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Trionfo Afd in Sassonia-Anhalt: “Abbiamo fatto la storia”. Proteste nelle città tedesche

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L’estrema destra vicina al governo di un land in Germania. Il partito di Siegmund a un seggio dalla maggioranza assoluta. La leader Weidel apre ai rossobruni di Wagenknecht. Affluenza record. Crolla la Cdu, ora a rischio transfughi
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MAGDEBURGO – La Germania ha scritto ieri una pagina nuova della sua storia, ed è una pagina inquietante. In un land piccolo, la Sassonia-Anhalt, dove vive il 3% della popolazione tedesca, una maggioranza schiacciante degli elettori ha tradito la promessa del “mai più”. E per la prima volta dalla fine del nazismo, un partito di estrema destra che usa parole d’ordine a attinge alle idee disumane di quell’era, la Alternative fuer Deutschland (Afd) si candida a governare una regione.

Fino a tarda sera non era chiaro se l’Afd fosse riuscita a conquistare la maggioranza assoluta dei seggi, sembrava avesse conquistato 41 scranni su 83. Gliene mancava uno per governare da sola. Ma in ogni caso la forza politica guidata da Ulrich Siegmund ha raddoppiato i consensi in cinque anni incassando il 44%, e ha battuto i pronostici che lo davano tra il 40 e il 43%. È indubbiamente una Volkspartei, un partito di massa. E Siegmund ha detto «non so se sarò governatore, ma abbiamo già scritto la storia». …

MAGDEBURGO – La Germania ha scritto ieri una pagina nuova della sua storia, ed è una pagina inquietante. In un land piccolo, la Sassonia-Anhalt, dove vive il 3% della popolazione tedesca, una maggioranza schiacciante degli elettori ha tradito la promessa del “mai più”. E per la prima volta dalla fine del nazismo, un partito di estrema destra che usa parole d’ordine a attinge alle idee disumane di quell’era, la Alternative fuer Deutschland (Afd) si candida a governare una regione.

Fino a tarda sera non era chiaro se l’Afd fosse riuscita a conquistare la maggioranza assoluta dei seggi, sembrava avesse conquistato 41 scranni su 83. Gliene mancava uno per governare da sola. Ma in ogni caso la forza politica guidata da Ulrich Siegmund ha raddoppiato i consensi in cinque anni incassando il 44%, e ha battuto i pronostici che lo davano tra il 40 e il 43%. È indubbiamente una Volkspartei, un partito di massa. E Siegmund ha detto «non so se sarò governatore, ma abbiamo già scritto la storia».

(afp)

Il partito sostiene da mesi che dal land di Magdeburgo debba partire «un effetto domino» che travolga il resto della Germania. E la leader dell’Afd, Alice Weidel, ha commentato raggiante che il trionfo in Sassonia-Anhalt «è un risultato storico e un chiaro incarico per governare». Ed è anche uno schiaffo sonoro a Berlino e al governo di Friedrich Merz. Ieri sera il vicecancelliere, Lars Klingbeil (Spd) ha detto che il voto è «un punto di svolta» e un chiaro «segnale» al governo federale.

Alle sei in punto, quando le principali televisioni tedesche hanno mostrato i primi exit poll, abbiamo assistito all’hotel Maritim, dove era organizzata la serata elettorale della Cdu, alla prima reazione dello stato maggiore regionale cristianodemocratico. Un silenzio di tomba. Il partito di Friedrich Merz, dato nei sondaggi tra il 22 e il 23%, è precipitato al 17%. Una sconfitta mostruosa, un abisso di ventisei punti dall’ultradestra, un crollo di quasi venti punti rispetto alle ultime regionali, cinque anni fa.

(reuters)

Una debacle riconosciuta pochi minuti dopo dal governatore uscente Sven Schulze: “la Cdu dovrà fare i conti con questo risultato”, dopo una campagna elettorale “dura e intensa”. Ma alla luce dell’affluenza record, il leader cristianodemocratico ha aggiunto che “questa è democrazia; la gente è andata a votare”. Nel pomeriggio, quando erano emersi i primi strabilianti dati della partecipazione al voto - il 75% contro il 60% del 2021 - qualcuno aveva sperato che le forze democratiche fossero riuscite a mobilitare il loro elettorato. Ma invece è stato un deja vu delle recenti elezioni in Turingia: è l’Afd che riesce sull’ultimo miglio a convincere molti più elettori.

Schulze, per tutta la campagna elettorale, non ha nascosto la sua irritazione verso Merz, lo ha costretto a restare lontano dalla sua campagna elettorale, si è rivoltato insieme ad altri governatori Cdu dell’Est contro la riforma delle pensioni voluta dal cancelliere. E ha mandato avanti un comico famoso come Didi Hallervorden, che insultava dai suoi comizi Merz come “guerrafondaio”. Ormai il cancelliere è come la criptonite, per i leader locali. Ed è ovvio che il voto terremoterà anche il governo. Ieri l’ex capo della cancelleria e attuale capogruppo della Cdu, Thorsten Frei, ha detto, quasi implorante, “penso che sia importante che restiamo stabili”.

(reuters)

Un problema sarà la governabilità. In parte grazie alla campagna porta a porta “votare tattico”, due partiti che erano dati per mesi a rischio soglia di sbarramento del 5%, la Spd e i Verdi, hanno ottenuto rispettivamente il 9% e l’8%. E la Linke è scesa al di sotto del 9% - probabilmente perché molti elettori di sinistra hanno messo la croce sui socialdemocratici e gli ambientalisti per consentirgli di entrare nel parlamentino regionale e scongiurare una maggioranza assoluta per l’Afd. Peraltro, proteste anti-Afd si sono registrate ieri in varie città tedesche tra cui Francoforte, Magonza a Berlino.

Il problema, adesso, è che in Parlamento sembra essere entrata per un soffio anche la Bsw di Sahra Wagenknecht. Che ha subito teso la mano a Siegmund: la spitzenkandidatin Claudia Wittig ha detto che il partito vuole prendere decisioni “basate sui contenuti” e realizzare convergenze “anche con l’Afd”.

Siegmund ha respinto, per ora, l’offerta dei rossobruni, che bolla come inaffidabili. Ma Weidel in serata ha detto che è un’ipotesi “interessante”. Ma l’indizio più forte delle ambizioni vere dell’Afd sono arrivate ieri dal co-presidente del partito, Tino Chrupalla: “se i seggi non bastassero” per governare da soli “siamo pronti al dialogo”. E per chi ha seguito le lacerazioni interne alla Cdu regionale in questi giorni è chiaro che la mano tesa è verso quei parlamentari cristianodemocratici che potrebbero cambiare casacca e aiutare l’Afd a superare la soglia della maggioranza assoluta.

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