La guerra in Iran "potrebbe finire subito dopo le elezioni di midterm o anche poco prima". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando a margine dell'Irish Open.
Si allarga nuovamente il fronte dello Yemen. Gli Houthi hanno rivendicato un attacco con missili balistici e droni contro una base militare nella regione saudita di Sharurah, affermando di aver colpito depositi di armi e centri di comando
- Yemen, Trump non interviene per fermare l’avanzata Houthi. “Ha detto due volte no a Riad” di Massimo Basile
- Allarmi e missili balistici, la base dei soldati italiani nel cuore della guerradi Gianluca Di Feo
Esplosioni a Sirik vicino allo Stretto di Hormuz
I media iraniani hanno riferito di aver udito esplosioni nella zona della città di Sirik, nel sud del Paese, vicino allo Stretto di Hormuz. Secondo le fonti, la causa delle esplosioni è al momento sconosciuta
Due palestinesi aggrediti dai coloni in Cisgiordania
Due palestinesi della zona di Salfit, in Cisgiordania, sarebbero rimasti feriti dopo essere stati picchiati durante un attacco da parte dei coloni mentre si trovavano su un loro terreno nella vicina Wadi al-Shàer. Lo riporta The Times Of Israel. In un filmato pubblicato online, si vede uno dei due con ferite alla gamba e alla testa. Non ci sono notizie di arresti.
Separatamente, fonti palestinesi riferiscono che i coloni hanno attaccato anche il villaggio di Deir Jarir, vicino a Ramallah, e hanno distrutto un veicolo palestinese.
Oman: “Rinviata riunione su Hormuz di domani”
E' stata rinviata la riunione prevista per domani in Oman tra rappresentanti dell'Iran, di diversi Stati del Golfo e dell'Iraq per discutere di sicurezza e della navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato su X il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi. "Nell'interesse del consenso, la riunione regionale prevista per domani a Salalah è stata rinviata. Rimaniamo impegnati a promuovere un dialogo che favorisca la stabilità e una cooperazione duratura nella nostra regione", ha scritto il capo della diplomazia di Muscat.
Il ministro della cultura di Israele chiede revoca cittadinanza a registi di Naza
Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar chiede la revoca della cittadinanza dei registi del film Naza, Yuval Abraham e Rachel Szor, premiati a Venezia accusandoli di "tradimento". Lo riporta Times of Israel.
"L'odio viscerale che anima i produttori, disposti a infangare la propria patria pur di ottenere l'applauso degli antisemiti di tutto il mondo, è inconcepibile e rappresenta un tradimento nei confronti del Paese", afferma Zohar in una dichiarazione. "In qualità di ministro della Cultura, agirò immediatamente per revocare la cittadinanza israeliana a questi spregevoli registi per aver tradito il Paese", ha aggiunto.
Ben-Gvir contro i registi di Naza: “Siete una vergogna, andatevene”
"A coloro che diffamano i nostri eroici combattenti, che rischiano la loro vita affinché possiamo vivere in pace e sicurezza, io dico: voi siete una vergogna e un disonore per l'intero popolo d'Israele. Andatevene". E' la dura reazione del ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir nei confronti di Rachel Szor e Yuval Abraham, i registi del film Naza, che a Venezia ha ricevuto un Premio Speciale della Giuria. In un post su X ha parlato di "danno collaterale, diretto contro il popolo d'Israele". "Sono sicuro che i vostri amici, i nostri nemici di Hamas a Gaza, vi accoglieranno a braccia aperte!", ha aggiunto.
Pezeshkian: “Non siamo contro i vicini ma Usa hanno basi lì”
"Non abbiamo problemi con gli Emirati Arabi Uniti. Non abbiamo problemi con nessuno dei paesi della regione. Il problema è con le basi americane situate in questi paesi, dalle quali attaccano il nostro", ha detto in un'intervista a India Today il presidente iraniano Massoud Pezeshkian. "Gli Emirati Arabi Uniti, gli Emirati e gli altri paesi della regione sono nostri fratelli. Viviamo insieme da molto tempo. Abbiamo commerciato. Ci siamo sostenuti a vicenda.
