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Guerra in Iran, le news. Vance: “Conflitto entrerà in una nuova fase in un paio di mesi”

Guerra in Iran, le news. Vance: “Conflitto entrerà in una nuova fase in un paio di mesi”
Il Pentagono smentisce Trump: “La carenza di munizioni è dovuta alla guerra”. L'Iran risponde al presidente Usa: “Nessuna trattativa”
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Il Pentagono ha riconosciuto, in un rapporto pubblicato ieri, una "carenza" di munizioni legata alla guerra in Iran, una constatazione che l'amministrazione Trump aveva ampiamente rifiutato di confermare negli ultimi mesi. Teheran smentisce di avere colloqui all’attivo con gli americani, “nessuna trattativa”, mentre domani il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso in visita in Cina. Intanto, le guardie rivoluzionarie hanno dichiarato di aver abbattuto un drone Usa, il quarto negli ultimi giorni, sullo Stretto di Hormuz.

Hormuz, riapertura più lontana: slitta l’accordo tra Iran e Oman

Allarmi e missili balistici, la base dei soldati italiani nel cuore della guerra

Katz, ucciso a Gaza il comandante della Brigata Rafah di Hamas

Il comandante della Brigata Rafah di Hamas è stato ucciso stasera in un attacco israeliano nel sud della Striscia di Gaza; lo ha reso noto il Ministro della Difesa Israel Katz in un comunicato. I media di Gaza hanno identificato il comandante di Hamas ucciso come Nael Abu Obeid, noto anche come Abu Atiya, scrive il Times of Israel. In precedenza, l'esercito aveva riferito di aver colpito un esponente di spicco di Hamas, aggiungendo che ulteriori dettagli sarebbero stati forniti in seguito.

Vance: “La guerra in Iran entrerà in una nuova fase in un paio di mesi”

La guerra in Iran entrerà in una nuova fase in un paio di mesi. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in un'intervista al New York Post, dicendosi d'accordo con Donald Trump sul fatto che il conflitto finirà subito dopo le elezioni di metà mandato. "Non possiamo prevedere il futuro, ma penso che il presidente abbia ragione quando dice che entrerà in una fase molto diversa in un paio di mesi. Trump è anche il commander-in-chief, la persona che decide quando un conflitto inizia e poi finisce", ha aggiunto. "Capisco l'impazienza degli americani. Fondamentalmente quello che sta accadendo ora è che gli Stati Uniti non sono impegnati in azioni aggressive. Ogni tanto l'Iran spara contro navi commerciali, ma senza successo", ha messo in evidenza.

Media, due morti fra cui una bambina dopo raid Idf a Gaza

Un attacco israeliano contro delle tende improvvisate nella zona di Al-Mawasi a Gaza ha ucciso due persone, tra cui una bambina di otto anni. Lo riporta Al Jazeera citando i suoi corrispondenti sul posto. Almeno altre 14 persone sarebbero rimaste ferite nell'attacco.

Iran: guerra è costata a Usa 38 miliardi di dollari

La guerra con l'Iran è costata agli Stati Uniti circa 38 miliardi di dollari (circa 33 miliardi di euro) al primo agosto scorso. Lo ha reso noto il Congressional budget office (Cbo), ente apartitico, stimando che le spese mensili potrebbero aumentare di miliardi qualora il conflitto dovesse protrarsi. "Al primo agosto 2026, il conflitto armato con l'Iran è costato al Dipartimento della Difesa circa 38 miliardi di dollari", ha fatto sapere il Cbo in un rapporto. L'ente ha inoltre aggiunto che, a seconda dell'intensità delle ostilità, i costi mensili potrebbero oscillare tra i 2 e i 3 miliardi di dollari - o anche superarli - qualora il conflitto dovesse proseguire.

Media, il comandante Idf ha detto a Netanyahu che Hamas è stato sconfitto

Il capo di stato maggiore dell'Idf, generale Eyal Zamir, ha riferito al Primo ministro Benyamin Netanyahu e al ministro della Difesa Israel Katz che "Hamas è stato sconfitto" e che l'organizzazione terroristica "è stata debellata". Lo scrive Ynet. Zamir lo ha detto durante un briefing sulla sicurezza all'inizio del mese, in occasione di una visita alla Divisione di Gaza. Le affermazioni sono state fatte nel corso di una discussione in cui il capo della Divisione ricerca della direzione dell'intelligence militare dell'Idf, generale Ophir Mizrahi, ha illustrato la situazione di Hamas, affermando: "Rileviamo in Hamas la volontà di riprendere l'attività di governo lungo la 'linea rossa'. Va tuttavia sottolineato che Hamas rimane un'organizzazione che rappresenta una minaccia". Zamir ha replicato: "È vero, ma al contempo Hamas è un'organizzazione debellata".

