Incontro in Sardegna tra inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha incontrato lo scorso fine settimana il consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Tahnoon bin Zayed Al Nahyan. Al centro, del colloquio la gestione di Hormuz. Da Washington Donald Trump afferma: “Abbiamo colpito L’Iran molto duramente la scorsa notte. Controlliamo lo Stretto, facciamo uscire ogni giorno milioni di barili di petrolio", sottolinea il presidente degli Stati Uniti. Ma la fine della guerra non sembra vicina. Il capo del Pentagono Hegseth ha esteso il dispiegamento truppe Usa in Medio Oriente fino al 2027. E Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che la missione di Israele in Iran “non è ancora conclusa”.
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Trump: “L'Iran è davvero nei guai, dobbiamo impedire che abbia armi nucleari”
"Dobbiamo impedire che l'Iran ottenga armi nucleari. Si tratta del Medio Oriente e ci siamo riusciti. Abbiamo sconfitto la loro Marina, la loro Aeronautica, li abbiamo sconfitti. I loro leader non ci sono più. È
praticamente tutto distrutto laggiù. Li abbiamo colpiti di nuovo proprio ieri notte. Sì, e abbiamo distrutto i loro radar. Ne avevano appena installati di nuovi". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Gb News, aggiungendo che gli Usa controllano ora "lo Stretto di Hormuz. Abbiamo un grande controllo su quello stretto". "La loro economia sta crollando e l'inflazione potrebbe arrivare al 300%. La loro valuta non vale nulla, non ha più valore. Quindi sono nei guai fino al collo", ha aggiunto il presidente Usa.
Vance: “Cina molto più responsabile di Teheran su attacchi a navigazione commerciale”
La Cina si sta dimostrando "molto più responsabile" dell'Iran di fronte agli attacchi contro la navigazione commerciale e si è mostrata disponibile a collaborare con Washington. Lo ha dichiarato il vicepresidente americano JD Vance, interpellato dai giornalisti alla Casa Bianca sulla necessità del sostegno di Pechino per isolare Teheran. "Si può dire quello che si vuole della Cina, ma non è il tipo di Paese che spara contro le navi commerciali perché non riesce a ottenere ciò che vuole in una controversia internazionale - ha affermato Vance - Da questo punto di vista, è disposta a comportarsi in modo un po’ più responsabile. Non sto dicendo che stia facendo tutto quello che le abbiamo chiesto, ma credo che la Repubblica Popolare Cinese sia stata certamente molto più responsabile degli iraniani, e anche di un paio di altri Paesi". Vance ha aggiunto che diversi Paesi, tra cui gli Stati del Golfo, la Turchia e l'Azerbaigian, stanno lavorando dietro le quinte per aiutare Washington a fare in modo che "gli iraniani paghino un prezzo per aver aperto il fuoco contro la navigazione commerciale". Secondo il vicepresidente, gli Stati Uniti stanno inoltre facendo tutto il possibile per garantire che "l'Iran non diventi una potenza dotata di armi nucleari".
Lutnick si scusa per aver detto che non c'erano statai morti Usa in Iran
Il segretario al Commercio Howard Lutnick si scusa per aver detto che non ci sono state vittime americane nella guerra in Iran. "Mi sono espresso male. Diciotto membri delle nostre forze armate hanno perso la vita. Stavo pensando all'operazione militare in Venezuela, durante la quale non ci sono state vittime tra i militari", ha detto Lutnick che ieri in un'intervista a Cnbc aveva detto che nel conflitto "non c'erano stati morti americani".
Vance: “Tutte le opzioni sul tavolo, sul fine guerra chiedete a Teheran”
Gli Stati Uniti mantengono "tutte le opzioni sul tavolo" nei confronti dell'Iran. Lo ha dichiarato il vicepresidente americano JD Vance, indicando tra le possibili mosse di Washington "pressione economica, pressione militare, pressione diplomatica e pressione attraverso operazioni coperte". Vance ha inoltre escluso colloqui con Teheran finché l'Iran continuerà ad attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Interpellato sulle tempistiche per la fine della guerra, il vicepresidente ha risposto: "Chiedetelo all'Iran".
Trump: “Volumi petrolio a Hormuz tornati a livelli pre-guerra”
I volumi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz sono tornati ai livelli precedenti. E' la scritta che accompagna un'immagine pubblicata da Donald Trump sul suo social Truth. La foto mostra lo Stretto di Hormuz e un barile di petrolio, con altri due barili accanto. Uno con la scritta 20 milioni di barili al giorno relativa a "prima" della guerra, uno con 18 milioni di barili riferito a "ora".
