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Il Ground zero di tutti i complotti

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L’11 settembre fu anche l’inizio di una nuova era: quella delle false verità. Dalle Torri minate al missile sul Pentagono, fino ai complotti di oggi. Una storia di bugie virali senza fine
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Nella primavera del 2002 a Fresh Kill, vecchia discarica di Staten Island sulla baia di New York, venivano trasferite le 1,8 milioni di tonnellate di macerie del World Trade Center, setacciandole a mano, in cerca di frammenti umani, per identificare i dispersi. Fra quelle rovine leggevo furioso il pamphlet “L’incredibile menzogna” del saggista francese Thierry Meyssan, sicuro che sul Pentagono, l’11 settembre, non fosse precipitato il Boeing 757 American Airlines 77, ma un missile, cupa manovra di Bush e della Cia.

A Fresh Kill si collezionavano montature di occhiali e fedi nuziali, mendicando Dna, e intanto Meyssan rimase per mesi in testa alle classifiche, vendette 300mila copie, tradotto in ventotto lingue, da Fandango per l’Italia. La menzogna usciva dai bar, consacrata dalle polemiche antiamericane del filosofo Toni Negri e del Nobel Dario Fo. Guillaume Dasquié e Jean Guisnel confutano Meyssan nel saggio “L’Effroyable Mensonge”, i quotidiani Le Monde e Libération, non certo pro C…

Nella primavera del 2002 a Fresh Kill, vecchia discarica di Staten Island sulla baia di New York, venivano trasferite le 1,8 milioni di tonnellate di macerie del World Trade Center, setacciandole a mano, in cerca di frammenti umani, per identificare i dispersi. Fra quelle rovine leggevo furioso il pamphlet “L’incredibile menzogna” del saggista francese Thierry Meyssan, sicuro che sul Pentagono, l’11 settembre, non fosse precipitato il Boeing 757 American Airlines 77, ma un missile, cupa manovra di Bush e della Cia.

A Fresh Kill si collezionavano montature di occhiali e fedi nuziali, mendicando Dna, e intanto Meyssan rimase per mesi in testa alle classifiche, vendette 300mila copie, tradotto in ventotto lingue, da Fandango per l’Italia. La menzogna usciva dai bar, consacrata dalle polemiche antiamericane del filosofo Toni Negri e del Nobel Dario Fo. Guillaume Dasquié e Jean Guisnel confutano Meyssan nel saggio “L’Effroyable Mensonge”, i quotidiani Le Monde e Libération, non certo pro Casa Bianca, ne smontano le tesi. L’ingegnere Jérôme Quirant ne spiega paziente le bugie su strutture, incendi, acciaio. Invano, il web preferisce il falso alla verità brutale di Fresh Kill.

Il piano perfetto di Khalid Sheikh Mohammed e Osama bin Laden per al Qaeda era dunque una farsa, le Torri erano state minate, il Pentagono colpito da un missile Usa, il volo 93 abbattuto dall’Air Force in Pennsylvania, lo stesso Fo mimerà ironico vittime e impatto fatale in un film italiano. Gli aerei perduti erano ologrammi, del resto il Mossad israeliano aveva avvertito migliaia di ebrei di non andare al lavoro quel giorno a Manhattan (una battuta in tal senso del presidente Cossiga diventa foraggio per i disinformatori antisemiti). Morale: Bush ha organizzato la strage per invadere l’Afghanistan, costruire l’oleodotto Tapi e impadronirsi del petrolio in Asia.

Negli Stati Uniti la serie del 2005 “Loose Change”, di Dylan Avery, spiega che le Torri son cadute per esplosioni alla base, non dirottati. Il filosofo David Ray Griffin pubblica “The New Pearl Harbor”, nel 2001, come nel 1941, si tratta di un attacco per consolidare l’egemonia Usa, prefazione di Richard Falk, di Princeton University. Il fisico Steven Jones evoca invece la termite, miscela di polvere di alluminio e ossido di ferro che brucia a temperature alte, come combustibile killer delle Torri. Non il carburante degli aerei. Gli scienziati, e l’architetto Renzo Piano, lo smentiscono. La rete delle cospirazioni ne fa un eroe: Richard Gage fonda il gruppo Architects & Engineers for 9/11 Truth, elegante sigla per un labirinto di trame. Il guru di destra Alex Jones ne porta le teorie alla radio, l’attore Charlie Sheen a Hollywood, la conduttrice Rosie O’Donnell in tv.

Sinistra e destra della paranoia si fondono sotto le rovine di Manhattan. I no global alla Indymedia sono ossessionati dal complesso militare-industriale I conservatori, come il cattolico ultras Maurizio Blondet, da Cia, Mossad, finanza, Nuovo Ordine Mondiale. Cambiano i demoni, uguale la fede nichilista: nulla accade, tutto è manipolazione.

In Germania l’ex ministro Andreas von Bülow pubblica “Die Cia und der 11. September”, Cia e Mossad a prendere in ostaggio i poveri membri di al Qaeda, best seller da 100.000 copie. In Francia il comico Jean-Marie Bigard e l’attore Mathieu Kassovitz ripetono la sceneggiatura ormai di successo, l’ex agente britannico dello spionaggio MI5 David Shayler parla di missili travestiti da aerei. In Italia, il controverso documentario “Zero: Inchiesta sull’11 settembre” di Fracassi e Vento, sceneggiato dall’ex europarlamentare Giulietto Chiesa, solleva polemiche ma anche gli interventi assonanti dello studioso Franco Cardini e del magistrato Ferdinando Imposimato. Massimo Mazzucco lancia sul web Inganno globale e La nuova Pearl Harbor, stavolta è colpevole la rete radar Norad.

La tv di Putin Rt distribuisce i contenuti agli influencer amici, anche in Italia. Il Cremlino offre spazio ai “dissidenti” occidentali, tecnica rimbalzata fino alla Biennale di Venezia, citandoli come “conferme oggettive”. È la modalità “Fimi”, manipolazione e interferenza informativa dall’estero: inutile fabbricare bugie, meglio sponsorizzarle online e le piattaforme le renderanno virali. Trovate ancora online il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad a sbraitare sul complotto Usa 2001 all’Onu e che gli Usa abbiano pensato a lui come alleato 2026 vi spiega bene la maldestra guerra in Iran. I falchi dell’amministrazione Bush diedero a loro volta fiato ai negazionisti, con l’errore sulle armi di sterminio del dittatore iracheno Saddam Hussein.

A Fresh Kill i parenti delle vittime lamentavano che le voci registrate di chi stava per morire fossero giudicate farlocche, i corpi solo comparse da horror show, i funerali messinscene grottesche. In 25 anni, seguirono Iraq, Siria, Crimea, il Covid con i filosofi contro i greenpass, gli stupri di Bucha con il negazionismo di europarlamenti, le elezioni Usa 2020, complotto per i Maga, Gaza. Bot, influencer, tv, algoritmi, la lezione di Meyssan (grande firma della rete russa Rt ormai) e Avery trionfa, non devi convincere il pubblico della tua versione, basta sommergerlo di versioni, finché non rinunci all’idea che una realtà maestra esista. Perché l’11 settembre fu anche Ground Zero della disinformazione globale.

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