Spagna, la moglie di Sánchez andrà a processo davanti a una giuria popolare
di Benedetta PerilliCome si attendeva, a una settimana dalla pensione, il giudice Juan Carlos Peinado – che da oltre due anni indaga sulla moglie del presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez – ha emesso l'atto finale della battaglia legale contro Begoña Gómez comunicando di aver firmato il provvedimento di apertura del processo con giuria popolare contro la primera dama e la sua assistente alla Moncloa, Cristina Álvarez, per i presunti reati di traffico di influenze e malversazione.
Gómez andrà a processo davanti a una giuria popolare, in una data ancora da definire che verrà comunicata dall’Audiencia Provincial di Madrid. La Procura e le difese chiedono l’assoluzione. L’accusa popolare, guidata dall’associazione ultracattolica Hazte Oír…
Come si attendeva, a una settimana dalla pensione, il giudice Juan Carlos Peinado – che da oltre due anni indaga sulla moglie del presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez – ha emesso l'atto finale della battaglia legale contro Begoña Gómez comunicando di aver firmato il provvedimento di apertura del processo con giuria popolare contro la primera dama e la sua assistente alla Moncloa, Cristina Álvarez, per i presunti reati di traffico di influenze e malversazione.
Gómez andrà a processo davanti a una giuria popolare, in una data ancora da definire che verrà comunicata dall’Audiencia Provincial di Madrid. La Procura e le difese chiedono l’assoluzione. L’accusa popolare, guidata dall’associazione ultracattolica Hazte Oír, chiede 13 anni di carcere (in Spagna l’acusación popular è un istituto riconosciuto dalla Costituzione che consente a qualsiasi cittadino, anche se non danneggiato direttamente dal reato, di agire in giudizio come parte accusatrice nei processi penali per reati perseguibili d'ufficio). Quella contro Gómez è una delle azioni giudiziarie più controverse tra quelle che negli ultimi mesi hanno assediato il leader socialista spagnolo e che parte dell’opinione pubblica considera un caso di lawfare, ovvero di uso della giustizia come strumento di conflitto politico.
Per il governo spagnolo e per il Partito Socialista (Psoe) la decisione è l'ultimo capitolo di una "persecuzione politica" e di una campagna di "accanimento" e "disumanizzazione" contro la moglie del premier. Fonti della Moncloa sostengono che nel corso dell'istruttoria sia rimasta "chiara e dimostrata" l'innocenza di Gómez che, secondo l'esecutivo, "sarà dimostrata anche al processo".
Secondo l'accusa, la 55enne avrebbe tratto beneficio dalla sua posizione di moglie di Sánchez (sposato nel 2006 e divenuto premier nel 2018), per utilizzare la sua influenza al fine di ottenere la co-direzione di una cattedra di master all'Università Complutense di Madrid, impiegando la sua assistente alla Moncloa, Álvarez, in compiti non strettamente legati alla gestione della sua agenda. Quest'ultima è stata a sua volta rinviata a giudizio per il presunto reato di malversazione. "Manteniamo la nostra piena fiducia in una giuria equanime e che faccia giustizia", segnalano negli ambienti del presidente del governo.
Fonti della Moncloa contestano inoltre la data scelta per comunicare il rinvio a giudizio: "E' intollerabile che, ancora una volta, un provvedimento di questa causa venga notificato prima ai media che ai diretti interessati e in coincidenza con un viaggio internazionale del presidente del governo". Sánchez sarà all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
A giugno Peinado aveva già aperto il processo contro Begoña Gómez per quattro reati – malversazione, traffico di influenze, corruzione e appropriazione indebita – ma la Audencia Nacional aveva autorizzato a procedere soltanto per i primi due; rettifica che ha costretto Peinado a ripetere la fase finale dell’istruttoria fino alla decisione diffusa oggi dai media e arrivata, come da settimane anticipavano i giornali spagnoli, prima del pensionamento obbligatorio del magistrato che il 27 settembre, compirà 72 anni, ovvero l'età massima consentita per i magistrati in servizio.
Sempre oggi ci sono stati nuovi sviluppi anche sull’altro grande caso che coinvolge il partito socialista spagnolo, ovvero l’inchiesta Plus Ultra contro José Luis Rodriguez Zapatero. Il giudice José Luis Calama ha convocato come indagate per il 30 novembre le figlie dell’ex premier Alba e Laura Rodríguez Espinosa e ha inoltre chiesto una nuova perizia gemmologica sui gioielli ritrovati nella cassaforte dell’ufficio di Zapatero lasciando all’ex premier tre giorni per consegnare alla magistratura la documentazione sui preziosi.