Secondo il giornale “C'è stato in generale durante l'anno un forte aumento dei voli cargo dal gigante asiatico alla Repubblica islamica e i dati doganali iraniani consultati segnalano consegne di dispositivi Gps, motori elettrici, componenti per motori di aerei e altro materiale dual-use”.
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Parolin: “Soluzione a due Stati unico percorso equo verso una pace giusta”
“La soluzione dei due Stati, basata su confini sicuri e riconosciuti a livello internazionale, è l'unico percorso praticabile ed equo verso una pace giusta e duratura". Così il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, nel suo intervento a New York all'Onu. "La Santa Sede continua a sostenere i diritti inalienabili del popolo palestinese, compreso il diritto all'autodeterminazione, nonchè la loro legittima aspirazione a vivere in libertà, sicurezza e dignità all'interno di uno Stato indipendente e sovrano", ha rimarcato il porporato.
Netanyahu ha sorvolato Grecia, Italia, Francia
La Francia difende la sua decisione di consentire all'aereo del Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di attraversare il suo spazio aereo diretto alle Nazioni Unite, affermando che il diritto internazionale non imponeva alcun intervento, nonostante il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei suoi confronti per presunti crimini di guerra a Gaza. Anche l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant è ricercato con un mandato di arresto. L'app di tracciamento dei voli Flightradar24 mostra che l'aereo di Netanyahu ha sorvolato Grecia, Italia e Francia.
La Francia è firmataria dello Statuto di Roma, fondativo della Corte penale internazionale, ed è formalmente vincolata a cooperare con la Corte, compreso l'arresto dei sospetti che entrano nel suo territorio. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Pascal Confavreux, ha dichiarato ai giornalisti che l'autorizzazione è stata concessa "nel pieno rispetto del diritto internazionale. Lo Statuto di Roma non impone alcun obbligo in merito ai sorvoli del suo territorio da parte di un aereo di Stato che trasporti un passeggero ricercato con mandato d'arresto", afferma Confavreux.
Netanyahu non può viaggiare in molti Paesi a causa del mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei suoi confronti e contro Gallant, nonchè contro l'allora comandante militare di Hamas nel 2024.
Iran: appello 80 Paesi all'Onu, garantire navigazione Golfo
Una coalizione di 80 Paesi ha chiesto all'Onu il pieno ripristino della navigazione marittima nel Golfo, interrotta da Teheran dopo l'inizio degli attacchi israelo-americani contro l'Iran. "Chiediamo il pieno ripristino, senza indugio, dei diritti e dei principi della navigazione", ha dichiarato il ministro degli Esteri del Bahrein, Abdullatif bin Rashid al-Zayani, leggendo alla stampa una dichiarazione congiunta.
Abu Mazen denuncia visto negato da Usa
"I palestinesi non dovrebbero essere puniti per aver chiesto la fine dell'occupazione o per essersi rivolti all'Onu, alla Corte Internazionale di Giustizia e alla Corte Penale Internazionale. La nostra scelta di invocare il diritto internazionale e le sue istituzioni è una scelta pacifica e civile, non un atto che va contro la pace", ha proseguito Abu Mazen, esortando gli Usa a "revocare tali sanzioni e restrizioni, a tornare al dialogo e al reciproco rispetto e a collaborare con noi e con la comunità internazionale per attuare la soluzione a due Stati sulla base della legittimità internazionale".
Abu Mazen: “Occupazione e colonie non danno sicurezza”
"Il popolo palestinese non accetterà di essere sfollato. Nè l'occupazione militare, nè l'espansione degli insediamenti, nè l'annessione, nè il terrorismo dei coloni possono costituire una soluzione o garantire una sicurezza duratura". Lo ha affermato il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, nel suo discorso registrato di fronte all'Assemblea Generale dell'Onu, ribadendo che i palestinesi "non resteranno ad aspettare, nè accetteranno passivamente qualsiasi decisione i governi israeliani vorranno imporre". "Non vogliamo un nuovo processo volto a gestire il conflitto mentre l'assetto del territorio cambia ogni giorno. Vogliamo un processo che ponga fine all'occupazione e garantisca libertà e autodeterminazione ai palestinesi, un processo che assicuri anche sicurezza e pace agli israeliani e ai Paesi della regione", ha proseguito il leader palestinese, sottolineando che l'Anp ha "mantenuto la promessa", completando "il programma di riforma nazionale a cui ci eravamo impegnati".
Abu Mazen, bene piano Gaza, ora attuare seconda fase
"Abbiamo accolto con favore il piano in 20 punti del presidente Donald Trump, così come la tabella di marcia per l'attuazione della seconda fase" ma "non abbiamo visto nulla di tutto ciò concretizzarsi". "Chiediamo di accelerare l'attuazione della seconda fase, anzichè perdere ulteriore tempo". Lo ha affermato il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, nel suo discorso registrato di fronte all'Assemblea Generale dell'Onu, esortando a "non permettere che il periodo di transizione si trasformi in una situazione permanente o a tempo indeterminato, priva di un chiaro orizzonte politico".
