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Guerra in Iran, news del 23 settembre. Cargo colpito a Hormuz, morto un marinaio indiano

Guerra in Iran, news del 23 settembre. Cargo colpito a Hormuz, morto un marinaio indiano
(reuters)
Incriminati due palestinesi accusati di pianificare attentato contro Ben-Gvir
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Un marinaio indiano è morto oggi nell'attacco a una nave portarinfuse nello stretto di Hormuz. Nel frattempo Teheran minaccia: “Se i Paesi vicini collaboreranno con gli Stati Uniti per bloccare le compagnie aeree iraniane, i loro aeroporti non potranno più operare”. Lo ha detto il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, generale Mohsen Rezaei in una dichiarazione alla Tv di Stato, nel primo giorno dell'entrata in vigore di nuove sanzioni statunitensi. Due palestinesi della zona di Nablus, nel nord della Cisgiordania, sono stati incriminati con l'accusa di aver pianificato "una serie di attacchi terroristici". Nel mirino, secondo le accuse, anche il ministro per la Sicurezza Nazionale e leader di estrema destra, Itamar Ben-Gvir.

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Operato il figlio dell’ambasciatore di Israele in Usa, è in pericolo vita

Neria Leiter, il riservista delle Forze di Difesa Israeliane gravemente ferito in un attentato con un'auto in Cisgiordania, è stato sottoposto a un intervento chirurgico d'urgenza al cervello presso il Centro Medico Shaare Zedek, ma la sua vita è ancora in pericolo, secondo una dichiarazione del dottor Alon Schwartz, primario del reparto traumatologico dell'ospedale.

Crosetto: “Rientrano due navi per manutenzione, saranno sostituite”

"Su proposta del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, ho disposto il rientro in Patria delle Navi Rimini e Crotone, attualmente impiegate a Gibuti nell'ambito dell'Operazione Eunavfor Aspides, per consentire lo svolgimento di improrogabili attività manutentive e il previsto avvicendamento degli equipaggi". Così in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Le due unità - aggiunge - erano state inserite nel dispositivo di Aspides anche con l'obiettivo di ridurre i tempi di eventuale intervento in caso di necessità di attività di sminamento nello Stretto di Hormuz, mantenendo nell'area una capacità specialistica immediatamente disponibile. Il rientro delle due unità non comporta alcuna riduzione dell'impegno operativo italiano nell'ambito dell'Operazione Aspides. A garanzia della piena continuità della partecipazione italiana e degli impegni internazionali assunti, Rimini e Crotone saranno sostituite da altre due unità della stessa categoria, già mantenute in prontezza in Patria e destinate a raggiungere l'area operativa secondo le tempistiche previste. Si tratta di una rotazione delle unità, necessaria per assicurare nel tempo l'efficienza, la manutenzione e la disponibilità operativa delle nostre navi, senza soluzione di continuità nelle attività svolte dall'Italia nell'ambito della missione europea", conclude Crosetto.

Soldato israeliano ferito in attacco in Cisgiordania è il figlio dell’ambasciatore negli Usa

Il figlio dell'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, un riservista delle forze israeliane (Idf), è rimasto gravemente ferito in un attacco in Cisgiordania. Lo riferisce il Times of Israel, precisando che Neria Leiter era in servizio con un poliziotto quando un veicolo li ha investiti. In un post su X l'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter ringrazia le Idf e i medici del centro Shaare Zedek "che lottano per salvare la vita di Neria Dov ben Chana". "Per Neria serve un miracolo - continua - Neria ha continuato a prestare servizio nella riserva dopo la perdita del fratello maggiore, Moshe Yedidya Leiter" e "dal 7 ottobre" 2023 "ha lavorato per centinaia di giorni" su "più fronti".

