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Zelensky spera nell’aiuto della Cina: “Stop alle armi prima dell’inverno”

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Bilaterale tra il presidente ucraino e Donald Trump a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Ci confrontiamo sulla tregua energetica e su come terminare la guerra”
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«Putin deve mettere fine al conflitto», dice Trump, entrando nella sede delle Nazioni Unite. «Spero che porremo fine e che il presidente Trump ci aiuti a farlo, dobbiamo riuscirci, se possibile, prima dell’inverno», dichiara Zelensky all’inizio del bilaterale, e di fronte a un Trump che annuisce. Tuttavia, nel Palazzo di Vetro i conti sulla pace in Ucraina si stanno facendo senza l’oste, che è seduto al Cremlino, perciò la sostanza, dietro le parole pronunciate a favore di telecamera, va piuttosto cercata nei dettagli di quanto è stato detto a porte chiuse.

Trump e Zelensky hanno parlato a margine dell’Assemblea. La cornice del colloquio l’ha spiegata il leader ucraino. «Ci confrontiamo sulla tregua energetica e su come terminare la guerra». Zelensky ha anche chiesto al tycoon di portare la questione dell’aggressione russa all’attenzione del presidente cinese Xi Jinping, in arrivo a Washington dove sarà ricevuto alla Casa Bianca.

Una moratoria da parte di Mosca e di Kiev agli attacchi…

«Putin deve mettere fine al conflitto», dice Trump, entrando nella sede delle Nazioni Unite. «Spero che porremo fine e che il presidente Trump ci aiuti a farlo, dobbiamo riuscirci, se possibile, prima dell’inverno», dichiara Zelensky all’inizio del bilaterale, e di fronte a un Trump che annuisce. Tuttavia, nel Palazzo di Vetro i conti sulla pace in Ucraina si stanno facendo senza l’oste, che è seduto al Cremlino, perciò la sostanza, dietro le parole pronunciate a favore di telecamera, va piuttosto cercata nei dettagli di quanto è stato detto a porte chiuse.

Trump e Zelensky hanno parlato a margine dell’Assemblea. La cornice del colloquio l’ha spiegata il leader ucraino. «Ci confrontiamo sulla tregua energetica e su come terminare la guerra». Zelensky ha anche chiesto al tycoon di portare la questione dell’aggressione russa all’attenzione del presidente cinese Xi Jinping, in arrivo a Washington dove sarà ricevuto alla Casa Bianca.

Una moratoria da parte di Mosca e di Kiev agli attacchi sulle infrastrutture dell’elettricità e del petrolio è anche l’idea su cui spinge il presidente francese Macron: Trump l’aveva data come cosa fatta già prima delle elezioni per la Duma del weekend scorso, ma i raid russi sulle città ucraine e le colonne di fumo nero che si sono alzate sulle raffinerie di Mosca durante il voto, hanno dimostrato che non è stata raggiunta. «Ma noi siamo disposti a fermare gli attacchi, se anche Putin darà l’ordine», ribadisce Zelensky.

Trump sparge ottimismo. Ancor prima di vedere il leader di Kiev, rivolgendosi all’Assemblea dice che «la pace arriverà più rapidamente di quanto la gente pensi». Non spiega però su cosa basi l’aspettativa, quindi sono parole che assomigliano più a dichiarazioni a uso e consumo dell’elettorato americano, chiamato alle urne tra un mese e mezzo per le midterm, piuttosto che a un piano concreto e avviato.

«Abbiamo discusso di possibili misure di de-escalation in grado di aprire la strada alla diplomazia», scrive poi Zelensky su X. «Sono grato che, nel frattempo, i nostri team continuino a lavorare all’avvio della produzione di intercettori Patriot in Ucraina». Il presidente Usa non sembra contrario a concedere l’autorizzazione alla produzione dei missili per il prezioso sistema di contraerea, promessa fatta già a luglio durante il vertice Nato ad Ankara e poi raffreddatasi nelle settimane scorse. «Questo — scrive ancora Zelensky — contribuirà a salvare vite umane, qualora la Russia dovesse rifiutare i negoziati e continuare a puntare sul terrore dei missili balistici contro la nostra popolazione, durante l’inverno e oltre».

Oggi è previsto l’incontro tra il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio. Trump non ha fornito una risposta chiara sulla possibilità di un trilaterale con Zelensky e Putin al vertice del G20 di dicembre a Miami, si è limitato a ricordare che il leader di Mosca è disposto a incontrarlo, come avvenuto in Alaska un anno fa. Nel caso in cui il negoziato non riparta, però, si dice disposto a usare i poteri conferitegli dalla nuova legge Graham, di recente approvata dal Congresso. Le norme, promosse dal defunto senatore Lindsey Graham, autorizzano il Capo di stato a imporre dazi fino al 100 per cento sui principali paesi acquirenti di petrolio e gas russi. «Se necessario, dovrò utilizzarli», avverte Trump.

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