Sono gli Stati Uniti che sono venuti qui e hanno stabilito delle basi. E da queste basi, martirizzano i nostri figli. Attaccano le nostre infrastrutture e prendono di mira i nostri leader, i nostri comandanti e la nostra gente".
"In realtà, il problema è che i paesi amici e vicini non dovrebbero permettere ai nemici di utilizzare il loro territorio per attaccare il nostro paese. Al momento abbiamo un buon rapporto con gli Emirati Arabi Uniti e possiamo rafforzarlo. E lo stesso accade con gli altri paesi. Quindi vorremmo avere un rapporto sincero con tutti loro. Tuttavia, sono gli Stati Uniti che non vogliono che ciò accada. E il motivo è che vogliono sfruttare i nostri giacimenti petroliferi della regione".
Nyt: “Accordo con Usa sabotato all'insaputa di Pezeshkian”
Secondo funzionari iraniani, una minoranza che fa parte della linea dura in Iran ha segretamente sabotato un accordo di pace con gli Stati Uniti - raggiunto all'inizio di luglio - ordinando attacchi contro tre navi commerciali nello Stretto di Hormuz il 7 luglio, lo scrive il New York Times.
Secondo il giornale, il presidente Masoud Pezeshkian e gran parte della leadership iraniana erano all'oscuro dell'operazione. Gli investigatori hanno ricondotto la decisione a una fazione legata all'influente religioso ed ex capo dell'intelligence Hossein Taeb, il quale si era opposto all'accordo fin dal principio. Gli attacchi del 7 luglio hanno provocato nuove rappresaglie statunitensi il giorno seguente e hanno scatenato un'accesa lotta di potere interna.
In settembre, i generali della linea dura hanno preso il sopravvento, promuovendo una strategia di escalation degli attacchi contro le forze statunitensi e le infrastrutture petrolifere della regione, anzichè puntare a una ripresa dei negoziati.
Trump: “La riunione dei ministri del Golfo su Hormuz? Non m'interessa”
Il presidente americano Donald Trump ha assicurato che "non gli interessa" la riunione in programma domani in Oman tra l'Iran, con cui gli Stati Uniti sono in guerra, e diversi Paesi del Golfo, molti dei quali alleati di Washington. "Non mi interessa. Sono affari loro", ha dichiarato Trump durante un breve scambio con la stampa in Irlanda, dove assiste a un torneo di golf in una struttura di proprietà della sua famiglia.
Pezeshkian: “Teheran e gli Emirati vogliono voltare pagina”
“L'Iran e gli Emirati Arabi Uniti, le cui relazioni si sono deteriorate dall'inizio della guerra in Medio Oriente, vogliono "voltare pagina". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Massoud Pezeshkian. "Per la prima volta dalla guerra e dagli incidenti avvenuti nel Golfo Persico, abbiamo avuto uno scambio costruttivo con il principe ereditario di Abu Dhabi", ha dichiarato Pezeshkian dopo un incontro con lo sceicco Khaled Bin Mohamed Bin Zayed Al Nahyan in India, a margine del vertice Brics. "Abbiamo concordato di voltare pagina, guardare al futuro e costruirlo insieme".
Trump: “La guerra potrebbe finire subito dopo le midterm”
La guerra in Iran "potrebbe finire subito dopo le elezioni di midterm o anche poco prima". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando a margine dell'Irish Open
Media: “Raid sauditi nel sud-ovets dello Yemen”
L'Arabia Saudita ha effettuato tre attacchi nel governatorato di Taiz, nel sud-ovest dello Yemen, e un altro attacco nel governatorato di Saada, nella parte nord-occidentale del Paese. Lo ha riferito il canale yemenita Al-Masirah, affiliato agli Houthi
Al Jazeera, due morti in un attacco israeliano su un veicolo a Gaza
Due persone sono rimaste uccise e altre ferite dopo che le forze israeliane hanno colpito un veicolo nel quartiere di Tel al-Hawa, a sud-ovest di Gaza City: lo scrive Al Jazeera. Al momento non vi è alcun commento da parte dell'esercito israeliano
Teheran: colpita nostra nave a Hengam,1 morto e 3 feriti
È di un morto e tre feriti il bilancio dell'attacco a una nave mercantile iraniana al largo dell'isola di Hengam. Lo fa sapere Amir Teymouri, governatore di Qeshm, sottolinenado che il raid è avvenuto intorno alle 5 del mattino, nella zona dell'isola di Hengam e lungo la lunga costa digradante dell'isola di Qeshm.