Cargo colpito a Hormuz, morto un marinaio indiano

Un marinaio indiano è morto oggi nell'attacco a una nave portarinfuse nello stretto di Hormuz. Lo ha riferito il sindacato dei marinai indiani Fsui in una letta al primo ministro Narendra Modi.
La nave "Cape Dao, diretta da Mina Saqr (Emirati Arabi Uniti, ndr) verso l'India lungo la rotta del Golfo di Oman, è stata attaccata al largo dell'Oman", si legge. Il cargo "è stato colpito due volte sul lato sinistro: una volta nella sala macchine e una volta negli alloggi del ponte C", spiega la lettera. "Dei 28 membri dell'equipaggio, 20 erano indiani. Il marinaio Suraj (Surja) Yadav, 26 anni, originario di Deoria, nello Stato dell'Uttar Pradesh, è morto", ha riferito ancora il sindacato.

Rubio: Trump rimane aperto ad accordo, ma valuta anche altre opzioni

Parlando con i giornalisti a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha dichiarato che il presidente Trump rimane aperto a un accordo con Teheran "che consenta all'Iran di essere ciò che dovrebbe essere: un Paese grande e prospero". Tuttavia, Rubio ha osservato che questa prospettiva è ostacolata dall'insistenza dell'Iran nel "voler dotarsi di armi nucleari" e dal suo "sostegno al terrorismo". Se questa situazione dovesse persistere, ha aggiunto Rubio, Trump potrebbe valutare "diverse opzioni", inclusa un'ulteriore azione militare.

Pezeshkian: “Non possiamo permettere che Hormuz sia usato contro di noi”

“Non possiamo permettere che alcuni abbiano libero accesso a un corso d'acqua e ne traggano vantaggio, mentre al contempo usano quello stesso corso d'acqua per imporci la loro aggressione, l'insicurezza, per impedirci l'accesso ai nostri stessi corsi d'acqua". Così, sullo Stretto di Hormuz, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, dal podio delle Nazioni Unite

Pezeshkian: “Pronti a dialogo e diplomazia, senza il linguaggio della forza”

"Non dobbiamo permettere che il 21esimo secolo regredisca a un'epoca dominata soltanto dai potenti, dalle potenze prevaricatrici e dagli egemoni. Non dobbiamo costruire un mondo in cui la forza militare sostituisca la legittimità, il terrorismo prenda il posto della politica e dei negoziati, e la guerra soppianti il dialogo e la diplomazia. L'Iran tende la mano al mondo. Siamo pronti al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggio della forza". Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian all'Assemblea Generale Onu.

Pezeshkian all’Onu: “Ci serve energia nucleare, non bombe”

"Lo diciamo chiaramente: niente armi nucleari e nessuna limitazione alla tecnologia nucleare pacifica; la nostra pace non nascerà sul campo di battaglia". Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York. "Cerchiamo l'energia per il progresso. Per anni, la nostra tecnologia nucleare è stata oggetto di etichette. Tuttavia, per il nostro Paese, la tecnologia nucleare a scopi pacifici è parte integrante del nostro progresso: per i malati rappresenta cura e trattamento; per il settore agricolo, sicurezza alimentare; per l'industria, avanzamento, sviluppo e fornitura di energia elettrica. L'Iran non accetta che la tecnologia nucleare sia a disposizione esclusiva di una ristretta cerchia di pochi; non lo accetteremo.
Non chineremo il capo nè rinunceremo a un diritto che ci appartiene intrinsecamente", ha aggiunto.

Pezeshkian: “l'Iran è vittima di terrorismo”

L'Iran è "stato vittima di terrorismo. Vengo da un Iran dove la guida suprema è stata assasinata, dove una scuola è stata bombardata causando la morte di bambini che non avevano commesso alcun crimine". Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian intervenendo all'Assemblea Generale dell'Onu e rispondendo a Donald Trump.

Teheran minaccia attacchi contro gli aeroporti dei Paesi vicini se adotteranno le sanzioni Usa

“Se i Paesi vicini collaboreranno con gli Stati Uniti per bloccare le compagnie aeree iraniane, i loro aeroporti non potranno più operare”. È la minaccia del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, generale Mohsen Rezaei in una dichiarazione alla Tv di Stato, nel primo giorno dell'entrata in vigore di nuove sanzioni statunitensi. Rezaei ha inoltre ribadito che "lo Stretto di Hormuz non verrà mai riaperto se gli Stati Uniti non accetteranno le nostre condizioni", che "sono diverse da quelle avanzate in precedenza".

