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Che cosa è la trappola di Tucidide citata ancora una volta da Xi Jinping nell’incontro con Trump

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La teoria del politologo Graham Allison secondo cui una guerra diventa probabile quando una potenza emergente minaccia quella dominante, come oggi potrebbe accadere tra Cina e Stati Uniti, si ispira allo storico greco che attribuiva la guerra tra Atene e Sparta alla paura spartana per la crescente forza ateniese
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"I nostri due eserciti dovrebbero mantenere un dialogo costante e migliorare i meccanismi di comunicazione e prevenzione delle crisi. La trappola di Tucidide può essere superata". Lo ha dichiarato il presidente cinese, Xi Jinping, durante all'incontro alla Casa Bianca con il presidente americano, Donald Trump. Il leader cinese è tornato a evocare la trappola di Tucidide, dopo che lo aveva fatto anche nel maggio scorso in occasione del viaggio del presidente Usa in Cina. Ripubblichiamo sul tema l’articolo del classicista e scrittore Maurizio Bettini

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La “Trappola di Tucidide” è una formula che si deve a un politologo americano, Graham T. Allison, autore di un libro dall’esplicito titolo “Destined for War: Can America and China Escape Thucydides’s Trap?”, pubblicato nel 2017. Nelle parole di Allison, «la Trappola di Tucidide si riferisce al naturale, inevitabile scombussolamento che si verifica quando una potenza in ascesa minaccia di scalzare una potenza dominante... e quando qu…

"I nostri due eserciti dovrebbero mantenere un dialogo costante e migliorare i meccanismi di comunicazione e prevenzione delle crisi. La trappola di Tucidide può essere superata". Lo ha dichiarato il presidente cinese, Xi Jinping, durante all'incontro alla Casa Bianca con il presidente americano, Donald Trump. Il leader cinese è tornato a evocare la trappola di Tucidide, dopo che lo aveva fatto anche nel maggio scorso in occasione del viaggio del presidente Usa in Cina. Ripubblichiamo sul tema l’articolo del classicista e scrittore Maurizio Bettini

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La “Trappola di Tucidide” è una formula che si deve a un politologo americano, Graham T. Allison, autore di un libro dall’esplicito titolo “Destined for War: Can America and China Escape Thucydides’s Trap?”, pubblicato nel 2017. Nelle parole di Allison, «la Trappola di Tucidide si riferisce al naturale, inevitabile scombussolamento che si verifica quando una potenza in ascesa minaccia di scalzare una potenza dominante... e quando questo accade, lo stress strutturale che ne risulta rende lo scontro violento la regola, non l’eccezione». La situazione che Allison ha in mente è quella che si potrebbe creare (o si sta già creando?) fra Cina e Stati Uniti.

Che cosa c’entra in tutto ciò Tucidide, lo storico greco vissuto ad Atene nel V secolo a. C. e autore della celebre opera “La guerra del Peloponneso”, combattuta fra Atene e Sparta nel periodo 431-404 a. C.? Allison ha in mente un passo preciso dell’opera (1, 23, 6), quello in cui l’autore scrive: «La ragione più autentica, per quanto mai dichiarata [di questa guerra], penso che fosse questa: la crescente potenza ateniese, e la paura che essa incuteva agli Spartani, resero la guerra inevitabile. In ogni caso, le cause dichiarate furono poi le seguenti …». Tucidide non parla di trappola, sta solo cercando la causa “più vera” (alethestáte) della guerra, ben diversa dalle ragioni espresse dai due contendenti. Lo storico fa comunque un’affermazione molto decisa, e tutto sta in un verbo, anankásai, «resero inevitabile» la guerra: quasi fosse motivata da un destino, la anánke dei Greci, quella che Leopardi chiamava «la ferrata Necessità». Da qui l’idea di «trappola» che Allison ha estrapolato dalle parole dello storico greco: quasi che alludesse a un meccanismo che scatta indipendentemente dall’azione umana.

Tucidide tiene molto a questa interpretazione degli eventi. Ci torna anche più avanti nel libro primo (88), quando afferma che gli Spartani «si convinsero che si doveva entrare in guerra non tanto perché persuasi dai discorsi degli alleati, quanto per il timore che la potenza ateniese crescesse ancora, vedendo che la maggior parte della Grecia era ormai sotto il loro dominio».

Ciò detto, però, il problema resta un altro: la trappola di Tucidide è un evento contingente, relativo cioè a una guerra combattuta in Grecia oltre duemila quattrocento anni fa; o funziona come una regola universale, valida in ogni luogo e in ogni tempo? Il politologo americano corrobora questa sua teoria con una serie di esempi storici che, malauguratamente, sembrano dargli ragione.

Pur se questa fede universale in un determinato principio ricorda comunque un difetto tipico della cultura da cui Allison proviene: una certa, tipica, resistenza a rendersi conto che le culture altre, sia antiche che moderne, sono molto diverse da quella americana. Ricordo solo il recente libro di Walter Scheidel, “What is ancient history”, in cui l’autore propone di riscrivere (niente meno) la storia universale, dal paleolitico alla caduta dell’Impero Romano, in una prospettiva che è esclusivamente occidentale. O peggio ancora, le infelici imprese compiute dagli Usa per portare “pace e democrazia” in Paesi la cui cultura politica e la cui società funzionavano in tutt’altro modo e non richiedevano affatto di queste ‘importazioni’. In definitiva, continuiamo ad augurarci che la cosiddetta trappola di Tucidide sia stata solo una congiuntura storica relativa alla guerra fra Atene e Sparta, ossia un conflitto fra due popoli che, oltre duemila e quattrocento anni fa, in Grecia, si combattevano con spade, lance e scudi: e non fra potenze mondiali tanto provviste di armi terrificanti, quanto inestricabilmente connesse da una rete di vincoli economici, commerciali, produttivi e tecnologici.

(Pubblicato il 15 maggio 2026)

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