Vance: “Non la chiamerei guerra”
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha detto "non la chiamerei guerra", rispondendo alle domande dei giornalisti che chiedevano se la guerra all'Iran sarebbe finita prima delle elezioni di midterm, a novembre. Gli Usa hanno perso finora diciotto soldati e hanno avuto oltre settecento militari feriti.
Vance: “Quando finisce la guerra in Iran? Non fisso una scadenza artificiale”
"Non so la risposta, dovreste chiedere agli iraniani. Non fisserò una scadenza artificiale per la fine della guerra in Iran". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance nel corso di un briefing alla Casa Bianca rispondendo a chi gli chiedeva se il conflitto finirà entro le elezioni di metà mandato.
Vance: “Flussi petrolio Hormuz quasi a livelli pre-guerra”
Il transito di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz è tornato "quasi" ai livelli precedenti l'inizio del conflitto con l'Iran. Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. "Se torniamo indietro di tre mesi, per quanto riguarda il petrolio e il gas che uscivano dallo Stretto di Hormuz a causa delle minacce iraniane, non passava praticamente nulla", ha affermato Vance. "Ora siamo quasi tornati alla situazione precedente al conflitto".
Vance: “Non parleremo con Iran fino a quando non smette di sparare alle navi”
"Gli iraniani vorrebbero che dallo Stretto di Hormuz uscissero zero milioni di barili. Ieri sera ne sono usciti 15 milioni". Lo ha detto JD Vance nel corso di un briefing alla Casa Bianca. "Non stiamo parlando" con l'Iran e "non ci parleremo finché non smetteranno di sparare contro le navi commerciali", ha messo in evidenza.
Vance: “Scettico su attacco a festa di matrimonio”
Il vicepresidente JD Vance non ha confermato la notizia dell'attacco americano che ha colpito una casa dove si stava svolgendo una festa di matrimonio, nel sud dell'Iran. "Dirò che i media statali iraniani non sono stati molto affidabili nel raccontare ciò che è accaduto finora nel conflitto, quindi sono estremamente scettico al riguardo. Purtroppo, ovviamente, a volte succedono delle cose", ha detto parlando con i giornalisti.
Vance: “Prezzo della benzina poteva essere più alto”
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, parlando della guerra con l'Iran, ha dichiarato: "Finora abbiamo avuto un notevole successo. Francamente, il prezzo della benzina avrebbe potuto essere molto, molto più alto se non fosse stato per i nostri sforzi", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.
Trump: “Da Biden munizioni per miliardi alla Nato per Kiev, chiederemo i soldi indietro”
"L'amministrazione Biden ha ceduto all'Ucraina molte più munizioni di quante ne abbiamo impiegate in Iran. Sono stati trasferiti gratuitamente all'Ucraina e alla Nato centinaia di miliardi di dollari che l'Europa avrebbe pagato, se solo glielo si fosse chiesto. Tuttavia, quei soldi li richiederemo, seppur con un certo ritardo". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth rassicurando sulla quantità di minuzioni americane. "Disponiamo di quantità praticamente illimitate di munizioni di fascia medio-alta, ben più di quante potremmo mai impiegare per questo o per qualsiasi altro conflitto (ipotesi altamente improbabile!) che dovesse mai verificarsi", ha messo in evidenza.
Netanyahu: “Vicini a rovesciare il regime”
La fine del regime iraniano è vicina. Ne è convinto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. "Questo regime è in difficoltà. E' più debole che mai", ha detto parlando a fianco del ministro della Difesa, Israel Katz, e del capo di Stato maggio dell'Idf, Eyal Zamir. "Sono convinto della nostra capacità di eliminare questa minaccia una volta per tutte, cioè di rovesciare questo regime. Questa è la missione centrale che ancora ci attende, ma è vicina", ha assicurato, "è alla nostra portata". Del resto, ha aggiunto, "non è senza una ragione che evitano di attaccarci senza motivo. Attaccano tutti, ma non noi. Conoscono la nostra forza, la potenza del nostro braccio e la nostra determinazione. Dico ai nostri nemici: non provocateci".
