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L’europarlamentare Cdu: “Noi cristiano-democratici pronti a coalizzarci con Sinistra e Verdi”

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Parla Andreas Schwab dopo il trionfo dell’Afd in Sassonia-Anhalt: “La nostra economia non è più quella di venti anni fa. Si perdono posti di lavoro e c’è una riduzione del tenore di vita”
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RUXELLES – «Certo bene non è andata». Andreas Schwab, potente europarlamentare tedesco della Cdu e dall’influenza crescente nel Ppe, non nasconde la sua preoccupazione. «La risposta – sottolinea - può essere una sola: fare una larghissima coalizione e anche con un sopporto della Linke» e a livello continentale «l’Unione europea deve dare soluzioni effettive, i cittadini vogliono soluzioni ampie e non discussioni senza risultati».

Quindi ora cosa può accadere?

«Intanto bisogna capire se l’Afd avrà la maggioranza in Sassonia-Anhalt e questo forse dipenderà dal superamento dello sbarramento da parte della sinistra radicale di Bsw».

E se non avessero la maggioranza?

«Di solito noi non collaboriamo con l’estrema sinistra. Ma se la Linke accettasse di far parte di una coalizione guidata da noi, allora sarebbe una strada da percorrere».

Una “Grandissima coalizione”?

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RUXELLES – «Certo bene non è andata». Andreas Schwab, potente europarlamentare tedesco della Cdu e dall’influenza crescente nel Ppe, non nasconde la sua preoccupazione. «La risposta – sottolinea - può essere una sola: fare una larghissima coalizione e anche con un sopporto della Linke» e a livello continentale «l’Unione europea deve dare soluzioni effettive, i cittadini vogliono soluzioni ampie e non discussioni senza risultati».

Quindi ora cosa può accadere?

«Intanto bisogna capire se l’Afd avrà la maggioranza in Sassonia-Anhalt e questo forse dipenderà dal superamento dello sbarramento da parte della sinistra radicale di Bsw».

E se non avessero la maggioranza?

«Di solito noi non collaboriamo con l’estrema sinistra. Ma se la Linke accettasse di far parte di una coalizione guidata da noi, allora sarebbe una strada da percorrere».

Una “Grandissima coalizione”?

(reuters)

Ma perché l’Afd sta avendo tutto questo successo?

«In Germania si sta realizzando ora che la nostra economia non è più quella di venti o trenta anni fa. Si perdono posti di lavoro, soprattutto nel settore automobilistico. C’è una riduzione del tenore di vita. Il peso della burocrazia, anche quella europea, viene avvertita come insopportabile. Si è creata un’ansia nei confronti degli immigrati e questo anche se in Sassonia-Anhalt non sono molti. L’idea è che tutto prima fosse migliore. Sebbene in Sassonia non è che fosse così migliore dopo la riunificazione».

Ci saranno conseguenze a livello europeo?

«Non credo a conseguenze dirette. Loro sono fuori da ogni accordo a Bruxelles. Ma dobbiamo assumerci la responsabilità di essere efficaci. Di dare risposte concrete. Poi certo la Germania sarà ancora più dura sul prossimo Bilancio. Chiederà risparmi. Anche sugli immigrati e sulla burocrazia. Ma non sulla politica della difesa. Poi ho una certezza».

Quale?

«Sono sicuro che se l’Afd governasse – come anche Vannacci in Italia – i loro errori sarebbero tantissimi. Non risolverebbero i problemi».

E nel Ppe può cambiare qualcosa visto il calo della Cdu?

«Se vogliamo fermare l’Afd, a Bruxelles dobbiamo essere più effettivi. Ad esempio sui rifugiati. Non può essere che una parte del gruppo socialista o di quello liberale possa bloccare tutto. Lo stesso sulla legge per la trasparenza digitale. Solo così possiamo giustificare la nostra politica con i cittadini».

(afp)

Ma questo con S&D o con la destra?

«Gli accordi sono con i socialisti e i liberali. Poi solo su alcuni punti specifici anche con i Conservatori. Va ricordato che il Ppe è un partito “largo”, ci sono anche esponenti culturalmente di sinistra».

Quindi con la maggioranza tradizionale?

«Certo, ma dobbiamo concentrarci sui punti comuni. Senza resistenze legate agli interessi nazionali. Serve anche più coordinamento».

Il capogruppo Weber, però, ha spesso preferito intese con la destra di Ecr. Deve cambiare linea?

«La nostra sfida è essere efficaci. Non possiamo aspettare sempre un compromesso che vada bene per tutti, abbiamo bisogno solo della maggioranza».

Forse deve cambiare qualcosa anche nella Commissione?

«Il pacchetto auto va cambiato. È chiaro che dobbiamo andare verso vetture con meno CO2. Ma bisogna dare la possibilità di una scelta ai cittadini. La Commissione si basa su una maggioranza larga e deve tenere conto della maggioranza».

Lei vede ripercussioni sul governo Merz?

«Ora no. Ma dobbiamo attrezzarci per le prossime elezioni. Noi siamo andati male, ma i socialisti rischiano di scomparire».

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