente, in maniera onorevole e con la buonuscita; oppure essere espulsi in malo modo e senza soldi. Alcuni avevano risposto facendo causa, ma dopo le prime sentenze negative, Chloe aveva scelto la prima strada. Aveva 30 anni e non voleva rovinarsi la vita con un licenziamento disonorevole, ma puntava ad usare gli 86.665 dollari a cui aveva diritto come trattamento di fine rapporto per trasferirsi a Seattle e tornare all’università, in modo da costruirsi poi una nuova carriera.

Il problema e che i soldi non erano mai arrivati. Così quando Chloe aveva raggiunto Seattle si era ritrovata homeless e con appena 30 dollari in banca. Dormiva nella sua auto, una Honda Accord a due porte, in cui aveva raccolto tutto quanto le era rimasto della sua vita, dalla Bibbia del padre ad una bandiera americana.

La comunità Lgbtq+ l’aveva aiutata, facendola ospitare in uno scantinato, ma non sapeva dove sarebbe finita e cosa avrebbe fatto in futuro. Chiamava in continuazione il suo reparto, gli ex superiori, gli uffici del ministero, ma nessuno sapeva dirle che fine avessero fatto i suoi soldi e perché non veniva pagata. Una situazione in cui, secondo l’inchiesta delWashington Post, si trovano decine di ex soldati come lei.

Alla fine le hanno spiegato che poteva usare il G.I. Bill, la legge che aiuta i veterani a tornare a studiare, per iscriversi al Bellevue College, trovando ospitalità in un dormitorio. Dopo qualche mese ha ricevuto i primi 10.000 dollari della sua buonuscita, e poi altri 10.000, rateizzati per ragioni che nessuno le ha spiegato. Le mancano ancora 66.000 dollari e la certezza di potersi ricostruire una vita, dopo che la precedente su cui aveva scommesso è stata distrutta da un capriccio politico.

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