Europa e Nato accusano Mosca di una «nuova escalation», e il Cremlino replica alimentando le fiamme: «Operiamo su tutta l’Ucraina e continueremo a farlo». A 24 ore dalla frizione più grave tra i blocchi — l’attacco russo a ridosso della frontiera polacca, dove un drone ha colpito un treno passeggeri diretto a Varsavia — il segretario della Nato Rutte e il ministro degli Esteri francese Barrot leggono ciò che è successo come un tentativo diretto di Putin di seminare «paura e terrore» per «intimidire e dividere» l’Europa.
«Non posso che esortare tutti noi a prendere sul serio questa minaccia — avverte il cancelliere tedesco Merz al vertice Ue sull’Artico, in Finlandia — qui, nell’estremo nord si vede quanto sia in pericolo la pace in Europa». Ue e Nato, sostiene, devono «restare unite» e fare «tutto ciò che è necessario» per difendere libertà e pace. Dalla Piazza Rossa non arrivano passi indietro, nessun cauto distinguo per un attacco sferrato non solo vicinissimo al confine Nato m…
Europa e Nato accusano Mosca di una «nuova escalation», e il Cremlino replica alimentando le fiamme: «Operiamo su tutta l’Ucraina e continueremo a farlo». A 24 ore dalla frizione più grave tra i blocchi — l’attacco russo a ridosso della frontiera polacca, dove un drone ha colpito un treno passeggeri diretto a Varsavia — il segretario della Nato Rutte e il ministro degli Esteri francese Barrot leggono ciò che è successo come un tentativo diretto di Putin di seminare «paura e terrore» per «intimidire e dividere» l’Europa.
«Non posso che esortare tutti noi a prendere sul serio questa minaccia — avverte il cancelliere tedesco Merz al vertice Ue sull’Artico, in Finlandia — qui, nell’estremo nord si vede quanto sia in pericolo la pace in Europa». Ue e Nato, sostiene, devono «restare unite» e fare «tutto ciò che è necessario» per difendere libertà e pace. Dalla Piazza Rossa non arrivano passi indietro, nessun cauto distinguo per un attacco sferrato non solo vicinissimo al confine Nato ma pochi minuti dopo la partenza «in anticipo» di un convoglio con ex leader come il britannico Boris Johnson e lo svedese Bildt. A bordo c’erano anche i consiglieri per la sicurezza di diversi governi europei tra cui il tedesco Sautter e l’italiano Saggio.
Ukrzaliznytsia ritiene «altamente probabile» che l’attacco mirasse al treno diplomatico. E su un altro treno nella medesima stazione di Yahodyn c’era l’ex direttore della Cia Petraeus. Motivi in abbondanza per smorzare i toni, ma il Cremlino fa altro: non fornisce spiegazioni, e ribadisce di non avere limiti territoriali dentro l’Ucraina.
Miravano «chiaramente a spaventare i Paesi occidentali: dobbiamo dimostrare che siamo con l’Ucraina e non abbiamo paura», dice la rappresentante Ue, Kallas. Per il premier finlandese Orpo la Russia è «di giorno in giorno più aggressiva» e «fa un gioco molto pericoloso». Il ministro della Difesa tedesco Pistorius parla di «escalation calcolata: quello che Putin sta facendo è pericoloso. Lo sa, ed è per questo che lo fa». Da Bruxelles, Rutte ci vede la «disperazione» di Putin che sfiorando l’Alleanza «pensa di poterci impedire di sostenere l’Ucraina e di minare la nostra unità. Si sbaglia». In Polonia il viceministro alla Difesa Tomczyk avverte del rischio sabotaggi e guerra ibrida, e l’esercito ha recuperato ieri «un probabile drone militare russo» sulla costa baltica.