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Germania, alla vigilia del voto in Sassonia-Anhalt la Cdu si spacca. Migliaia in piazza contro l’Afd

Germania, alla vigilia del voto in Sassonia-Anhalt la Cdu si spacca. Migliaia in piazza contro l’Afd
(reuters)

Una fronda interna sfida il governatore uscente Sven Schulze e rifiuta qualsiasi apertura alla Linke. Il partito rischia così di non riuscire a formare una maggioranza, lasciando campo libero all’Afd

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MAGDEBURGO – Alla vigilia delle elezioni in Sassonia-Anhalt, la Cdu si sta drammaticamente spaccando e sta mettendo la futura governabilità della regione a rischio. Ancora qualche giorno fa il governatore uscente, Sven Schulze, aveva detto a Repubblica che “mai” avrebbe spezzato il cordone sanitario per allearsi con l’Afd. Va ricordato che l’ultradestra è data nell’ultimo sondaggio al 41% dei voti, la Cdu al 23%. Se l’Afd non dovesse raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi, il suo spitzenkandidat Ulrich Siegmund ha detto a più riprese che rinuncerà a governare - anche perché quasi nessuno, a parte il partito di Sahra Wagenknecht, sarebbe pronto a sostenerlo.

A quel punto il pallino passerebbe a Schulze. Ma la bufera che è scoppiata in questi ultimi giorni nella Cdu renderà titanico il compito per lui di formare una coalizione. Il governatore uscente avrebbe in mente di creare un governo con Spd e Verdi ma aprendo all’appoggio esterno della Linke, secondo la Faz. Una convergenza, in teoria, vietata dallo statutario “Unvereinbarkeitsbeschluss” (“decisione di incompatibilità”) dei cristianodemocratici, per i quali il cordone sanitario vale per l’Afd ma anche per la Linke.

Ebbene, il vicecapogruppo Sepp Mueller ha riunito intorno a sé un gruppo di ribelli della Cdu che non vogliono in alcun caso una convergenza con la Linke. Insistono perché il leader dell’Afd Siegmund provi a fare un governo, visto che uscirà quasi sicuramente vincitore delle elezioni. Ma perché vogliono che Schulze, in sostanza, rinunci. Quando anche il leader dell’ultradestra Siegmund getterà la spugna perché non riuscirà a trovare alleati (sempre al netto della mina vagante Wagenknecht), non si potrà far altro che indire nuove elezioni. Un’altra fronda che sta montando nel partito rifiuta anch’essa qualsiasi collaborazione con la Linke ma non menziona l’Afd. Lascia aperta la possibilità che Schulze formi un governo di minoranza facendosi eventualmente sostenere sporadicamente dall’ultradestra. Ma è difficile che Spd e Verdi accettino uno scenario simile.

Molti pensano che la guerra scoppiata nella Cdu a poche ore dal voto più cruciale di sempre, per la Sassonia-Anhalt, sia un modo per indebolire Sven Schulze e sostituirlo eventualmente a un congresso straordinario con il suo arcirivale, Sepp Mueller. Convulsioni e tatticismi, però, incomprensibili, che rischiano di consegnare la regione molto più rapidamente all’Afd. A meno che il cancelliere Friedrich Merz non pronunci una parola chiara in merito, a meno che non sciolga finalmente il nodo dell’”incompatibilità” della Cdu con la Linke.

Intanto, alla vigilia del voto, migliaia di persone hanno manifestato oggi a Magdeburgo "per la democrazia" per scongiurare la vittoria storica dell’ultradestra tedesca.

La manifestazione, organizzata dal collettivo di associazioni "Sassonia-Anhalt aperta al mondo", ha riunito persone di tutte le età, confluite verso la cattedrale della città dell'ex Germania Est, dove sono previsti discorsi, meeting e concerti. I partecipanti hanno sventolato bandiere arcobaleno e mostrato cartelli con slogan come "Più amore, meno odio" e "Una vita migliore senza nazisti".

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