Abbas: “Soluzione dei due Stati unica garanzia di pace”
“Per quanto tempo ancora alcuni Stati continueranno a tacere su Israele o a fornirgli le armi che usa contro il nostro popolo? Il mondo ha assistito al prezzo altissimo pagato nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania". Lo ha dichiarato il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas in un videomessaggio preregistrato e inviato all'81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York dopo che gli Stati Uniti gli hanno negato il visto, per il secondo anno consecutivo. "Cosa aspetta la comunità internazionale a intervenire a protezione del popolo palestinese, a garantire la sua permanenza sulla propria terra, a porre fine all'occupazione israeliana e ad attuare la soluzione dei due Stati sulla base della legittimità internazionale?", si è chiesto Abbas. "Questa soluzione garantisce la pace per tutti, a differenza della minaccia proveniente dall'estremismo israeliano, che cerca di espandere il suo progetto coloniale per la creazione del cosiddetto Grande Israele e la completa cancellazione della presenza palestinese", ha sottolineato il leader dell'Anp.
Riad: intercettati sei missili balistici Houthi
L'Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato sei missili balistici lanciati dai ribelli yemeniti Houthi. Secondo quanto riferito dal portavoce della Coalizione saudita, Turki al-Malki, sono stati neutralizzati tentativi di colpire Taif e Yanbu. L'escalation degli Houthi verrà affrontata con fermezza, ha aggiunto
Il Wsj: “Da inizio anno dalla Cina all’Iran 1.300 consegne con componenti per droni e missili”
L'elefante nella stanza: il continuo sostegno della Cina all'Iran. E' l'analisi del Wall Street Journal che, nel giorno dell'atteso summit tra Donald Trump e Xi Jinping, citando dati doganali iraniani, scrive che quest'anno, fino a fine giugno, la Cina ha inviato in Iran, circa 1.300 spedizioni con componenti 'dual use'. Secondo la ricostruzione, una consegna, con componenti che possono essere utilizzati per fabbricare parti di droni e sistemi di guida per i missili, è arrivata proprio quando Usa e Iran concordavano una tregua e altre sono state effettuate nei giorni successivi con componenti per droni per un valore di oltre sei milioni di dollari. Secondo il Wsj, c'è stato in generale durante l'anno un forte aumento dei voli cargo dal gigante asiatico alla Repubblica islamica e i dati doganali iraniani consultati segnalano consegne di dispositivi Gps, motori elettrici, componenti per motori di aerei e altro materiale dual-use. Il giornale ricorda inoltre come il gigante asiatico sia diventato l'unico grande acquirente di petrolio iraniano, nonostante le sanzioni Usa
Mozione per impeachment Araghchi per colloqui con Usa
Una mozione di impeachment contro il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è stata presentata da parlamentari che contestano i suoi colloqui con funzionari americani. Lo riportano i siti della dissidenza iraniana Iran International e Iran Wire, citando Ali Khezrian, membro della Commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del Parlamento. Secondo Khezrian, Araghchi "non era autorizzato a condurre negoziati" con gli statunitensi e i contatti si sono svolti al di fuori del quadro delle politiche della Repubblica islamica. "I membri del parlamento hanno registrato la procedura di impeachment contro Araghchi e la stanno portando avanti", ha dichiarato. Il ministro, ha aggiunto, "dovrà comparire davanti al parlamento al suo ritorno dal viaggio e spiegare su quali basi si è svolta questa conversazione con la controparte americana"
2026-09-24 11:05:58
Consigliere Khamenei: se raid Usa guerra fino Oceano Indiano
Se gli Stati Uniti dovessero attaccare di nuovo l'Iran, si aprirebbe un nuovo scenario di guerra fino all'Oceano Indiano. La minaccia è arrivata da Yahya Rahim Safavi, ex comandante dei Pasdaran e ora consigliere militare della Guida suprema, Mojtaba Khamenei. "Se gli Stati Uniti dovessero avviare una nuova guerra, potrebbe aprirsi davanti ai loro occhi un nuovo fronte, incentrato sul Mar Rosso e sullo Stretto di Bab el-Mandeb. Sono pronti a combattere su questo fronte?", ha chiesto retoricamente in un video diffuso dall'agenzia Fars
Il Libano: “Situazione umanitaria grave, serve il sostegno internazionale”
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha chiesto il sostegno internazionale per la crisi umanitaria nel sud del Paese, affermando che la risposta non può più attendere. Intervenendo a un dialogo di alto livello a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, Salam ha dichiarato che la situazione è "particolarmente urgente nel sud". Ha affermato che sostenere il ritorno delle famiglie costrette a lasciare il Paese a causa degli attacchi e delle minacce israeliane, ripristinare i servizi essenziali e i mezzi di sussistenza e promuovere la ricostruzione "non può essere rimandato fino a quando l'attuale crisi non sarà considerata conclusa". "Per il Libano, superare la crisi significa affrontare queste questioni ora".
