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11 settembre, la Cia aveva avvertito tre anni prima di possibili attacchi aerei carichi di esplosivo

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Gli 007 americani avevano informato la Casa Bianca che Osama bin Laden voleva colpire così una città Usa
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NEW YORk - Tre anni prima degli attacchi dell’11 settembre 2001, gli 007 americani avevano informato la Casa Bianca che Osama bin Laden voleva colpire gli Stati Uniti con un «aereo carico di esplosivo». «E lo faranno colpendo una città americana», avevano aggiunto. L’informazione, contenuta in un memorandum del 10 settembre ’98, era stato redatto dalla Cia e consegnato allo staff dell’allora presidente Bill Clinton. Il documento, di cui ha parlato il Wall Street Journal, si chiamava «Bin Laden’s Location and Intensions» (La posizione e le intenzioni di Bin Laden). Non forniva informazioni chiare su come e dove il leader del gruppo terroristico al Qaeda avrebbe colpito. Il suo obiettivo, avevano aggiunto gli 007, era Washington. Il report fa parte di una serie di documenti che la Cia ha desecretato in occasione dei venticinque anni dall’attacco.

Il resto è cronaca: i terroristi dirottarono quattro aerei di linee commerciale. Due si schiantarono sulle Torri gemelle, a New York, un terzo…

NEW YORk - Tre anni prima degli attacchi dell’11 settembre 2001, gli 007 americani avevano informato la Casa Bianca che Osama bin Laden voleva colpire gli Stati Uniti con un «aereo carico di esplosivo». «E lo faranno colpendo una città americana», avevano aggiunto. L’informazione, contenuta in un memorandum del 10 settembre ’98, era stato redatto dalla Cia e consegnato allo staff dell’allora presidente Bill Clinton. Il documento, di cui ha parlato il Wall Street Journal, si chiamava «Bin Laden’s Location and Intensions» (La posizione e le intenzioni di Bin Laden). Non forniva informazioni chiare su come e dove il leader del gruppo terroristico al Qaeda avrebbe colpito. Il suo obiettivo, avevano aggiunto gli 007, era Washington. Il report fa parte di una serie di documenti che la Cia ha desecretato in occasione dei venticinque anni dall’attacco.

Il resto è cronaca: i terroristi dirottarono quattro aerei di linee commerciale. Due si schiantarono sulle Torri gemelle, a New York, un terzo finì sul Pentagono e un quarto, diretto a Washington, precipitò in Pennsylvania dopo la rivolta eroica di passeggeri e personale di bordo. In tutto morirono quasi tremila persone. I file non riscrivono la storia e non spiegano come gli Stati Uniti non furono in grado di fermare il più grande attentato della storia, ma il fatto che la Cia fosse a conoscenza di un piano che coinvolgeva gli aerei e le città americana rende tutta la storia ancora più inquietante.

Secondo gli analisti, alla base delle enormi falle della sicurezza c’era il fatto che la lotta al terrorismo non era considerata una priorità, prima dell’11 settembre. I fondi destinati al controterrorismo erano pochi, le informazioni erano spesso frammentarie, ma il nome di un uomo veniva spesso citato nei memorandum consegnati ai presidenti: Osama bin Laden. Solo nel 2001, e anche prima degli attacchi, il suo nome e quello di al Qaeda erano stati citati diciotto volte, di cui sette a luglio e agosto. Nel report del 6 agosto si parlava della volontà di bin Laden di «colpire gli Stati Uniti» e di «dirottare» aerei. In uno del 24 luglio 2001 si descriveva il rinvio di un’operazione terroristica «ritenuta imminente» e sostenuta da bin Laden. «I preparativi per altri attacchi a breve termine potrebbero essere ancora in corso», avevano aggiunto. All’intelligence americana, però, mancò la fantasia necessaria per immaginare come questo piano si sarebbe sviluppato

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