✕

“Indossa capi di marchi vicini a Israele”, polemiche per la copertina di Francesca Albanese su Love

Ascolta l'audio

La relatrice Onu per i territori palestinesi ha posato come modella per la rivista di moda vestendo due brand che secondo i siti specializzati in monitoraggio dei finanziamenti allo stato ebraico andrebbero boicottati dai pro-Pal
1 minuti di lettura

Polemiche per l’ultima copertina della rivista di moda britannica Love Magazine nella quale posa, in versione da inedita modella, Francesca Albanese. Per la relatrice Onu per i territori palestinesi occupati la stylist della rivista, ovvero la persona che si occupa di scegliere gli abiti indossati nel servizio fotografico, ha selezionato una serie di marchi tra i quali alcuni finiti negli ultimi anni nel mirino dei pro-Pal perché considerati vicini a Israele.

Nello specifico si parla dei brand Loro Piana e Celine, entrambi appartenenti al colosso francese del lusso Lvmh e segnalati da Boycat, il portale che raccoglie i marchi internazionali che "sostengono l'occupazione israeliana, l'apartheid o violano i diritti dei palestinesi”. In particolare i due brand sarebbero eticamente lontani dalla causa palestinese perché l'amministratore delegato del gruppo, Bernard Arnault, e il miliardario statunitense Howard Schultz hanno investito nel 2021 nella società israeliana di sicurezza inf…

Polemiche per l’ultima copertina della rivista di moda britannica Love Magazine nella quale posa, in versione da inedita modella, Francesca Albanese. Per la relatrice Onu per i territori palestinesi occupati la stylist della rivista, ovvero la persona che si occupa di scegliere gli abiti indossati nel servizio fotografico, ha selezionato una serie di marchi tra i quali alcuni finiti negli ultimi anni nel mirino dei pro-Pal perché considerati vicini a Israele.

Nello specifico si parla dei brand Loro Piana e Celine, entrambi appartenenti al colosso francese del lusso Lvmh e segnalati da Boycat, il portale che raccoglie i marchi internazionali che "sostengono l'occupazione israeliana, l'apartheid o violano i diritti dei palestinesi”. In particolare i due brand sarebbero eticamente lontani dalla causa palestinese perché l'amministratore delegato del gruppo, Bernard Arnault, e il miliardario statunitense Howard Schultz hanno investito nel 2021 nella società israeliana di sicurezza informatica Wiz.

La relatrice Onu, che al momento non ha risposto alla polemica sollevata dal quotidiano Il Foglio, è stata citata nella prima giornata dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso a New York dal presidente brasiliano Luiz Inacio Lula Da Silva che nel corso del suo intervento ha dichiarato: "La relatrice speciale dell'Onu Francesca Albanese non deve essere silenziata per aver detto la verità".

Leggi i commenti