Cbs: “Pentagono ha ordinato ai propri vertici di non usare più il nome ‘Operation Epic Fury’"
Un'email interna dell'Aeronautica statunitense, svelata da Cbs News, rivela che il Pentagono ha ordinato ai propri vertici di non usare più il nome "Operation Epic Fury" per il conflitto con l'Iran. Al suo posto, i militari dovranno adottare la formula più generica "operazioni d'oltremare nell'area del Centcom". Interrogata dall'emittente, la Difesa ha risposto che la missione si è conclusa ufficialmente il 5 maggio, confermando quanto espresso allora dal Segretario di Stato Marco Rubio per segnare il passaggio al "Project Freedom", focalizzato sulla sicurezza marittima. La direttiva è arrivata però soltanto ad agosto, tre mesi dopo la chiusura dichiarata. Un ritardo che stride con la realtà sul campo: dopo il crollo della tregua estiva, gli scontri sono continuati e a luglio il Presidente Trump ha notificato al Congresso la ripresa formale delle azioni militari. Questa gestione opaca ha generato confusione anche nel bilancio delle vittime. A luglio, la morte di quattro soldati tra Giordania e Iraq è stata inizialmente registrata sotto "Operation Epic Fury", per poi essere frettolosamente riclassificata come "operazione d'oltremare".
Sale a 5 il bilancio dei morti nel raid Usa che ha colpito un matrimonio in Iran
È salito a cinque il bilancio delle vittime dell'attacco statunitense che martedì ha colpito una cerimonia di matrimonio a Sirik, nel sud dell'Iran. Lo riferisce l'emittente di Stato iraniana Irib, citando il presidente dell'Università di Scienze mediche di Hormozgan, Pejman Shahrokhi, secondo cui la 22enne Asia Molainejad è morta questo pomeriggio a causa delle ferite riportate nell'attacco.
Media Libano: “Il rilascio di 4 ostaggi libanesi rinviato a domani”
Il rilascio di altri quattro ostaggi libanesi da parte di Israele, atteso per oggi, è stato rinviato "in linea di principio" a domani, venerdì. Lo riferisce una fonte di sicurezza libanese citata dal quotidiano L'Orient-Le Jour. L'annuncio arriva poche ore dopo la consegna da parte israeliana dell'ostaggio libanese Malek Ghazi, preso in carico dall'esercito libanese tramite il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) al valico di Naqura, nel sud del Libano. In precedenza, un funzionario israeliano, citato in forma anonima dal sito Ynet, aveva definito quel primo rilascio "un gesto del governo israeliano nei confronti del governo libanese", deciso durante un incontro a Gerusalemme due giorni fa tra il premier Benyamin Netanyahu, l'ambasciatore statunitense in Libano, Michel Issa, e l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee. I rilasci degli ostaggi libanesi si inseriscono nel quadro dei negoziati tra Beirut e lo Stato ebraico, mediati da Washington, sul disarmo di Hezbollah e sul ritiro israeliano dal sud del Libano.
Trump: “Chi dice che abbiamo finito munizioni è un traditore”
Le persone e i media che continuano a insistere sul fatto che non abbiamo munizioni (e si sbagliano al 100%!), sono in realtà dei traditori. Lo fanno perché preferiscono vedere gli Stati Uniti perdere una guerra che stiamo facilmente vincendo, piuttosto che vedermi vincere!". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump. "Per la feccia traditrice che si rifiuta di riferire in modo accurato sulla nostra operazione militare in Iran, abbiamo quantità praticamente illimitate di munizioni di media e alta qualità, molte più di quelle che potremmo mai usare per questa, o per qualsiasi altra guerra (che è altamente improbabile!), che potrebbe anche verificarsi in modo improbabile", spiega in un secondo post. "Inoltre, stiamo producendo munizioni a livelli mai visti prima. Stiamo accumulando scorte e ci stiamo preparando per qualsiasi evenienza. Le stiamo prendendo per noi stessi, per gli Stati Uniti, invece di venderle ad altri, ma le vendite agli Alleati riprenderanno presto", aggiunge. "Inoltre, vi prego di far sapere che l'amministrazione Biden ha fornito all'Ucraina molte più munizioni, senza alcun costo per loro, di quante ne abbiamo utilizzate in Iran. Centinaia di miliardi di dollari sono stati dati gratuitamente all'Ucraina e alla Nato, soldi che l'Europa avrebbe pagato - se solo glielo avessimo chiesto, ma chiederemo quei soldi, anche se con un certo ritardo! Grazie per l'attenzione alla questione", conclude.