Incriminati due palestinesi accusati di pianificare attentato contro Ben-Gvir

Due palestinesi della zona di Nablus, nel nord della Cisgiordania, sono stati incriminati con l'accusa di aver pianificato "una serie di attacchi terroristici" contro civili e militari israeliani. Nel mirino, secondo le accuse, anche il ministro per la Sicurezza Nazionale e leader di estrema destra, Itamar Ben-Gvir. Lo Shin Bet non ha rivelato l'identità dei sospettati nè ha specificato quando siano stati arrestati, limitandosi a sostenere che alla fine del 2023 i sospettati avevano iniziato a promuovere attività militari, reclutando complici, svolgendo addestramenti, discutendo piani d'attacco e accumulando fucili d'assalto e munizioni.

Cisgiordania, l’Idf demolisce strutture palestinesi nell’area di Masafer Yatta

L'esercito israeliano ha iniziato a demolire decine di strutture residenziali e agricole a Khirbet Jenbah, nell'area di Masafer Yatta, a sud di Hebron, in Cisgiordania, dove risiedono circa 300 persone (Massafer Yatta è l’agglomerato agricolo di cui si raccontano le vicissitudini nel fimo premio Oscar “No Other Land”). Secondo l'organizzazione pacifista israeliana B'Tselem, complessivamente, sono state abbattute 24 strutture residenziali, 16 strutture agricole, 16 pannelli solari e 14 serbatoi d'acqua. Le demolizioni hanno lasciato senza casa circa 180 persone, tra cui circa 85 bambini, e una persona è stata arrestata.

Quella odierna a Khirbet Jenbah è la terza operazione di demolizione su larga scala condotta da Israele ai danni di comunità palestinesi nell'area di Masafer Yatta nelle ultime tre settimane, ha ricordato B'Tselem, facendo riferimento alle demolizioni dello scorso 2 e 8 settembre rispettivamente a Khirbet a-Taban e Khirbet al-Fakhit.

Gaza, il Board of Peace presenterà un piano di ricostruzione da 2,45 miliardi

Il "Board of Peace" del presidente statunitense Donald Trump presenterà un piano di ripresa per Gaza della durata di sei mesi e del valore di 2,45 miliardi di dollari durante una riunione dei suoi membri prevista per oggi; lo ha riferito il sito Axios. Il piano proposto prevede spese per alloggi temporanei, rimozione delle macerie, riparazione di ospedali, ripresa economica e dispiegamento di una forza di sicurezza multinazionale, aggiunge il rapporto, citando una copia del piano stesso.

Cisgiordania, polemica Netanyahu-Macron. La Francia: “Colpa di un errore di traduzione”

La polemica scaturita dalle parole del presidente francese Emmanuel Macron su Hamas in Cisgiordania è frutto di un errore di traduzione. Lo ha sostenuto una fonte diplomatica di Parigi con l'emittente israeliana i24News. "In sostanza, c'è stato un errore di traduzione che ha portato a un'interpretazione errata. E' stato tradotto come 'Hamas non e' mai stato attivo’ (in Cisgiordania), ma il significato della frase in francese è, 'Hamas non ha mai governato la Cisgiordania'", ha spiegato la fonte.
Le parole pronunciate ieri da Macron durante il discorso all'Assemblea Generale dell'Onu a New York avevano suscitato la dura reazione di Israele.

Gaza, due morti in attacco israeliano

Due persone sono morte in un attacco israeliano contro un veicolo nella zona di al-Mawasi, a ovest di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta al Jazeera, citando fonti dell'ospedale Nasser. Almeno tre sarebbero le persone rimaste ferite nell'attacco. Secondo il governo israeliano, nell’attacco sarebbe stato ucciso Mohammed Abu Alwan, capo del dipartimento finanziario di Hamas.

Israele, la Commissione elettorale squalifica dalle elezioni il deputato comunista Ofer Cassif e il leader della Lista Araba Unita Sami Abu Shehadeh

La Commissione Elettorale Centrale israeliana, la cui composizione è politica e riflette gli attuali schieramenti in Parlamento, ha squalificato Ofer Cassif, deputato del partito Hadash, dalle prossime elezioni del 27 ottobre.