Trump prepara mega-vendita armamenti a Israele

Quarantamila bombe da 2.000 libbre, circa 900 chilogrammi, e ventimila testate penetranti: è il pacchetto da 2,8 miliardi di dollari di armamenti che l'amministrazione Trump si appresa a vendere a Israele. Lo riporta il Washington Post. Nella lista figurano 20.000 Blu-117 e 20.000 testate di I-2000 Penetrator. E soprattutto 20.000 Mk-84 soprannominate 'il martello', le uniche munizioni che l'amministrazione di Joe Biden aveva smesso di inviare a Israele durante la guerra a Gaza per timore delle conseguenze sui civili. L'esplosione di una MK-84 proietta frammenti metallici in tutte le direzioni per oltre un chilometro e può perforare strutture metalliche e spessi strati di cemento armato, ricorda il Wp.
L'amministrazione Trump sta facendo pressioni sui leader delle commissioni Esteri di Senato e Camera affinchè la vendita sia approvata. Ma il passaggio parlamentare, fa notare il quotidiano, sarà un test importante e non solo per i democratici. I sondaggi mostrano costantemente che la maggior parte degli americani si oppone alla guerra in Iran, che ha provocato l'aumento dei costi energetici e dell'inflazione.
A luglio, più di 100 democratici della Camera hanno votato per mettere fine a tutti gli aiuti a Israele, una svolta nella linea del partito. Ma si moltiplicano anche tra i conservatori i critici verso la linea di sostegno incondizionato, da Megyn Kelly a Tucker Carlson e Candace Owens.

Tv Iran: “L'Idf ha sequestrato una nostra cronista in Cisgiordania”

"Naqaa Hamed, corrispondente di Press Tv in Cisgiordania, è stata rapita dalle forze del regime israeliano vicino a Betlemme". Lo scrive su X la stessa Press Tv, emittente all-news iraniana.

Axios: incontro segreto tra militari di Usa, Israele e Golfo

I più alti comandi militari di Stati Uniti, Israele e diversi paesi arabi si sono incontrati la scorsa settimana in Germania per discutere della guerra con l'Iran e delle tensioni più ampie nella regione. Lo hanno riferito due funzionari israeliani ad Axios.
A organizzare la riunione, tenuta finora segreta, è stato il comandante del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper. Incontri simili si erano tenuti già in passato, ma questo il primo dall'inizio del conflitto in Iran a febbraio e una rara opportunità di confronto tra i militari di paesi del Golfo che non hanno relazioni diplomatiche con Israele.
Attorno allo stesso tavolo si sono seduti i capi di stato maggiore militari di Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania ed Egitto. Oltre a Cooper da cui è arrivato un messaggio agli alleati: gli Usa non si ritireranno dalla regione nonostante gli attacchi iraniani alle basi statunitensi.
L'ammiraglio ha anche informato i suoi colleghi sul piano degli Stati Uniti per espandere il traffico navale nello stretto di Hormuz.

Pizzaballa: “A Gaza abbiamo riaperto una scuola, si studia per terra”

"In questi mesi ho visto insegnanti continuare il loro servizio in condizioni estremamente difficili. A Gaza abbiamo riaperto una scuola di mille studenti, che non è facile, non abbiamo i banchi, mancano le matite, si studia per terra...". E' un passaggio della testimonianza fornita del Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, nel corso di un convegno all'Augustinianum.
Pizzaballa ha raccontato la situazione in Medio Oriente e il lavoro incessante di chi "vuole essere fedele alla propria vocazione" "senza pensare di compiere qualcosa di straordinario": sacerdoti, suore, che "decidono di restare accanto alla loro comunità". "La Chiesa vive innanzitutto grazie a persone come queste, persone che non fanno notizie, ma che con la loro perseveranza rendono credibile il progetto", ha aggiunto.

Farnesina: in arrivo oggi altri 25 studenti palestinesi da Gaza

Altri 25 studenti palestinesi hanno lasciato la Striscia di Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom, diretti verso atenei e istituzioni Afam italiane (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), con un'operazione coordinata dalla Farnesina. Dopo il completamento delle procedure di rilascio dei visti e dei lasciapassare, gli studenti hanno proseguito verso il valico di Allenby, al confine con la Giordania, per raggiungere Amman nella serata del 14 settembre, ospitati per la notte presso l'Ospedale Italiano, si legge in una nota del ministro degli Esteri.
Il trasferimento in Italia è previsto nella giornata di oggi con un volo commerciale Royal Jordanian diretto a Roma Fiumicino. All'arrivo, gli studenti saranno accolti dai referenti degli Atenei e delle istituzioni Afam di destinazione, distribuiti sul territorio nazionale, prevalentemente nelle regioni del Centro e del Sud Italia.
"Questa è la risposta concreta dell'Italia: continuare ad assistere la popolazione palestinese e sostenere la futura classe dirigente, contribuendo così alla ripartenza e alla costruzione di istituzioni solide", ha commentato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Con l'arrivo odierno, il numero di studenti palestinesi accolti negli atenei italiani da settembre 2025 è 271.