Trump: “Volumi di petrolio attraverso Hormuz sono tornati”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che i volumi di petrolio in transito attraverso lo Stretto di Hormuz sono tornati vicini ai livelli precedenti alla guerra. "I volumi di petrolio attraverso Hormuz sono tornati!", ha scritto Trump in un post su Truth Social, condividendo un grafico secondo cui attraverso lo stretto transitano ora circa 18 milioni di barili di petrolio al giorno, rispetto ai circa 20 milioni precedenti.
Israele rilascerà oggi 5 prigionieri libanesi
Israele rilascerà oggi cinque prigionieri libanesi, come "gesto di buona volontà diplomatica" nell'ambito dei negoziati con il governo libanese.
Lo riportano i media israeliani e arabi. Un funzionario israeliano ha parlato con Ynet in forma anonima, confermando che si tratta di "un gesto del governo israeliano nei confronti del governo libanese" che è stato definito durante l'incontro tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l'ambasciatore Usa in Libano, Michel Issa, e l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, svoltosi a Gerusalemme martedì.
Il quotidiano saudita Al-Hadath riporta che uno dei cittadini libanesi che Israele dovrebbe rimpatriare oggi in Libano si chiama Malek Kamal Razi. Secondo i media libanesi, Razi avrebbe già attraversato il confine al valico di Naqoura al confine nord tra Israele e Libano.
Teheran: “Sei marinai morti in attacchi Usa”
Sei marinai iraniani sono morti negli attacchi sferrati martedì dalle forze americane. Lo ha riferito l'agenzia Tasnim.
"Nel corso dei criminali attacchi compiuti due notti fa dall'esercito terroristico degli Stati Uniti contro alcune località del sud del Paese, 6 membri dell'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran (Marina militare) sono caduti martiri", si legge in un post con nomi e foto dei caduti.
Trump: “La Gran Bretagna non sta andando bene. E non ha aiutato per Hormuz”
Donald Trump è tornato ad attaccare il governo laburista britannico per non avere dato agli Stati Uniti il sostegno dovuto nella guerra all'Iran. "Il vostro Paese non sta andando bene. Non dimenticate che una grande percentuale del vostro petrolio viene dallo stretto di Hormuz e non eravate lì ad aiutarmi", ha detto il presidente americano in un'intervista a GB News, emittente britannica vicina alla destra e a Nigel Farage.
"Non avevamo bisogno di aiuto, ma ho chiesto alla Nato, e ho chiesto al vostro ex leader (Keir Starmer, ndr), 'perche' non hai mandato un paio di navi?'", ha riferito. "Ha detto che non ne aveva ed è stato piuttosto triste, tutta la faccenda", ha proseguito.
"Dunque la Nato non c'era, anche se la maggior parte di quei paesi ottiene una grande parte del proprio petrolio da lì. Quindi lo stiamo facendo da soli", ha insistito.
Iran: “Da ora guerra asimmetrica, gli Usa facciano scorta di benzina”
L'Iran ha confermato l'intenzione di cambiare tattica nella guerra contro gli Stati Uniti. "I nuovi crimini dell'America contro l'Iran hanno alterato le nostre equazioni di sicurezza e la dottrina di difesa. D'ora in poi, la nostra risposta sarà “asimmetrica”, “su più livelli” e “toglierà sicurezza all'aggressore", ha scritto su X Mohammad Reza Aref, primo vicepresidente iraniano. "Gli americani dovrebbero fare scorte di carburante; mesi neri attendono l'economia statunitense", ha ammonito.
Cnn, la marina Usa ha scortato 40 petroliere nello stretto di Hormuz
La Marina militare americana ha scortato 40 navi mercantili che trasportavano 18 milioni di barili di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo hanno dichiarato alla Cnn due funzionari statunitensi informati e a condizione di anonimato, sottolineando che si tratta di un dato record in tempo di guerra. Prima dell'inizio della guerra lanciata lo scorso 28 febbraio, attraverso lo Stretto di Hormuz transitavano circa 20 milioni di barili al giorno.
