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Berlino, candidata Afd: “Ci votano perché vogliono un vero cambiamento. Tra questi molti italiani”

(reuters)

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L’intervista a Kristin Brinker: “La gente vuole più sicurezza, più ordine e, soprattutto, che la nostra economia torni ad essere forte. Al momento non lo è. Nei manifesti elettorali accanto al sindaco socialdemocratico Willy Brandt perché ha fatto progredire la città. Un modello assoluto di come una capitale possa e debba essere governata”
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BERLINO – Kristin Brinker è la spitzenkandidatin a Berlino dell’Afd. L’abbiamo incontrata a Charlottenburg, a un banchetto del partito, nelle ultimissime ore di campagna elettorale. E l’esponente dell’ultradestra ci spiega perché tanti italiani voteranno oggi per lei e perché nei manifesti elettorali si è fatta rappresentare accanto a un grande sindaco socialdemocratico come Willy Brandt. Ma Brinker è convinta che l’aspirante governatore della Sassonia-Anhalt, Ulrich Siegmund, con le sue parole agghiaccianti sul riarmo che potrebbe essere “utile" per la remigrazione, è stato male interpretato.

Brinker, nei sondaggi siete terzi - inimmaginabile solo dieci anni fa. Perché così tante persone vi votano persino a Berlino ora?

“Perché tante persone sono insoddisfatte e desiderano un vero cambiamento politico. Più sicurezza, più ordine, più pulizia, condizioni più stabili e, soprattutto, che la nostra economia torni ad essere forte. Al momento non lo è. Ed è per questo che ormai molte person…

BERLINO – Kristin Brinker è la spitzenkandidatin a Berlino dell’Afd. L’abbiamo incontrata a Charlottenburg, a un banchetto del partito, nelle ultimissime ore di campagna elettorale. E l’esponente dell’ultradestra ci spiega perché tanti italiani voteranno oggi per lei e perché nei manifesti elettorali si è fatta rappresentare accanto a un grande sindaco socialdemocratico come Willy Brandt. Ma Brinker è convinta che l’aspirante governatore della Sassonia-Anhalt, Ulrich Siegmund, con le sue parole agghiaccianti sul riarmo che potrebbe essere “utile" per la remigrazione, è stato male interpretato.

Brinker, nei sondaggi siete terzi - inimmaginabile solo dieci anni fa. Perché così tante persone vi votano persino a Berlino ora?

“Perché tante persone sono insoddisfatte e desiderano un vero cambiamento politico. Più sicurezza, più ordine, più pulizia, condizioni più stabili e, soprattutto, che la nostra economia torni ad essere forte. Al momento non lo è. Ed è per questo che ormai molte persone ci votano, e non solo i tedeschi, ma anche molte persone di origine migratoria – parlo sia dei migranti di prima generazione sia di seconda – che sono deluse dall’andamento della Germania. Loro sono una parte importante nel nostro successo”.

Anche gli italiani?

«Sì, moltissimi italiani che vivono in città già da decenni ci votano. Sono altrettanto frustrati e trovano terribile il modo in cui si sta sviluppando tutto qui. Conosco personalmente molti italiani e ricevo da loro un'enorme sostegno».

Ho visto un suo interessante manifesto elettorale in cui lei figura accanto a Willy Brandt, il grande sindaco socialdemocratico. Come mai?

«Il nostro slogan è ‘Rendere Berlino di nuovo forte’. E vediamo che negli ultimi anni e decenni in questa città non hanno più governato delle personalità vere. Quelli sui manifesti sono tre signori, Ernst Reuter, Willy Brandt e Richard von Weizsäcker, che appartenevano a partiti diversi, ma che ai loro tempi sono stati importanti e forti, e hanno lottato per Berlino. Tutti e tre hanno fatto progredire la città. Sono per noi un modello assoluto di come una capitale possa e debba essere governata”.

Anche voi date molta importanza alla penuria degli alloggi, al problema della crisi abitativa. E avete sviluppato un sistema a punti per attribuire quelli pubblici. Varrebbe solo per i tedeschi?

“No. Abbiamo circa 2 milioni di alloggi in città; circa 400.000 appartengono al land di Berlino, e l’assegnazione è regolamentata. Chi ottiene un alloggio di proprietà del land? Esiste un contratto tra il governo, il land e le aziende. E al momento succede che moltissime persone ottengano un alloggio che, dal nostro punto di vista, non dovrebbero affatto avere diritto di riceverlo. Ad esempio i rifugiati, che qui a Berlino potrebbero usufruire comunque di spazi abitativi importanti, di valore e, soprattutto, a prezzi accessibili. Molti berlinesi, che lavorano qui e pagano le tasse, finiscono in fondo alle liste, pur non guadagnando abbastanza per potersi permettere un alloggio sul mercato libero. Abbiamo chiarito però che il nostro sistema a punti vale anche per chi non ha la cittadinanza tedesca”.

Lei segue una linea più moderata rispetto ad altri colleghi del suo partito. Ma anche in Italia, oltre che qui in Germania, c’è stata una reazione scandalizzata alle parole di Ulrich Siegmund, quando l’aspirante governatore della Sassonia-Anhalt ha affermato che il riarmo possa essere utile per la remigrazione. Cosa ne pensa?

“Siegmund si è spiegato meglio e ha rettificato. Con quella dichiarazione intendeva in realtà solo dire che sosterrebbe le aziende che producessero equipaggiamenti per le forze dell’ordine, perché è chiaro che la polizia deve essere attrezzata in modo adeguato, con i materiali migliori. Non parlava di armi, sono stati altri a fare questo nesso. Ma è completamente errato”.

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