Fede, resilienza e creatività. Gli Houthi yemeniti continuano a stupire, mettendo a segno azioni militari che spiazzano eserciti di gran lunga più potenti. I video delle loro parate mostrano un’armata che marcia in ciabatte ostentando vecchi kalashnikov mentre sul campo di battaglia usano immagini satellitari e comunicazioni criptate, coordinando con sapienza gli assalti in terra, cielo e mare.Il segreto di questi guerrieri fondamentalisti è difficile da decifrare: il movimento Ansar Allah - i Partigiani di Dio, il nome che si sono dati - è una fusione di valori antichi e visione moderna, di determinazione religiosa e tecnologia innovativa.
L’ultima sorpresa è stata rivelata da Anthropic: ha scoperto che i miliziani hanno sfruttato il suo sistema di intelligenza artificiale Claude per disegnare missili con portata di oltre duemila chilometri, apparati di guida autonomi e testate in grado di cambiare direzione nella fase finale del volo. Ordigni studiati per penetrare gli scudi contrae…
Fede, resilienza e creatività. Gli Houthi yemeniti continuano a stupire, mettendo a segno azioni militari che spiazzano eserciti di gran lunga più potenti. I video delle loro parate mostrano un’armata che marcia in ciabatte ostentando vecchi kalashnikov mentre sul campo di battaglia usano immagini satellitari e comunicazioni criptate, coordinando con sapienza gli assalti in terra, cielo e mare.Il segreto di questi guerrieri fondamentalisti è difficile da decifrare: il movimento Ansar Allah - i Partigiani di Dio, il nome che si sono dati - è una fusione di valori antichi e visione moderna, di determinazione religiosa e tecnologia innovativa.
L’ultima sorpresa è stata rivelata da Anthropic: ha scoperto che i miliziani hanno sfruttato il suo sistema di intelligenza artificiale Claude per disegnare missili con portata di oltre duemila chilometri, apparati di guida autonomi e testate in grado di cambiare direzione nella fase finale del volo. Ordigni studiati per penetrare gli scudi contraerei più evoluti, anche quelli Patriot statunitensi. Gli Houthi avevano allestito un laboratorio in stile Silicon Valley dove all’Ai erano state affidate le varie fasi del progetto: sono arrivati a costruire un prototipo e, dopo il fallimento del test, si sono rivolti a Claude per comprendere gli errori. L’episodio conferma che gli Houthi non dipendono dagli armamenti forniti dall’Iran: sviluppano in proprio ogni genere di ordigno hi-tech, dai droni volanti a quelli sottomarini. L’avanzata con cui hanno sbaragliato le truppe governative yemenite sostenute da Riad è un’altra dimostrazione della capacità di gestire attacchi sincronizzati, con raid di missili seguiti dall’irruzione di fuoristrada zeppi di combattenti.
Sono ben addestrati ed equipaggiati: credono, obbediscono e combattono in nome della confessione islamica sciita, pronti a qualsiasi sacrificio. La religione è il motore della loro resistenza: centinaia di bombardamenti non li hanno piegati. Indubbiamente il prezzo pagato dalla popolazione è altissimo ma i “Partigiani di Dio” lo hanno ignorato e hann garantito la sopravvivenza di un’organizzazione militare che tiene in scacco tutte le potenze rivali.
Persino Donald Trump se n’è reso conto: nel marzo 2025 ha scatenato una guerra contro gli Houthi e dopo tre mesi dopo ha preferito venire a patti. La Casa Bianca he temuto di pagare un prezzo troppo alto: nelle acque ristrette del Mar Rosso i missili balistici dei miliziani hanno preso di mira persino una portaerei Usa, costretta a zigzagare così velocemente da far cadere in mare un caccia F18 fermo sul ponte.
Gli Houthi sono meticolosi e ossessivi, sempre concentrati a studiare il nemico e preparare la mossa successiva. Nascondono comandi, arsenali e fabbriche nelle caverne e nelle tende del deserto, poi li spostano periodicamente per evitare raid: hanno una struttura flessibile, figlia della cultura tribale nomade.
Chi li aiuta? Soprattutto l’Iran, anche se il movimento yemenita non è mai stato succube di Teheran e difende un’autonomia politica. La Russia gli ha fatto avere istruttori e ingegneri, pochi ma qualificati. La Cina gli manda di nascosto apparati elettronici, componenti meccaniche e soldi: lo fa per creare fastidi agli Usa e ottenere l’immunità per i mercantili che esportano il Made in China.
I leader di Ansar Allah sono integralisti sciiti con un approccio pragmatico ai problemi, una dote che gli ha permesso di stabilizzare i rapporti con le turbolente realtà tribali yemenite. E, secondo l’intelligence occidentale, ora stanno negoziando “un patto con il diavolo”: un’alleanza con gli Shahab somali, teoricamente nemici perché sunniti e qaedisti. Insieme sognerebbero di espugnare Socotra: l’isola che sbarra il Golfo di Aden. Se ci riuscissero, la lega dei fondamentalisti potrebbe minacciare pure da sud la rotta vitale tra Asia e Europa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA