Brasile, lo psichiatra Cury irrompe nella campagna. Coelho lo accusò di frode sui libri venduti
di Laura LucchiniQuando mancano tre settimane al primo turno delle elezioni in Brasile, la partita tra l’ottantenne Inacio Lula da Silva e il 45enne Flavio Bolsonaro (figlio dell’ex presidente condannato Jair) rimane più che mai stanca e aperta, con sondaggi che indicano un sostanziale pareggio tra i due nomi arcinoti della politica del Paese. A smuovere le acque, però, è arrivata nelle ultime settimane la discesa in campo del noto psichiatra Augusto Cury, che in pochi giorni ha raccolto milioni di followers sui social e che nei sondaggi ha sorprendentemente già sfondato la barriera delle due cifre. In un sistema elettorale che prevede due turni, il risultato finale potrebbe dipendere molto da lui.
Augusto Cury ha 67 anni ed è nato nella provincia di Sao Paolo. Figlio d…
Quando mancano tre settimane al primo turno delle elezioni in Brasile, la partita tra l’ottantenne Inacio Lula da Silva e il 45enne Flavio Bolsonaro (figlio dell’ex presidente condannato Jair) rimane più che mai stanca e aperta, con sondaggi che indicano un sostanziale pareggio tra i due nomi arcinoti della politica del Paese. A smuovere le acque, però, è arrivata nelle ultime settimane la discesa in campo del noto psichiatra Augusto Cury, che in pochi giorni ha raccolto milioni di followers sui social e che nei sondaggi ha sorprendentemente già sfondato la barriera delle due cifre. In un sistema elettorale che prevede due turni, il risultato finale potrebbe dipendere molto da lui.
Augusto Cury ha 67 anni ed è nato nella provincia di Sao Paolo. Figlio di un avvocato e di una casalinga, descrive le sue origini come “umili”, all’interno di una famiglia con altri cinque figli. Ha studiato medicina a Sao Paolo e poi si è specializzato in psichiatria. Dagli anni Novanta si dedica all’elaborazione della Teoria dell’Intelligenza Multifocale, il tema che negli anni 2010 gli porta un successo esplosivo: tra il 2016 e il 2017 vende 30 milioni di copie. Forbes lo indica come l’autore di maggior successo del secolo in Brasile, con 50 testi venduti in oltre 70 Paesi.
È un record che lo porta inevitabilmente al centro del dibattito e delle critiche. Paulo Coelho, storico primatista di vendite brasiliano, proprio in quegli anni mise in dubbio le cifre diffuse da Cury sulle copie vendute e lo sfidò apertamente a un “duello di vendite”, invitandolo a mostrare le prove fiscali e i dati reali dei suoi record editoriali per certificare i numeri dichiarati. Cury non raccolse la sfida, preferendo alimentare la polemica: there is no bad press.
In politica, non è totalmente nuovo. Nel 2009 aderì per un breve periodo al Partito Verde, nello stesso anno in cui vi entrò Marina Silva, attuale ministra dell’Ambiente. In vista delle elezioni del 2010 il suo nome fu preso in considerazione per una candidatura al Senato o al governo dello Stato, ma Cury alla fine non scese in campo. Ora torna sulla scena politica da candidato alla presidenza: per le elezioni del 2026 ha aderito ad Avante; la candidatura è stata formalizzata il 3 agosto durante la convention del partito all’Assemblea legislativa di San Paolo.
“Ma chi è questo Cury”, avrebbe chiesto Lula lo scorso lunedì in una riunione con i banchieri del Paese, secondo indiscrezioni apparse sulla stampa brasiliana. È la prova che la cavalcata dello psichiatra inizia a preoccupare i vertici della politica. Cury deve la sua fama alla saggistica di crescita personale e ai manuali di autoaiuto. In politica, si colloca al centro e difende l’idea di essere “il ponte” all’interno di un panorama politico molto polarizzato. Sul piano economico, però, ha posizioni liberali: meno tasse, libera iniziativa, imprenditorialità e proprietà privata; cerca di combinarle con una forte attenzione sociale, alla salute mentale e all’educazione.
Secondo gli ultimi sondaggi, Lula resta davanti al primo turno, ma nei ballottaggi con Flávio Bolsonaro la partita è ormai apertissima. In questo panorama, Augusto Cury è dato tra l’8 e l’11%, diventando cruciale in vista di un secondo turno: lo spostamento dei suoi elettori può decidere la partita.