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Ceuta, media: “Per l’intelligence spagnola azione organizzata dal Marocco”. Ma la polizia smentisce

(afp)

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Secondo un report dell’agenzia di frontiera – che sarebbe stato visionato dal quotidiano online di destra El Español –la crisi è stata guidata dalla gendarmeria di Rabat, tramite agenti in borghese. Fino a ora il governo Sánchez ha escluso qualsiasi coinvolgimento del Paese
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Nella “Giornata di Ceuta”, che tradizionalmente viene celebrata il 2 settembre ma che quest’anno dopo la crisi del 30 luglio assume tutt’altro significato con manifestazioni indette dalle destre in tutto il Paese per le 20 e sit-in della sinistra organizzati contro il razzismo, un report dell’intelligence della polizia di frontiera nazionale rischia di far il tremare il governo Sánchez.

A riferirne in esclusiva è il quotidiano digitale di destra El Español secondo il quale il Cenif, il Centro Nazionale per l'Immigrazione e le Frontiere, l'unità di intelligence della polizia per l'immigrazione, ha inviato una informativa alla giudice dell'Audiencia Nacional, María Tardón, che spiega come l'ingresso a nuoto dal Marocco di oltre 80mila persone nell’exclave spagnola è stato guidato dalla gendarmeria di Rabat, su ordine di agenti in borghese.

"Non esiste alcun rapporto di polizia che attribuisca la pianificazione o l'esecuzione degli eventi del 30 e 31 luglio a Ceuta alle forze di sicurezz…

Nella “Giornata di Ceuta”, che tradizionalmente viene celebrata il 2 settembre ma che quest’anno dopo la crisi del 30 luglio assume tutt’altro significato con manifestazioni indette dalle destre in tutto il Paese per le 20 e sit-in della sinistra organizzati contro il razzismo, un report dell’intelligence della polizia di frontiera nazionale rischia di far il tremare il governo Sánchez.

A riferirne in esclusiva è il quotidiano digitale di destra El Español secondo il quale il Cenif, il Centro Nazionale per l'Immigrazione e le Frontiere, l'unità di intelligence della polizia per l'immigrazione, ha inviato una informativa alla giudice dell'Audiencia Nacional, María Tardón, che spiega come l'ingresso a nuoto dal Marocco di oltre 80mila persone nell’exclave spagnola è stato guidato dalla gendarmeria di Rabat, su ordine di agenti in borghese.

"Non esiste alcun rapporto di polizia che attribuisca la pianificazione o l'esecuzione degli eventi del 30 e 31 luglio a Ceuta alle forze di sicurezza marocchine", così il direttore generale della polizia nazionale, Francisco Pardo, ha però informato il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, che aveva richiesto chiarimenti sul documento.

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La Moncloa aveva subito invitato a prendere con cautela la notizia, perché se il documento fosse stato autentico avrebbe rischiato di creare imbarazzo nel governo spagnolo che fino a oggi ha difeso i buoni rapporti con Rabat escludendo qualsiasi suo coinvolgimento nella crisi, come confermato lunedì nella prima intervista rilasciata da Pedro Sánchez dopo il caso.

Marlaska aveva inviato una dura lettera a Pardo per non essere stato informato prima dell’esistenza del report e per richiedere chiarimenti sul contenuto e sui tempi del documento che sarebbe stato presentato alla Corte Nazionale. "Queste informazioni sono essenziali affinché il governo possa prendere decisioni appropriate in merito alla crisi migratoria di Ceuta, in conformità con le sue funzioni costituzionali di direzione della politica interna ed estera e di difesa dello Stato", ha dichiarato il titolare dell'Interno.

"Oggi Marlaska si mostra sorpreso da un rapporto della Polizia che avvertiva dell'invasione a Ceuta. Lo ha negato per un mese ed è rimasto in evidenza", ha scritto il segretario generale del Pp, Miguel Tellado, in un messaggio su X. Aggiungendo: "Deve dimettersi per essere un mascalzone, un incompetente e un bugiardo".

Secondo il documento che avrebbe visionato El Español, ilCenif ritiene che quella a Ceuta è stata un'operazione pianificata per sopraffare il sistema di controllo delle frontiere ed eliminare la capacità di risposta della Spagna nell’ottica delle rivendicazioni di sovranità marocchina sulle due città autonome spagnole.

Inoltre il report riferirebbe che il 29 luglio il Cenif segnalò un rischio “estremo” di un afflusso coordinato di migranti a Ceuta, poi le forze marocchine – con individui in borghese che davano loro istruzioni, come dimostrano i filmati video in possesso della polizia spagnola – avrebbero indirizzato e gestito i flussi verso la frontiera spagnola, suggerendo una possibile operazione pianificata. Gli arrivi avvennero in più ondate, prima di giovani equipaggiati per il passaggio via mare e poi di famiglie e persone vulnerabili, finendo per saturare le capacità di controllo della frontiera spagnola. Sull’informativa del 29 luglio, il capo della polizia Pardo ha assicurato che si trattava di "un'allerta di rischio frequente che non conteneva alcun accenno a un possibile ingresso di massa il giorno successivo".

Infine, il rapporto sottolineerebbe che il nuovo tentativo di arrivo in massa, previsto per il 15 agosto, fu invece fermato dalle autorità marocchine. Secondo il Cenif, l’episodio di Ceuta potrebbe configurarsi come un’operazione di controspionaggio volta a mettere in discussione la capacità dell’intelligence spagnola.

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