Media, circa 1.400 persone sono scappate dallo Yemen verso Gibuti
Circa 1.400 persone sono fuggite dallo Yemen verso Gibuti a causa dei combattimenti tra le forze governative e gli Houthi, alleati dell'Iran. Lo ha dichiarato il ministro dell'Economia e delle Finanze di Gibuti secondo quanto riportato da Al Jazeera. Situato di fronte allo Yemen nel Corno d'Africa, il piccolo Stato di Gibuti si affaccia sullo stretto di Bab el-Mandeb, all'imbocco del Mar Rosso dal Golfo di Aden. "1.400 rifugiati sono arrivati a #Gibuti dallo #Yemen in sole 24 ore", ha scritto il ministro Ilyas Moussa Dawaleh su X.
Ukmto: “Colpita una petroliera a Hormuz”
Una petroliera è stata colpita da un proiettile di origine ignota mentre transitava nello stretto di Hormuz. Lo segnala sul suo sito l'autorità britannica che sovrintende alla sicurezza della navigazione sulle rotte internazionali, l'United Kingdom Maritime Trade Operations. "Al momento non si hanno informazioni sulle condizioni dell'equipaggio, sull'entità dei danni o sull'eventuale impatto ambientale. Si raccomanda alle imbarcazioni di transitare con cautela e di segnalare qualsiasi attività sospetta all'Ukmto, mentre le autorità stanno svolgendo gli accertamenti del caso".
Houthi: “Colpita una base militare saudita con missili balistici e droni”
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno affermato in nottata di aver preso di mira depositi di armi e centri di comando e controllo in una base militare nella regione di Sharurah, in Arabia Saudita, utilizzando missili balistici e droni. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha dichiarato che l'operazione ha coinvolto un ampio lancio di missili balistici e droni, affermando che gli attacchi sono stati "precisi e diretti". Lo riporta Iran International.
Saree ha precisato che l'attacco è stato condotto in risposta alle continue azioni militari saudite contro lo Yemen e ha avvertito che le operazioni future sarebbero state "più intense e di più ampia portata" e che si sarebbero spinte in profondità nel territorio saudita. Le autorità saudite non hanno rilasciato commenti immediati sulle rivendicazioni degli Houthi.
Yemen: con avanzata Houthi oltre 100mila sfollati da luglio
L'avanzata degli Houthi costringe migliaia di yemeniti a lasciare le proprie case. L'Associated Press ha riferito che l'avanzata degli Houthi, sostenuti dall'Iran, lungo la costa yemenita del Mar Rosso ha costretto migliaia di persone ad abbandonare le proprie case, mentre le Nazioni Unite hanno messo in guardia dal rischio di un devastante ritorno alla guerra e di una catastrofe umanitaria nel Paese. Secondo l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, almeno 76.000 persone sono state sfollate da luglio a causa dell'intensificarsi dei combattimenti, una stima che è aumentata di 30.000 unità in pochi giorni.
Pezeshkian: “Gli Usa prendono di mira le infrastrutture civili, non ci arrenderemo”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha accusato gli Stati Uniti di prendere di mira le infrastrutture civili e di privare gli iraniani dei beni di prima necessità, affermando che Teheran non si arrenderà sotto pressione.
"Se gli americani sono guerrieri, allora affrontino le nostre valorose forze militari", ha scritto Pezeshkian su X. "Perché muovere guerra alle infrastrutture civili, alle scorte alimentari e ai mezzi di sussistenza?", ha aggiunto il presidente iraniano che ha poi accusato Washington di negare alla popolazione l'accesso ad acqua, cibo e medicine. "Il nostro popolo non si lascerà intimidire e piegare alla sottomissione. L'Iran non si arrenderà", ha concluso.