Carcassonne, un caso gli audio del poliziotto ed ex scorta di Bardella: razzismo e complottismo
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI — «Non ne posso più, in centro è pieno di arabi, negri, afghani». Battute su migranti, imitazione di un accento africano, teorie complottiste su Brigitte Macron. Per ore una pattuglia della polizia municipale di Carcassonne parla senza sapere di essere registrata. Uno degli agenti ha dimenticato accesa la sua bodycam. Le immagini, rimaste nascoste per mesi sono state rivelate da Midi Libre, diventando un caso politico nazionale che investe direttamente il Rassemblement National a sette mesi dalle elezioni presidenziali.
L’uomo che pronuncia alcune delle frasi razziste, sessiste, omofobe e complottiste non è soltanto un agente della polizia municipale. Ex paracadutista, brigadiere capo, è anche un militante del partito di estrema destra e volontario del Département Protection Sécurité, il Dps, il servizio d’ordine del partito che ha scortato Jordan Bardella. Nel febbraio scorso l’agente era stato fotografato accanto al giovane presidente del Rn, incaricato del servizio di protez…
PARIGI — «Non ne posso più, in centro è pieno di arabi, negri, afghani». Battute su migranti, imitazione di un accento africano, teorie complottiste su Brigitte Macron. Per ore una pattuglia della polizia municipale di Carcassonne parla senza sapere di essere registrata. Uno degli agenti ha dimenticato accesa la sua bodycam. Le immagini, rimaste nascoste per mesi sono state rivelate da Midi Libre, diventando un caso politico nazionale che investe direttamente il Rassemblement National a sette mesi dalle elezioni presidenziali.
L’uomo che pronuncia alcune delle frasi razziste, sessiste, omofobe e complottiste non è soltanto un agente della polizia municipale. Ex paracadutista, brigadiere capo, è anche un militante del partito di estrema destra e volontario del Département Protection Sécurité, il Dps, il servizio d’ordine del partito che ha scortato Jordan Bardella. Nel febbraio scorso l’agente era stato fotografato accanto al giovane presidente del Rn, incaricato del servizio di protezione durante una visita a Carcassonne.
La registrazione risale al novembre scorso ed è emersa solo ora. Gli agenti sono in pattuglia per le strade. «Siamo diventati cristiani sotto Clodoveo, diventeremo musulmani sotto Macron», dice a un certo punto l’agente. In un altro passaggio arriva la telefonata di una donna che racconta di aver investito qualcosa con la macchina. Un poliziotto si preoccupa. «Spero che non sia un bambino, o qualcuno». La risposta del collega è una battuta. «Forse è un migrante, un piccolo Kirikou». Il riferimento è al piccolo protagonista africano dei celebri film d’animazione del regista francese Michel Ocelot.
Nelle ore di registrazione si susseguono insulti contro persone di origine araba e africana, battute misogine e dichiarazioni omofobe. Lo stesso agente rilancia anche una delle teorie complottiste diventate negli ultimi anni un’ossessione dell’estrema destra francese e internazionale, quella secondo cui Brigitte Macron sarebbe nata uomo. «Cercano di nasconderlo a tutto il mondo», afferma.
La diffusione delle immagini mette in imbarazzo il partito di Marine Le Pen, impegnato da anni a presentarsi come una forza ormai normalizzata e pronta a governare. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha ordinato un’indagine interna. «Le dichiarazioni a carattere razzista, omofobo e misogino di agenti della polizia municipale di Carcassonne - ha detto il ministro – sono indegne dell’uniforme e dei valori della Repubblica». Christophe Barthès, nuovo sindaco eletto nelle liste del Rn, ha definito le frasi «scandalose, da vomitare e imperdonabili» e ha annunciato la sospensione immediata degli agenti coinvolti. Ha poi sottolineato che i fatti risalgono alla precedente amministrazione, otto mesi prima della sua elezione. Anche il Rassemblement National ha cercato immediatamente di prendere le distanze dal suo militante. In una nota il partito ha «condannato con la massima fermezza» dichiarazioni definite «penalmente perseguibili» e «contrarie ai valori sostenuti dal nostro movimento».