Polizia israeliana arresta uno dei coloni coinvolti nell'attacco a Qusra
Un dei sospettati coinvolti nell'attacco violento di sabato nel villaggio palestinese di Qusra, in Cisgiordania, è stato arrestato questa mattina dalla polizia israeliana in collaborazione con lo Shin Bet, i servizi di intelligence interna. Lo riferisce la polizia in un comunicato, specificando che il sospettato, un 19enne residente in un insediamento in Cisgiordania, è stato sottoposto a interrogatorio e oggi la procura dovrebbe richiedere al tribunale la proroga della detenzione. "La squadra investigativa congiunta della polizia e dello Shin Bet continua a raccogliere prove e testimonianze per individuare e arrestare tutti coloro che hanno preso parte al grave episodio, utilizzando diversi strumenti e capacità tecnologiche. L'obiettivo è quello di assicurare alla giustizia tutti coloro che hanno partecipato e compromesso la sicurezza della zona", riferisce la polizia.
Secondo quanto riportato dai media israeliani nei giorni scorsi, circa 70 israeliani hanno partecipato all'assalto violento a Qusra sabato scorso.
Kuwait condanna gli attacchi iraniani: “Sono una minaccia diretta alla sicurezza”
Gli attacchi iraniani in Kuwait rappresentano "una minaccia diretta" alla sicurezza e stabilità del Paese. Lo ha affermato il ministero degli Esteri dello stato del Golfo che ha criticato aspramente Teheran dopo l'ultimo attacco notturno. In una dichiarazione, il ministero definisce gli attacchi "una minaccia diretta alla sua sicurezza e stabilità, nonchè alla sicurezza dei suoi cittadini e residenti sul suo territorio, e una grave violazione delle norme del diritto internazionale"
Teheran agli Usa: “Risponderemo a raid Israele su Ali al-Taher”
L'Iran ha avvertito gli Stati Uniti che risponderà con forza a qualsiasi offensiva israeliana su ali al-Taher, una cresta montuosa nel sud del Libano, dove militari iraniani sono asserragliati insieme a combattenti di Hezbollah, secondo quanto riferito a Reuters da tre funzionari informati del messaggio. Hezbollah ha dichiarato pubblicamente di controllare la collina e di voler contrastare qualsiasi avanzata israeliana. I suoi funzionari hanno fatto riferimento a una "struttura" in loco, ma si sono rifiutati di fornire dettagli.
Le Forze di Difesa Israeliane sono dislocate in ampie zone a sud di Ali al-Taher e hanno identificato la cresta come uno dei loro "principali obiettivi operativi" in dichiarazioni pubbliche.
Israele prende in ostaggio 15 civili nel sud del Libano tra cui un consigliere comunale
Circa 15 persone sono state prese in ostaggio nella notte dalle forze israeliane a Halta, villaggio di confine nel sud del Libano occupato dallo Stato ebraico. Lo riferiscono media di Beirut che citano, tra gli altri, il sindaco di Kfar Shuba, Qassem Qadri, secondo cui l'unità israeliana è entrata nel villaggio all'alba di oggi, perquisendo diverse abitazioni in uno dei quartieri della località.
I soldati hanno preso in ostaggio anche Hatem Abdel Aal, consigliere comunale, portato verso una destinazione sconosciuta.
Halta si trova nella "zona cuscinetto" che si estende su oltre 600 kmq di territorio libanese occupato da Israele, e dipende amministrativamente dal comune di Kfar Shuba, distretto di Hasbaya, già bersaglio in passato di prese di ostaggi sistematiche da parte delle truppe israeliane di occupazione. Anche stamani nel settore orientale della fascia di confine restano alte le tensioni: sulle alture del villaggio si sono uditi colpi di mitragliatrice e di mortaio, mentre le forze israeliane hanno sparato verso la periferia della vicina Kfar Shuba. Mezzi militari israeliani sono stati avvistati sotto la postazione di Ramtha, sulle alture contese di Kfar Shuba.
Nuovi attacchi israeliani nel sud del Libano
L'artiglieria israeliana ha colpito la località di al-Mansouri, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa nazionale libanese Nna. Secondo la stessa fonte, contemporaneamente alcuni veicoli militari israeliani hanno spostato verso la località contenitori di carburante dotati di cariche esplosive, mentre un carro armato Merkava e un bulldozer corazzato D9 sono entrati ad al-Mansouri. Secondo esperti legali, analisti e autorità locali citati dalla fonte, riporta Al Jazeera, nei villaggi e nelle località di confine del sud del Libano Israele sta portando avanti una politica di sistematica distruzione di abitazioni civili, quartieri residenziali e infrastrutture essenziali. L'obiettivo finale di Israele, secondo le stesse fonti, sarebbe lo "svuotamento della geografia residenziale" e la creazione di una "zona cuscinetto" priva di popolazione.
