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Ucraina, trattativa senza svolta. Zelensky: “Inverno di guerra”. E Lavrov attacca la Germania

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Kushner e Witkoff nella capitale. “La questione territoriale va discussa tra leader”. Il ministro degli Esteri russo: “Le accuse tedesche sono l’inizio di un conflitto”
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NEW YORK – L’arrivo a Kiev di Steve Witkoff e Jared Kushner, accolti dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky in piazza Sofia con un abbraccio e la frase «È bello vederti, Steve», ha segnato una nuova tappa di avvicinamento nel secondo giorno di colloqui per mettere fine alla guerra. Il treno, che ha portato per la prima volta in Ucraina i due inviati americani, era stato ribattezzato l’Espresso della pace. Witkoff, inizialmente contrario al treno, ha parlato di «viaggio ottimo». Kushner ha spiegato di aver ricevuto dal presidente Donald Trump il mandato per «presentare un pacchetto di proposte per la pace» e invocato un «trilaterale». «È il formato più utile perché tutte le parti possano comunicare tra loro», ha aggiunto.

Ma i toni distensivi potrebbero essersi esauriti qui. Nelle stesse ore, il Cremlino ha lanciato segnali inquietanti all’Europa. Commentando le accuse dei Paesi occidentali sul coinvolgimento russo nell’incidente del drone all’aeroporto di Lipsia, il ministro d…

NEW YORK – L’arrivo a Kiev di Steve Witkoff e Jared Kushner, accolti dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky in piazza Sofia con un abbraccio e la frase «È bello vederti, Steve», ha segnato una nuova tappa di avvicinamento nel secondo giorno di colloqui per mettere fine alla guerra. Il treno, che ha portato per la prima volta in Ucraina i due inviati americani, era stato ribattezzato l’Espresso della pace. Witkoff, inizialmente contrario al treno, ha parlato di «viaggio ottimo». Kushner ha spiegato di aver ricevuto dal presidente Donald Trump il mandato per «presentare un pacchetto di proposte per la pace» e invocato un «trilaterale». «È il formato più utile perché tutte le parti possano comunicare tra loro», ha aggiunto.

Ma i toni distensivi potrebbero essersi esauriti qui. Nelle stesse ore, il Cremlino ha lanciato segnali inquietanti all’Europa. Commentando le accuse dei Paesi occidentali sul coinvolgimento russo nell’incidente del drone all’aeroporto di Lipsia, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha parlato di pericolosa provocazione. «Lipsia, l’aeroporto... hanno trovato un drone lì. Hanno detto che era un drone russo, nessuno si è preso la briga di approfondire la questione. Questo, in sostanza, è l’inizio di una vera e propria guerra», ha detto.

(afp)

Poche ore dopo, la tedesca Bild ha rivelato che la Germania starebbe pianificando un sistema di difesa, sul modello della «fast response» Nato, per fronteggiare la minaccia dei velivoli senza pilota. Una doccia fredda dopo due giorni di incontri che, in ogni caso, non sembrano aver prodotto grandi risultati. Witkoff ha spiegato che Russia e Ucraina «dovranno accettare compromessi e ridurre le divergenze», ribadendo la posizione della Casa Bianca espressa l’anno scorso, secondo cui Zelensky dovrebbe rinunciare ai territori conquistati dai russi. Trump continua a mostrarsi più incline ad accontentare Mosca: nella missione Usa c’era il responsabile ad interim delle sanzioni del Tesoro americano, Gene Lange, una presenza che, secondo i media, suggerisce che sia stato discusso un possibile alleggerimento delle sanzioni alla Russia.

(reuters)
A Kiev, invece, dove al terzo round di colloqui erano presenti i consiglieri per la sicurezza di Gran Bretagna, Francia e Germania, Witkoff e Kushner hanno parlato anche delle parole di Lavrov. «Abbiamo avuto una discussione davvero significativa, concreta e importante», ha spiegato Witkoff. Zelensky ha ammesso che la guerra «continuerà questo inverno», ha detto che in futuro ci sarà un altro trilaterale «America, Ucraina e Europa», e aggiunto: «Vogliamo una pace equa». Ma è il punto più delicato: il piano americano si è arenato e gli ucraini, al di là delle dichiarazioni pubbliche, non si fidano di Trump. Nonostante la tregua concessa da Mosca in coincidenza con la missione americana, i bombardamenti sono andati avanti. Secondo l’agenzia Tass, le forze russe hanno colpito «infrastrutture dei trasporti e logistiche utilizzate dai militari ucraini e siti di produzione e stoccaggio di droni» in 144 aree dell’Ucraina.

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