Media: Israele fornisce intelligence anti-Houthi a Riad

Israele sta fornendo all'Arabia Saudita informazioni di intelligence, per aiutarla a contrastare gli Houthi, attraverso il Comando centrale americano (Centcom). Lo riportano i media israeliani. Secondo Israel Hayom, che cita fonti diplomatiche e di sicurezza, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman si è rivolto al Centcom per ottenere il supporto di Israele. Stessa richiesta è stata fatta anche ad altri Stati del Golfo e all'Egitto.

Pasdaran: “Abbattuto terzo drone Usa su Hormuz”

I Pasdaran hanno annunciato di avere abbattuto un terzo drone americano su Hormuz. "Il terzo drone MQ-1 dell'esercito statunitense è stato intercettato e abbattuto nel cielo dello Stretto di Hormuz", si legge sull'agenzia iraniana Fars. "Il drone è stato preso di mira e colpito dal fuoco del sistema innovativo di difesa aerea avanzata dei Pasdaran", spiega l'agenzia.

Bessent: “In corso colloqui con la Cina per stop a legami economici con Teheran”

Nella sua audizione davanti alla commissione Finanze della Camera, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha riferito di avere colloqui privati "molto positivi" con i rappresentanti cinesi riguardo all'interruzione dei legami economici di Pechino con l'Iran. Bessent ha inoltre riferito che questo fine settimana terrà ulteriori conversazioni con la sua controparte cinese, He Lifeng, prima della visita di Stato del presidente Xi Jinping negli Stati Uniti, prevista per la fine del mese.

Houthi: “La navigazione a Bab-el-Mandeb resta sicura”

Il gruppo ribelle yemenita degli Houthi ha insistito sul fatto che la navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb "resta sicura", accusando Riad di cercare di "fuorviare la comunità internazionale" rispetto alla situazione nel passaggio marittimo, che costituisce a porta meridionale d'accesso al mar Rosso. Lo scrive sul proprio sito Al Jazeera, citando una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Saba, controllata dagli Houthi.
"Se il mondo desidera stabilità e calma nella regione, deve dire all'Arabia Saudita: 'Basta interferenze negli affari yemeniti'", ha dichiarato quello che viene definito dagli Houthi come il proprio "ministero degli Esteri".
In precedenza, ricorda Al Jazeera, gli Houthi avevano dichiarato che solo le navi saudite sarebbero state bloccate a Bab-el-Mandeb, mentre le navi di qualsiasi altro Paese sarebbero state libere di transitare.

Gli Usa hanno distrutto 2 piccole imbarcazioni iraniane: “Volevano rubare un drone”

Gli Stati Uniti hanno distrutto ieri due piccole imbarcazioni iraniane dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica aveva cercato di rubare un drone che pattugliava lo Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali l'incidente conferma le difficoltà di un ritorno alla normalità nello Stretto.

Qatar: “La chiusura di Bab-el-Mandeb sarebbe catastrofica”

Il Qatar ha avvertito delle "gravi conseguenze" che avrebbe una chiusura della rotta che passa dallo stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso, al centro delle tensioni regionali dopo l'avanzata dei ribelli Houthi nello Yemen occidentale, e tenendo in conto anche la situazione di blocco marittimo a Hormuz: lo riporta Al Jazeera, citando una dichiarazione di Ibrahim Al Hashmi, funzionario del ministero degli Esteri di Doha.
"Il mondo sta già soffrendo abbastanza per la chiusura dello Stretto di Hormuz, quindi non possiamo permetterci di aggiungere anche Bab el-Mandeb a questa situazione", ha affermato Al Hasmi parlando con giornalisti. A detta sua, una chiusura dell'ingresso meridionale del Mar Rosso sarebbe "catastrofico per il mondo intero". Il Qatar, ha aggiunto, "sta spingendo per la diplomazia e il dialogo".

Nave colpita nello Stretto di Hormuz

Una nave non ancora specificata è stata colpita nello Stretto di Hormuz da un proiettile sconosciuto. Lo riferisce lo United Kingdom Maritime Trade Operations, che non riporta al momento danni o impatti ambientali.

Abbattuto un quarto drone Usa MQ-1 sullo stretto di Hormuz

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver abbattuto un drone statunitense MQ-1 sopra il settore orientale dello Stretto di Hormuz. Secondo la nota, citata dall'agenzia Fars, si tratta del quarto drone MQ-1 abbattuto negli ultimi giorni nei pressi di questo strategico passaggio marittimo.