Telefonata tra Trump e il presidente degli Emirati
Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha ricevuto una telefonata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I due leader hanno discusso degli ultimi sviluppi in Medioriente, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa statale emiratina Wam, senza fornire dettagli sui combattimenti in corso tra Stati Uniti e Iran. Al centro del colloquio ci sono stati anche i "modi per rafforzare ulteriormente i rapporti" tra i due Paesi, a sostegno dei loro "interessi reciproci", ha riferito Wam. Nelle prime sei settimane di guerra, l'Iran ha colpito gli Emirati più di ogni altro Paese del Golfo con attacchi di rappresaglia, lanciando contro quelli che ha definito "asset statunitensi" oltre 530 missili balistici, decine di missili da crociera e circa 2.200 droni, riporta Al Jazeera.
Wsj: “Trump sta valutando la possibilità di dichiarare la fine della guerra”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta avendo colloqui privati con i suoi più stretti collaboratori sull'opportunità di dichiarare la fine della guerra con l'Iran. Lo hanno riferito funzionari americani al corrispondente del Wall Street Journal Alex Ward. Le fonti hanno indicato che Trump si è detto favorevole all'idea di dichiarare la fine della guerra e che crede che la pressione economica costringerà il regime a smantellare il suo programma nucleare, altrimenti collasserà.
Rubio: sostegno russo all’Iran non ostacola la capacità Usa di proteggersi
"L'assistenza russa all'Iran non ostacola la capacità degli Stati Uniti di agire per proteggersi". Lo ha dichiarato il Segretario di Stato Marco Rubio parlando in un'intervista al programma The Brian Kilmeade Show di Fox News Radio. "Nulla di ciò che qualcuno sta fornendo all'Iran ostacola in alcun modo la nostra capacità di agire come necessario per proteggere gli Stati Uniti," ha detto Rubio, aggiungendo che Washington e Mosca "non erano allineate" sull'Iran, ma sottolineando che la Russia rimane fortemente concentrata sulla sua guerra in Ucraina.
Nei giorni scorsi, il presidente russo Vladimir Putin, durante un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ha dichiarato che Mosca stava fornendo all'Iran equipaggiamenti e altra assistenza nel contesto della sua guerra con Washington.
Hegseth estende dispiegamento truppe Usa in Medio Oriente fino al 2027
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, proroga fino al 2027 il dispiegamento di truppe Usa in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, segnalando che la guerra potrebbe protrarsi fino al prossimo anno. Il mantenimento di 50.000 truppe nella regione consente al presidente americano Donald Trump la flessibilità di cui ha bisogno mentre valuta le prossime mosse. Il tycoon sta valutando in privato con i suoi collaboratori se dichiarare conclusa la guerra in Iran, un'idea che gli piace, hanno riferito alcune fonti al Wsj. Il commander-in-chief è convinto che la sua strategia di pressione economica funzionerà e costringerà il regime a smantellare il proprio programma nucleare o crollare.
L’esercito del Kuwait: intercettato attacco di missili e droni in arrivo dall’Iran
L'esercito kuwaitiano ha dichiarato di aver intercettato un attacco missilistico e con droni proveniente dall'Iran. "Le difese aeree del Kuwait stanno attualmente contrastando attacchi missilistici e con droni ostili a seguito della vile aggressione iraniana", ha scritto l'esercito su X.
Incontro in Sardegna tra Witkoff e il capo della sicurezza degli Emirati
Si è svolto in Sardegna nello scorso fine settimana un incontro tra l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Tahnoon bin Zayed Al Nahyan. Al centro della discussione i prossimi passi sul conflitto con l'Iran. Lo ha riportato Axios, citando due fonti a conoscenza dell'incontro. I colloqui si sono svolti in Sardegna mentre l'amministrazione Trump spinge per riaprire lo Stretto di Hormuz e intensificare la pressione economica su Teheran. Axios ha affermato che gli Emirati Arabi Uniti sono stati un partner chiave nello sforzo guidato dagli Stati Uniti per guidare le petroliere attraverso lo stretto ed è anche centrale nella campagna di Washington per isolare economicamente l'Iran.
Netanyahu: “La missione di Israele in Iran non è ancora conclusa”
La missione di Israele in Iran "non è ancora conclusa". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. "Tutti i nostri sistemi, sotto la mia direzione, stanno lavorando per rovesciare questo regime", ha dichiarato il primo ministro a '24News', aggiungendo che la sua intenzione è quella di scontrarsi con l'Iran per "far crollare il Paese".