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Trump invita Putin al G20, Zelensky: “Vuole solo la guerra”

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Rubio a Lavrov: “Speriamo accetti di venire a Miami”- Il leader ucraino: “È il paziente zero dei conflitti, deve essere fermato”
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NEW YORK – Il paradosso della guerra tra Russia e Ucraina è quasi perfetto. Il presidente russo Putin è stato invitato dagli Usa a sedersi al tavolo del G20 a Miami, a dicembre. Lui è pronto a incontrare Trump, ma non a sedersi al tavolo della pace. Il segretario di Stato Rubio gli ha offerto - più di un anno dopo il deludente bilaterale in Alaska - un nuovo palcoscenico in un momento in cui i negoziati restano bloccati. È il ritorno della politica trumpiana del faccia a faccia, ma con poche speranze.

Nell’incontro a New York con l’omologo russo Lavrov a margine dell’Assemblea generale Onu, Rubio ha annunciato l’invito a Putin. «Per risolvere i problemi è necessario incontrare le persone con cui si è in disaccordo. Per questo abbiamo invitato il presidente Putin al G20. È un’opportunità per lui di confrontarsi non solo con il presidente, ma anche con altri leader mondiali. Ci auguriamo che accetti l’invito». Il Cremlino ha risposto poco dopo: «Se parliamo di un incontro tra Russia e S…

NEW YORK – Il paradosso della guerra tra Russia e Ucraina è quasi perfetto. Il presidente russo Putin è stato invitato dagli Usa a sedersi al tavolo del G20 a Miami, a dicembre. Lui è pronto a incontrare Trump, ma non a sedersi al tavolo della pace. Il segretario di Stato Rubio gli ha offerto - più di un anno dopo il deludente bilaterale in Alaska - un nuovo palcoscenico in un momento in cui i negoziati restano bloccati. È il ritorno della politica trumpiana del faccia a faccia, ma con poche speranze.

Nell’incontro a New York con l’omologo russo Lavrov a margine dell’Assemblea generale Onu, Rubio ha annunciato l’invito a Putin. «Per risolvere i problemi è necessario incontrare le persone con cui si è in disaccordo. Per questo abbiamo invitato il presidente Putin al G20. È un’opportunità per lui di confrontarsi non solo con il presidente, ma anche con altri leader mondiali. Ci auguriamo che accetti l’invito». Il Cremlino ha risposto poco dopo: «Se parliamo di un incontro tra Russia e Stati Uniti, il presidente è pronto», ha detto il portavoce Dmitry Peskov. «Ma è in corso una crescente militarizzazione dell’Ucraina. Gli Stati europei stanno cercando di reperire sempre più fondi per l’acquisto di armamenti. Il regime di Kiev continua la sua attività, che è in gran parte terroristica», ha aggiunto, confermando che al momento «non ci sono i presupposti per i negoziati», salvo poi aggiungere. «Siamo grati per l’invito e lo accogliamo con favore, prenderemo una decisione».

L’invito show di Trump non sembra arrivare nel momento migliore. Poche ore dopo, nel suo intervento all’Assemblea generale, Zelensky ha risposto con un discorso duro e sarcastico: «Stamattina, mentre ero in viaggio verso New York, da qualche parte nei cieli sopra il grande e splendido Oceano Atlantico, ho letto il post del presidente Trump su Truth Social. Il presidente scriveva che la Russia ha perso il controllo della sua industria del diesel a causa della guerra con l’Ucraina; è difficile immaginare una perdita più umiliante per un Paese che detiene un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu e va così fiero delle proprie esportazioni di petrolio». Zelensky ha parlato del programma di difesa balistica Freja, lanciato ad agosto, a cui partecipano «già dieci Paesi», tra i quali ha citato l’Italia. E ha detto di Putin: «Nessuno vuole la guerra, solo uno lo vuole», per poi definirlo un «paziente zero che va fermato». Trump, no: lui considera Putin l’ospite d’onore a cui offrire la scena nell’evento più globale dell’anno. Ma se in Alaska aveva ricevuto promesse vuote, sotto le palme di Miami potrebbe trovare una poltrona vuota.

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