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Possibile incontro Putin-Trump e Xi. Il tycoon: “Il Cremlino vuole l’intesa”

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L’incontro a tre si potrebbe tenere a margine del forum Apec previsto a metà novembre a Shenzhen
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Un trilaterale, ma non quello che si aspettava Zelensky. Il Cremlino ha rivelato che durante la conversazione al telefono, due giorni fa, Putin e Trump hanno discusso anche dell’ipotesi di un incontro a tre col presidente cinese Xi Jinping a margine del forum Apec (Asia-Pacific economic cooperation) previsto a metà novembre a Shenzhen. «È una possibilità», ha detto Dimitrij Peskov, il portavoce di Putin. Non c’è ancora niente di ufficiale. E tuttavia già che se ne parli è un fatto politico significativo, che impensierisce il leader ucraino: Zelensky teme infatti l’intrusione dell’elefante cinese nel negoziato e, soprattutto, l’idea di essere tagliato fuori da questa sorta di potenziale nuova Yalta.

Il progetto non nasce ieri: Putin e Xi ne avevano parlato il 31 agosto. Al momento non è chiaro, nel caso in cui si faccia, se la pace in Ucraina sia l’argomento principale, o uno degli argomenti, dell’interlocuzione. O se, come è più probabile, i tre discuteranno l’agenda globale.

In paral…

Un trilaterale, ma non quello che si aspettava Zelensky. Il Cremlino ha rivelato che durante la conversazione al telefono, due giorni fa, Putin e Trump hanno discusso anche dell’ipotesi di un incontro a tre col presidente cinese Xi Jinping a margine del forum Apec (Asia-Pacific economic cooperation) previsto a metà novembre a Shenzhen. «È una possibilità», ha detto Dimitrij Peskov, il portavoce di Putin. Non c’è ancora niente di ufficiale. E tuttavia già che se ne parli è un fatto politico significativo, che impensierisce il leader ucraino: Zelensky teme infatti l’intrusione dell’elefante cinese nel negoziato e, soprattutto, l’idea di essere tagliato fuori da questa sorta di potenziale nuova Yalta.

Il progetto non nasce ieri: Putin e Xi ne avevano parlato il 31 agosto. Al momento non è chiaro, nel caso in cui si faccia, se la pace in Ucraina sia l’argomento principale, o uno degli argomenti, dell’interlocuzione. O se, come è più probabile, i tre discuteranno l’agenda globale.

In parallelo, l’altro trilaterale, quello Usa-Russia-Ucraina, ha chance più concrete di vedere la luce. Annunciato al termine della doppia visita a Mosca e a Kiev degli inviati di Trump, sta prendendo forma. Luogo e data non sono fissati, ma i russi fanno capire di essere disposti a sedersi a quel tavolo, seppur solo dopo le elezioni per il rinnovo della Duma, in calendario il 18-20 settembre.

Ieri Trump ha parlato della telefonata avuta con il leader del Cremlino: «Abbiamo avuto un’ottima conversazione - ha detto - Lui vuole raggiungere un accordo e se anche Zelensky lo volesse sarebbe davvero molto bello. L’ostacolo? Sono due persone che si odiano».

Secondo il Financial Times, Trump sta pensando a un rimpasto della squadra diplomatica: il direttore della Cia John Ratcliffe, che è stato a Mosca a fine agosto, potrebbe assumere un ruolo maggiore nella trattativa, persino prendendo il posto di Wiktoff-Kushner. Il tycoon si aspetta un risultato diplomatico in vista delle midterm di novembre. Tuttavia, è vero anche che finora non si è visto alcun avvicinamento sui temi più spinosi: il destino del Donbass occupato, la speranza di Kiev di ingresso nella Nato, le garanzie di sicurezza, le sanzioni a Mosca, l’utilizzo degli asset russi.

Su quest’ultimo punto, il Kiyv Independent ha ottenuto la lettera firmata da 122 membri dell’Europarlamento e indirizzata a Commissione e Consiglio europeo, per chiedere l’utilizzo immediato di 200 miliardi di euro di attività congelate per finanziare l’Ucraina.

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