Cassif - la cui esclusione è stata richiesta dal Likud, partito del premier Benjamin Netanyahu - è l'unico parlamentare ebreo eletto da Hadash, il partito comunista arabo-israeliano confluito nella Lista Unita in vista dell’imminente tornata elettorale insieme a Tàal e Balad. "Presentare la mia opposizione alle politiche del governo e alle azioni dei suoi agenti come sostegno al nemico, violazione della lealtà e danno allo Stato è una palese distorsione della realtà e una totale perversione dello spirito democratico – ha commentato Cassif – . L'opposizione ai crimini commessi in nome dello Stato non contraddice i suoi interessi né rafforza i suoi nemici".

Dopo aver deliberato su Cassif, la Commissione Elettorale Centrale, presieduta dal giudice Noam Sohlberg, ha votato anche squalifica del leader della Lista Araba Unita, Sami Abu Shehadeh, proposta dal partito di estrema destra Otzma Yehudi (Potere ebraico).

Entrambi i casi passano ora all'esame dell’Alta Corte di Giustizia, cui spetta la decisione finale sull’ammissione delle candidature e che spesso in passato ha ribaltato le sentenze della Commissione.

Durante la seduta odierna, la Commissione si esprimerà sulla richiesta di squalificare in toto entrambe le formazioni a maggioranza araba: la Lista Unita e la Lista Araba Unita (la prima più marcatamente di sinistra, la seconda moderata e di ispirazione confessionale musulmana).

Iran: “Ripristinato il 50% della capacità produttiva del terminale Gnl di South Pars”

E' stato ripristinato il 50% della capacità produttiva del terminale Gnl iraniano di South Pars, che aveva subito gravi danni dopo un bombardamento israeliano lo scorso marzo. Lo ha dichiarato il viceministro del Petrolio iraniano, Ahmad Zeraatkar, secondo il quale la struttura tornerà a pieno regime nelle prossime settimane, riporta Al Jazeera.

Israele colpisce al-Khiam, blackout nel sud del Libano

Un attacco aereo israeliano nella notte ha danneggiato le linee elettriche ad al-Khiam, nel sud del Libano, provocando un blackout completo nell'area di Nabaa el-Hamas. Lo riferisce l'agenzia di stampa nazionale libanese, citata da Al Jazeera.
La stessa agenzia aveva riferito in precedenza di una forte esplosione ad al-Khiam, nella provincia di Nabatieh, che ha provocato onde d'urto avvertite in diverse località del sud del Paese

Houthi abbattono drone da ricognizione su Mocha

Un drone da ricognizione armato è stato abbattuto mentre svolgeva "missioni ostili" su Mocha, nel governatorato yemenita di Taiz. Lo ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree.

Operazione a Sana'a contro rete Houthi, uccisi quattro esperti iranianì

Un'operazione di sicurezza e militare condotta all'alba di venerdì scorso nel cuore di Sanàa avrebbe colpito una rete segreta di comunicazioni legata al sistema di comando e controllo degli Houthi, con l'obiettivo di sventare un attacco contro l'Arabia Saudita pianificato dai Guardiani della Rivoluzione iraniani dal territorio yemenita. Lo riferisce Al Arabiya, citando un rapporto di Sheba Intelligence, ma senza precisare a quale forza siano riconducibili i droni e il team impiegati nell'operazione.
Secondo il rapporto, l'operazione, denominata 'Nel cuore del nemico', ha combinato un'azione aerea e una terrestre. I droni avrebbero individuato e seguito i nodi di una rete di comunicazioni in fibra ottica, consentendo a un team a terra di colpire una sala principale delle comunicazioni collegata alla rete all'interno della capitale yemenita.
Secondo Al Arabiya, nell'operazione sarebbero stati inoltre uccisi quattro esperti iraniani coinvolti nella rete.