Araghchi domani in visita in Cina

Il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi sarà in visita in Cina domani, mercoledì 16 settembre. Lo riferisce il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, spiegando che Araghchi avrà un colloquio con l'omologo Wang Yi.

Pentagono smentisce Trump: “La carenza di munizioni è dovuta alla guerra”

Il Dipartimento della Difesa americano ha rivelato che gli Stati Uniti si trovano ad affrontare una carenza di munizioni a causa della guerra in Iran. In un rapporto presentato al Congresso l'ispettore generale del Dipartimento ha affermato, come riporta la Cbs, che tra il 28 febbraio e il 30 giugno l'Operazione 'Epic Fury' ha avuto un costo stimato di 33,4 miliardi di dollari, di cui 22,3 miliardi spesi esclusivamente per le munizioni utilizzate. Il rapporto ha rilevato che "la spesa per munizioni nell'ambito dell'Operazione 'Enduring Freedom' ha comportato carenze strategiche nelle scorte e ha rivelato colli di bottiglia a livello industriale per il rifornimento di munizioni". Il rapporto elenca anche le perdite di mezzi statunitensi, tra cui quattro F-15 distrutti, un F-35 danneggiato, sette aerei cisterna KC-135 danneggiati e fino a 30 droni MQ-9 Reaper distrutti. Il presidente Donald Trump ha ripetutamente minimizzato le preoccupazioni relative all'esaurimento delle scorte di armi durante i sei mesi di guerra in Medioriente, affermando che solo un paio di settimane fa gli Stati Uniti disponevano di munizioni "praticamente illimitate".

L'Iran risponde a Trump: “Nessuna trattativa con gli Usa”

Il capo del massimo organo di sicurezza iraniano ha respinto oggi qualsiasi dialogo con gli Usa per porre fine alla guerra, dopo che Donald Trump aveva affermato di essere "aperto" ai colloqui. "Non lasciatevi distrarre dai segnali contrastanti del presidente americano, che alterna 'nessun negoziato' e 'siamo pronti a parlare' con l'Iran", ha scritto su X Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. "Nessun colloquio finché non saranno soddisfatte le condizioni dell'Iran. Punto!", ha aggiunto in un messaggio in inglese che sembra essere una risposta diretta alle dichiarazioni fatte da Trump lunedì.

Ucciso a Gaza un comandante di ala militare Hamas

Un attacco israeliano a un veicolo nella Striscia di Gaza ha causato ieri la morte di Ahmed al-Batsh, al secolo 'Abu Osama', comandante del battaglione Jabaliya delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio militare di Hamas. Lo riferiscono fonti palestinesi, riporta Ynet.

Esercito Usa: la guerra ha causato carenza di munizioni

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha rivelato che il Paese sta affrontando una carenza di munizioni a seguito della costosa guerra in Iran. In un rapporto obbligatorio al Congresso, il primo del suo genere, l'ispettore ha dichiarato che tra il 28 febbraio e il 30 giugno l'Operazione Epic Fury ha comportato un costo stimato di 33,4 miliardi di dollari; di questi, 22,3 miliardi sono stati spesi esclusivamente per le munizioni impiegate. Il rapporto ha rilevato che "il consumo di munizioni ha causato carenze strategiche nelle scorte e ha evidenziato colli di bottiglia nella base industriale per il rifornimento di munizioni".

Attacco Houthi in Arabia Saudita, 13 civili feriti

Una serie di attacchi condotti dai ribelli yemeniti Houthi con missili balistici e droni ha ferito 13 civili nel sud dell'Arabia Saudita. Lo ha reso noto la coalizione militare guidata da Riyadh contro i ribelli filoiraniani.

Centcom: “Petroliera colpita da missile iraniano”

La petroliera El Gaia è stata colpita da un missile iraniano il mese scorso ed è stata resa inoperante. Questo fine settimana, l'Iran ha colpita nuovamente con un drone mentre la nave si trovava in acque al largo della costa dell'Oman. La petroliera è attualmente in traino da parte di un partner regionale. La falsa dichiarazione è un altro esempio delle loro menzogne e tentativi di intimidazione mentre cercano di ostacolare le navi commerciali nello Stretto.

Iran: Onu, visti negati a Teheran? Usa deve concederli

L'Onu chiederà ufficialmente agli Stati Uniti informazioni riguardo il mancato rilascio dei visti alla delegazione iraniana in vista dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo ha dichiarato il portavoce, Farhan Haq, rispondendo alle domande dei giornalisti. "Ribadiremo ancora una volta quanto previsto dall'Accordo sul Paese ospitante, di concedere i visiti a tutti i leader che partecipano alla sessione dell'Assemblea generale".

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