Costa vede Pezeshkian: “Dialogo unica via per la pace”
"Ho avuto un colloquio franco e approfondito con il presidente dell'Iran Pezeshkian. Ho sottolineato che il dialogo è l'unica via per risolvere i conflitti e garantire una pace duratura nella regione". Così su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. "Ho chiesto la fine degli attacchi iraniani contro i paesi vicini e il pieno ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Ho esortato l'Iran a riprendere la cooperazione con l'Aiea. L'Ue è pronta a sostenere tutti gli sforzi diplomatici in corso".
Tajani all’Onu: “Ci batteremo ancora per l’abolizione della pena di morte”
Il vicepremier Antonio Tajani ha ricordato, nel suo discorso all'assemblea generale dell'Onu che l'Italia "continuerà a battersi per una moratoria universale sulla pena di morte". L'aula, ormai semivuota, ha tributato un applauso, così come poco dopo quando Tajani ha detto che l'Italia è in "prima linea per la libertà personale, per i diritti delle donne e contro, tra l'altro, la pratica atroce delle mutilazioni genitali femminili".
Tajani all’Onu: “L’Italia ospiterà ancora i colloqui tra Israele e Libano”
"In Libano si gioca una partita che riguarda l'intera regione. L'Accordo di Washington del 26 giugno ha aperto una porta. L'Italia è orgogliosa di continuare a ospitare a Roma le sessioni negoziali che hanno contribuito a mantenerla aperta". Lo ha detto Antonio Tajani nel suo discorso all'81esima Assemblea generale dell'Onu. "Per decenni i militari italiani hanno servito la pace nel Sud del Libano con Unifil e hanno contribuito alla formazione delle Forze Armate libanesi", ha sottolineato il ministro degli Esteri ricordando che "recentemente abbiamo approvato nuovi progetti per lo sviluppo di quell'area e continueremo a fare la nostra parte anche dopo che si sarà concluso il mandato della missione".
Tajani: “L’Onu deve agire di più, spesso appare impotente”
"Le Nazioni Unite sono nate per impedire che la violenza diventi l'unica legge. Ma per restare fedeli a quella missione, devono ritrovare la capacità di decidere e, soprattutto, di agire". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel suo discorso all'Onu. "Con questa convinzione, l'Italia continuerà a battersi per una moratoria universale sulla pena di morte", ha aggiunto il ministro suscitando l'applauso dell'Assemblea. "Dobbiamo avere il coraggio di dirlo: troppo spesso questa organizzazione appare impotente", ha detto ancora ricordando che il Consiglio di sicurezza "non deve essere un club esclusivo".
Tajani all’Onu: “Hormuz deve riaprire”
"Lo Stretto di Hormuz deve riaprire. Nel Golfo bisogna rilanciare il dialogo e chiedere all'Iran di abbandonare ogni minaccia nucleare e ogni politica aggressiva verso gli altri Paesi della regione". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, all'Assemblea generale dell'Onu. Tajani ha sostenuto che "devono cessare gli attacchi alla navigazione nel Mar Rosso, così come devono finire nel Mar Nero gli sconsiderati attacchi russi all'esportazione del grano ucraino verso l'Africa". Si tratta, ha rilevato di "crisi lontane, in apparenza, ma che entrano nelle case di tutti: fanno aumentare il prezzo dell'energia, dei cereali, del pane, dei fertilizzanti. Colpiscono le imprese, l'agricoltura e le famiglie".
Tajani all’Onu: “A Gaza troppa sofferenza, non c’è un minuto da perdere”
La pace in Medio Oriente potrà nascere soltanto dalla soluzione "due popoli, due Stati". Lo ha detto Antonio Tajani nel suo discorso all'81esima Assemblea generale dell'Onu. "A Gaza la tregua ha rallentato i combattimenti, non ancora la sofferenza. Ora non c'è un minuto da perdere. La tregua deve essere consolidata, gli aiuti umanitari devono entrare senza ostacoli e il disarmo di Hamas deve diventare realtà", ha sottolineato il ministro degli Esteri. "L'Italia ha impegnato fin dal primo giorno le proprie eccellenze della solidarietà - ha ricordato il vicepresidente del Consiglio - Con Food for Gaza abbiamo portato cibo e beni di prima necessità raccolti dai nostri agricoltori. Abbiamo accolto e curato bambini feriti e fragili. Abbiamo aperto università e centri di ricerca ai giovani palestinesi, perché un futuro Stato ha bisogno anche di una futura classe dirigente".
Operato il figlio dell’ambasciatore di Israele in Usa, è in pericolo vita
Neria Leiter, il riservista dell’Idf gravemente ferito in un attentato con un'auto in Cisgiordania, è stato sottoposto a un intervento chirurgico d'urgenza al cervello presso il Centro medico Shaare Zedek, ma la sua vita è ancora in pericolo, secondo una dichiarazione del dottor Alon Schwartz, primario del reparto traumatologico dell'ospedale. Si tratta del figlio dell’ambasciatore israeliano negli Usa.