Il Qatar condanna il rifiuto israeliano del piano per Gaza

Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha condannato il rifiuto da parte di Israele della roadmap per completare l'attuazione del piano volto a porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza. Lo ha detto durante un incontro a porte chiuse tra capi di Stato e di governo convocato a New York, a margine dell'81esima sessione dell'Assemblea generale dell'Onu, dal presidente francese Emmanuel Macron, dal premier britannico Andy Burnham e dal primo ministro canadese Mark Carney. Lo riporta Al Jazeera.
Secondo il ministero degli Esteri del Qatar, Al Thani ha sottolineato la necessità che la comunità internazionale "adempia alle proprie responsabilità" e faccia pressione su Israele affinché rispetti gli obblighi previsti dall'accordo sul cessate il fuoco a Gaza e ponga fine alle violazioni dei diritti dei palestinesi. L'obiettivo, ha aggiunto, è completare la roadmap e arrivare a pace e stabilità nella Striscia.
Il premier qatariota ha inoltre ribadito il sostegno di Doha alla causa palestinese e al diritto dei palestinesi a uno Stato indipendente entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est capitale, sulla base delle risoluzioni internazionali e della soluzione dei due Stati.

Drone saudita abbattuto in Yemen

Un drone di ricognizione armato saudita è stato abbattuto dalle forze armate dello Yemen sopra la città di Al-Mukha, nella provincia di Taiz, sulla costa occidentale del paese. Lo scrive l'agenzia iraniana Irna.

Teheran: “Colloqui con gli Usa tramite un mediatore del Qatar”

"I colloqui con la parte americana sono avvenuti tramite un mediatore qatariota e le condizioni dell'Iran sono state comunicate". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "Questi colloqui si sono svolti con l'obiettivo di comunicare le condizioni dell'Iran - ha detto ancora - tra cui la fine della guerra in tutte le sue forme, la cessazione delle azioni aggressive da parte degli Stati Uniti, il blocco navale e la guerra economica e il rilascio dei beni iraniani".

Pezeshkian è arrivato a New York

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è arrivato a New York, dove dovrebbe intervenire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. L'emittente statale iraniana IRIB ha pubblicato un video che mostra Pezeshkian mentre scende da un aereo, accompagnato da una didascalia che recita: "Il presidente iraniano è arrivato in un aeroporto di New York". Secondo gli analisti è la prima volta che un leader di un Paese in guerra con gli Stati Uniti mette piede sul suolo americano per intervenire a una riunione dell'Onu.

Teheran: “Pronti a infliggere colpi gravi e inaspettati agli aggressori”

Lo Stato maggiore delle forze armate iraniane e il quartier generale centrale Khatam al-Anbiya - la più alta unità di comando operativo della Repubblica Islamica - hanno avvertito che il Paese infliggerà agli aggressori colpi "ancora più duri, devastanti e imprevedibili", in risposta alle più recenti minacce del presidente statunitense Donald Trump. La notizia è riportata su Telegram dall'iraniana Press Tv.

La Siria: “Pace con Israele? Le alture del Golan sono nostre”

Il capo del governo provvisorio siriano Ahmed al-Sharaa, nel descrivere le condizioni di Damasco per raggiungere una pace duratura con Israele, ha sottolineato che le alture del Golan non sono negoziabili. Lo scrive su Telegram l'agenzia iraniana Irna. Sharaa ha parlato al Council on Foreign relations a New York: "Le alture del Golan sono territorio siriano, riconosciuto dalle Nazioni Unite".

Burnham: “Al fianco di Israele, ma le azioni a Gaza e in Cisgiordania non sono giustificabili”

"Vogliamo vedere finalmente la fine delle sofferenze e delle morti" e "i popoli israeliano e palestinese vivere fianco a fianco in pace e sicurezza": lo ha detto il premier britannico Andy Burnham parlando all'Onu. "Faremo tutto il possibile per mantenere viva la speranza di questa possibilità", ha aggiunto. "Siamo al fianco di Israele di fronte alle minacce in corso, incluse quelle provenienti dall'Iran, contro Israele e il popolo ebraico in tutto il mondo", ha continuato il premier, osservando tuttavia che "ciò non giustifica le azioni del governo israeliano a Gaza o in Cisgiordania, nemmeno l’orrore del 7 ottobre. Non resteremo a guardare mentre le terribili sofferenze continuano ad aumentare e la prospettiva di una soluzione a due Stati viene messa sotto attacco". Burnham ha criticato duramente Israele per aver indetto gare d'appalto per il controverso progetto di insediamento E1, nei pressi di Gerusalemme, affermando che questo progetto "rischierebbe di rendere irraggiungibile la creazione di uno Stato palestinese vitale".

