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L’amico di Maria Spinelli: “L’ho fatta venire io qui per la prima volta, era davvero felice”

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Christopher Dell’Elce, 30 anni: “Aveva un cognome che nella sua zona non era ben visto e non riusciva a trovare un lavoro. Invece, ora, aveva addirittura comprato un’auto”
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AARAU – L’ho vista felice solo qui, per la prima volta. E ora non riesco a pensare ad altro, è un’ingiustizia troppo grande quello che è successo, non doveva morire così». Christopher Dell’Elce, 30 anni, era la persona più vicina a Maria Spinelli, la giovane uccisa ad Aarau alla fine della festa techno, sabato sera. Ora Christopher è in Italia, per delle visite. «Sabato sera ero in macchina, stavo rientrando verso Pescara per una visita quando mi hanno al telefono cosa era successo, “Maria è morta”. L’unico sabato sera che non ero con lei. Ho pianto per ore, non so nemmeno come ho fatto ad arrivare a casa».

Da quanto tempo conosceva Maria?

«La conoscevo da sette anni, ci siamo incontrati al mare, nelle nostre zone, vicino a Pescara, era una ragazzina.…

AARAU – L’ho vista felice solo qui, per la prima volta. E ora non riesco a pensare ad altro, è un’ingiustizia troppo grande quello che è successo, non doveva morire così». Christopher Dell’Elce, 30 anni, era la persona più vicina a Maria Spinelli, la giovane uccisa ad Aarau alla fine della festa techno, sabato sera. Ora Christopher è in Italia, per delle visite. «Sabato sera ero in macchina, stavo rientrando verso Pescara per una visita quando mi hanno al telefono cosa era successo, “Maria è morta”. L’unico sabato sera che non ero con lei. Ho pianto per ore, non so nemmeno come ho fatto ad arrivare a casa».

Da quanto tempo conosceva Maria?

«La conoscevo da sette anni, ci siamo incontrati al mare, nelle nostre zone, vicino a Pescara, era una ragazzina. Da allora abbiamo iniziato a frequentarci. L’ho invitata io qui. È venuta in Svizzera con tanta voglia di fare: voleva cambiare vita, cambiare aria, rinascere e ce la stava facendo».

Cosa cercava Maria?

«Maria aveva un cognome ingombrante, le aveva creato qualche problema. Allora mesi fa le ho detto: “Se vuoi ti posso dare una mano io qui in Svizzera, vieni”, lei cercava un futuro diverso».

Ed è venuta.

«Si, è venuta a stare a casa mia, vicino ad Aarau. Per la prima volta qui l’ho vista felice. Si era presa persino una macchina, con i suoi soldi, una Opel Corsa, un traguardo enorme per lei. In Italia non se la sognava neanche».

Cosa ricorda di più di lei?

«La cosa che ammiravo più di lei è che poteva sembrare una persona estroversa ma aveva un animo buono, puro, e tante doti, sempre col sorriso».

E amava la musica?

«La musica la aiutava tantissimo. La amava anche troppo, ne era quasi ossessionata, aveva sempre le cuffie, la aiutava ad andare oltre».

Oltre cosa?

«Non voglio dirlo, sono questioni personali. Non delle belle cose, che ha vissuto. Io ho perso mio padre l’anno scorso, stavo da solo in Svizzera quando è arrivata lei e mi ha ridato il sorriso. E anche merito suo».

Che rapporto avevate?

«Per me era come una sorella, ci sentivamo al telefono negli ultimi due anni prima che venisse. Aveva fatto il corso da pizzaiola ma non trovava lavoro in Italia».

E che lavoro faceva qui in Svizzera?

«Per un brevissimo periodo ha lavorato in un food truck, ora faceva le pulizie per una ditta svizzera, la pagavano anche bene. Ma non era il suo sogno vero credo».

E quale era?

«La tatuatrice. A casa le piaceva fare degli schizzi, ha fatto un piccolo tatuaggio anche a me».

Vivevate assieme quindi?

«Avevo anche altri inquilini, la casa era mia e la affittavo. Nell’ultima settimana abbiamo lasciato la casa perché avevamo trovato un altro posto. Domenica mattina dovevo partire prestissimo, per questo non stavo con lei quella sera, mi ha distrutto questa cosa».

Ha un ultimo ricordo?

«Prima di partire mi ha chiesto di fare un ultimo video assieme, non so, ora dico che forse aveva un presagio. Io le ho detto “ma mica muoio, torno eh”. L’ho salutata e non l’ho vista più. E ora mi piacerebbe far sapere a tutti che persona era Maria».

Com’era?

«Una ragazza con valori forti, non usava la bellezza per avere qualcosa, e se non riusciva ad averlo da sola non accettava aiuto, era una ragazza forte. Non era la “ragazza del rave” di cui leggo ora. Era molto di più».

Pensa che qualcuno potesse avercela con lei in qualche modo?

«L’adoravano tutti quanti, aveva un’energia fantastica, attirava le persone. È stato un folle, il mondo fa schifo. Poteva morire chiunque ma è morta lei. Non la ragazza rave, ma molto altro».

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