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Regno Unito, disagi negli aeroporti anche nei prossimi giorni. Più di duemila i voli cancellati

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Il sistema di gestione del traffico aereo è stato risolto, ma per tornare alla normalità servirà ancora tempo. Per l’agenzia Nats è il terzo caso di malfunzionamento grave in tre anni
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LONDRA - Continuerà oggi e nei prossimi giorni il caos negli aeroporti britannici che riguarda i voli da e per il Regno Unito, a causa di problema tecnico occorso al sistema di gestione del traffico aereo britannico dell'agenzia Nats (National Air Traffic Services) martedì pomeriggio.

Il numero di voli cancellati, dopo i disagi iniziati l’8 settembre a ora di pranzo, ha ormai raggiunto quota 2.093, secondo Cirium, società specializzata nell’analisi dei dati del settore aereo. Nella giornata di oggi, 347 voli sono stati cancellati o non sono stati operati: 150 in partenza e 197 in arrivo. Il dato rappresenta il 5,91% dei 5.869 voli programmati, rispetto a una percentuale normalmente tra l’1% e il 2%, come ricorda il Guardian.

Intanto, sono virali online i video di passeggeri rimasti in aereo anche per 5 ore senza acqua, o in attesa dei propri bagagli da sbarcare per altrettante ore, per non parlare delle migliaia di persone costrette a dormire in terra negli aeroporti. Eppure, il probl…

LONDRA - Continuerà oggi e nei prossimi giorni il caos negli aeroporti britannici che riguarda i voli da e per il Regno Unito, a causa di problema tecnico occorso al sistema di gestione del traffico aereo britannico dell'agenzia Nats (National Air Traffic Services) martedì pomeriggio.

Il numero di voli cancellati, dopo i disagi iniziati l’8 settembre a ora di pranzo, ha ormai raggiunto quota 2.093, secondo Cirium, società specializzata nell’analisi dei dati del settore aereo. Nella giornata di oggi, 347 voli sono stati cancellati o non sono stati operati: 150 in partenza e 197 in arrivo. Il dato rappresenta il 5,91% dei 5.869 voli programmati, rispetto a una percentuale normalmente tra l’1% e il 2%, come ricorda il Guardian.

Intanto, sono virali online i video di passeggeri rimasti in aereo anche per 5 ore senza acqua, o in attesa dei propri bagagli da sbarcare per altrettante ore, per non parlare delle migliaia di persone costrette a dormire in terra negli aeroporti. Eppure, il problema è stato risolto ieri sera dai tecnici del Nats, agenzia sotto il fuoco delle polemiche visto che si tratta del terzo evento simile in tre anni. Il ceo Martin Rolfe è sulla graticola, ma Downing Street ha dichiarato oggi di avere ancora fiducia in lui, in attesa di una inchiesta interna che dovrà durare non più di una settimana.

Tuttavia, servirà ancora del tempo per ritornare alla normalità perché gli orari e la logistica dei voli internazionali delle compagnie aeree sono estremamente complessi e una simile interruzione delle operazioni può far sì che aerei ed equipaggi si ritrovino bloccati nel posto sbagliato.

Ad esempio, come spiega la Bbc, un volo può essere dirottato verso un aeroporto diverso da quello previsto, oppure può essere cancellato, impedendo così all’equipaggio di raggiungere la destinazione in cui avrebbe dovuto trovarsi per operare il volo successivo. Senza contare che alcuni membri dell’equipaggio potrebbero aver già raggiunto il limite massimo di ore di servizio consentite dalla legge e avere quindi bisogno di riposare, magari essendo costretti a farlo in un "luogo sbagliato" secondo la tabella di marcia iniziale. Inoltre, settembre è ancora un mese turistico e dunque intenso per il traffico aereo, di conseguenza non ci sono molti posti liberi sui voli a disposizione, e le tratte meno frequenti sono quelle più a rischio di disagi e cancellazioni.

In caso di ritardi significativi per un volo da Ue a Uk (o viceversa) - ossia più di due ore per le tratte a corto raggio inferiori a 1.500 km, più di tre ore per i voli a medio raggio compresi tra 1.500 e 3.500 km e più di quattro ore per i voli a lungo raggio superiori a 3.500 km - le leggi britanniche ed europee stabiliscono che le compagnie aeree debbano fornire ai passeggeri assistenza e supporto, oltre al rimborso del biglietto o la prenotazione su un nuovo volo. Mentre gli indennizzi in questo caso sono molto difficili da ottenere, essendo eventi eccezionali per cui le compagnie aeree non sono responsabili.

In ogni caso, quando avvengono eventi simili, la compagnia aerea è tenuta a fornire ai passeggeri una quantità ragionevole di cibo e bevande, un mezzo per comunicare, un alloggio (se il volo alternativo è previsto per il giorno successivo), e il trasporto da e verso l’alloggio (o la propria abitazione, se c'è la possibilità di rientrarvi per la notte). La normativa stabilisce che questa assistenza debba essere garantita per tutta la durata del ritardo, indipendentemente dalla causa che lo ha provocato. Altrimenti, come ricorda Sky News, è possibile provvedere autonomamente alle spese sopra indicate e richiederne successivamente il rimborso alla propria compagnia aerea, a condizione di conservare tutte le ricevute e di non sostenere spese superiori a quanto possa essere considerato ragionevole.

La Nats, società partecipata al 49% dal governo britannico, aveva già subito un’altra grave interruzione del servizio nell’agosto 2023, che aveva coinvolto oltre 700mila passeggeri, a seguito di un altro problema tecnico. Allora i disagi costarono alle compagnie aeree circa 100 milioni di sterline. Mentre nel luglio 2025 oltre 150 voli in tutta la Gran Bretagna erano stati cancellati dopo che un malfunzionamento Nats aveva inficiato la visione dello spazio aereo ai controllori del traffico aereo sempre a Swanwick. Insomma, la cronica deficienza delle infrastrutture britanniche sembra aver toccato di nuovo il fondo.

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