Media: “Esplosione vicino all’isola di Qeshm”

I media iraniani segnalano un'esplosione vicino all'isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz. La notizia è ripresa da varie testate arabe, tra cui Al-Jazeera.

All’Assemblea generale dell’Onu né Xi né Modi

Si è aperta oggi a New York la settimana con gli interventi di alto profilo all'Assemblea generale dell'Onu. Sono circa 130 i capi di Stato e di governo iscritti a parlare nell'aula del Palazzo di Vetro. Tra di loro non figurano quest'anno né il presidente cinese Xi Jinping né il premier indiano Narendra Modi. Singolare il fatto che la Repubblica popolare abbia scelto di delegare il vice-presidente Han Zheng nonostante la sessione coincida con il viaggio di Xi Jinping negli Stati Uniti dal 23 al 25 settembre. Per l'India interverrà invece il ministro degli Esteri Jaishankar.

Netanyahu: “Da Macron sbalorditiva dichiarazione grottesca”

"L'assurdità grottesca della dichiarazione di Emmanuel Macron è sbalorditiva". Lo ha affermato l'ufficio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu dopo le parola del presidente francese all'Onu su Gaza. "Domenica, alla vigilia di Yom Kippur, appena due giorni fa, Netanel Shukrun - un cittadino francese e padre di sei figli - è stato assassinato nella sua auto da un terrorista di Hamas in Giudea e Samaria. Con il suo ultimo respiro, ha detto a suo figlio di scappare. I terroristi di Hamas compiono attacchi contro gli ebrei quasi ogni giorno. Hanno assassinato innumerevoli civili israeliani in Giudea e Samaria. L'ignoranza non è una scusa per cancellare il loro sangue".

Netanyahu a Mamdani: “Vergognati, sostieni Hamas”

In vista della sua visita all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Benjamin Netanyahu ha accusato il sindaco democratico di New York, Zohran Mamdani, di "sostenere" Hamas. "Vergognati, signor Mamdani", ha affermato il premier israeliano in un video pubblicato su X. "Vergognati per aver sostenuto i mostri terroristi di Hamas che hanno massacrato la nostra gente. Vergognati per aver incitato a disordini contro gli ebrei di New York", ha detto. Netanyahu ha affermato di essere diretto all'Onu per "dire la verità sui nostri eroici soldati e per dire la verità su di te". Il video è stato diffuso dopo che Mamdani, lunedì, in seguito a un incontro con il presidente Trump presso la residenza ufficiale del sindaco, Gracie Mansion, aveva definito il premier israeliano un "criminale di guerra" durante un'intervista alla Cnn. Mamdani ha replicato al messaggio di Netanyahu dichiarando, in una conferenza stampa, che quanto affermato dal premier israeliano "in quel video non è vero". Il sindaco ha quindi accusato Netanyahu di essere "l'artefice di un orribile genocidio contro i palestinesi".

Tv Iran: “Araghchi ha presentato a Witkoff le condizioni per la riapertura di Hormuz”

Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha incontrato Wittkoff, l'inviato della Casa Bianca, "a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite su insistenza del rappresentante statunitense. La decisione di accettare la richiesta di incontro di Witkoff è stata dettata dalla necessità di comunicare le condizioni poste dall'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz". Così la televisione di stato iraniana ha dato la notizia dell'incontro a New York tra Araghchi e l'inviato del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff. "Le posizioni ferme dell'Iran sono state comunicate al rappresentante statunitense durante l'incontro. La revoca immediata del blocco navale, l'immediato sblocco di tutti i beni iraniani congelati e la fine della guerra su tutti i fronti della 'Resistenza' sono tra le condizioni poste dall'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz".

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