Vance cerca l’incoronazione per il 2028, ma Trump gli ruba la scena: “Votate o andrete all’inferno”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliDALLAS - In teoria doveva essere la serata del vice Vance, che tenendo il discorso conclusivo dell’inusuale Convention repubblicana per le elezioni midterm, doveva porre le basi per la sua corsa alla Casa Bianca nel 2028. Trump però lo ha quasi sabotato, invocando persino Dio come testimone dell’impegno a votare repubblicano dei suoi sostenitori, che ha costretto a pronunciare un solenne giuramento di andare alle urne il 3 novembre. Quindi li ha avvertiti, tra il serio e il faceto: "Se non lo farete, andrete all’inferno".
Le presidenziali del 2028 sono ancora lontane, ma tutti si chiedono a chi passerà lo scettro del movimento Maga Trump, ammesso che non faccia comunque un tentativo di violare la Costituzione che vieta il terzo mandato. Vance è l’erede più ovvio, se non altro perché occupa già la posizione di vice, anche se tra i repubblicani tradizionali non manca chi spera sotto sotto che alla fine riesca a prevalere Marco Rubio. Ieri però doveva essere la serata dell’incoronazione …
DALLAS - In teoria doveva essere la serata del vice Vance, che tenendo il discorso conclusivo dell’inusuale Convention repubblicana per le elezioni midterm, doveva porre le basi per la sua corsa alla Casa Bianca nel 2028. Trump però lo ha quasi sabotato, invocando persino Dio come testimone dell’impegno a votare repubblicano dei suoi sostenitori, che ha costretto a pronunciare un solenne giuramento di andare alle urne il 3 novembre. Quindi li ha avvertiti, tra il serio e il faceto: "Se non lo farete, andrete all’inferno".
Le presidenziali del 2028 sono ancora lontane, ma tutti si chiedono a chi passerà lo scettro del movimento Maga Trump, ammesso che non faccia comunque un tentativo di violare la Costituzione che vieta il terzo mandato. Vance è l’erede più ovvio, se non altro perché occupa già la posizione di vice, anche se tra i repubblicani tradizionali non manca chi spera sotto sotto che alla fine riesca a prevalere Marco Rubio. Ieri però doveva essere la serata dell’incoronazione di JD, anche perché il segretario di Stato non poteva essere presente ad una convention elettorale del suo partito, per motivi di opportunità legati al compito che svolge per tutelare all’estero l’interesse nazionale di tutti gli americani.
Vance ha cercato di cogliere l’occasione tenendo un discorso che guardasse insieme alle midterm di novembre e alle presidenziali del 2028. Lo ha fatto attaccando ferocemente i democratici, accusandoli di essere ormai diventati "il partito dell’odio", perché detestano chi non la pensa come loro e pretendono di imporre la propria volontà a tutti. Quindi ha descritto così la sfida elettorale di novembre: "Si tratta di scegliere fra il partito del buonsenso, il nostro, e quello della follia, a cui appartengono i nostri avversari". Qualcuno nel pubblico lo ha contestato, alzando prima la bandiera messicana e poi quella palestinese. Un’occasione per affondare il colpo anche sull’immigrazione, che Vance non si è lasciato sfuggire, con una battuta scurrile: "Se amate così tanto il Messico, portateci il vostro culo!". I militanti Maga hanno apprezzato, mettendosi a urlare "48, 48!", ossia il numero in ordine di successione del prossimo capo della Casa Bianca.
Il problema per JD è che un presidente c’è già, è in carica e non ha intenzione di essere dimenticato. Infatti subito dopo ha dovuto cedere il palco a Trump, che stavolta si è limitato ad un discorso di 25 minuti, ripetendo grosso modo gli argomenti del giorno prima. Per condirli però ci ha aggiunto l’impegno solenne ad andare a votare per i repubblicani, che poi significa votare per lui, perché "io sarò sulla scheda". Quindi ha invitato il pubblico a ripetere con lui: "Giuro solennemente, davanti al miglior presidente nella storia degli Stati Uniti, che il 3 novembre andrò a votare. Che Dio mi aiuti". E avendo citato la massima autorità extra terrena, ci ha aggiunto un avvertimento: "Avete giurato, se non votate andrete all’inferno!".
Ripartendo da Dallas, Trump ha giudicato "molto buono" il discorso di Vance: "È un grande vice presidente e ha fatto un ottimo lavoro". Il Washington Post ha rivelato che lo aveva svegliato ieri mattina alle 6, per discutere della Convention e le elezioni. Il capo della Casa Bianca però non si è sbilanciato fino al punto di incoronare il vice, mentre ha ripetuto che "posso dare agli americani il dividendo da 5.000 dollari a testa, se confermeranno la maggioranza repubblica al Congresso, perché la nostra economia sta generando profitti enormi". Con l’aiuto di questi soldi, e ora anche del giuramento davanti a Dio, spera di evitare la sconfitta, che le sue stesse strategie elettorali sembrano adombrare come una possibilità sempre più reale.