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Guerra in Iran, le news di oggi. Pezeshkian: “Gli usa devono decidere se finire o no il conflitto”

Masoud Pezeshkian
Masoud Pezeshkian (agf)
Il presidente iraniano a New York: “Siamo noi il paese attaccato. Contatti con gli Houthi, ma non prendono ordini da noi”
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Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, a New York in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu, ha precisato che devono essere gli Stati Uniti “a decidere se far finire o meno la guerra. L’Iran è il pasese attaccato e si è difeso”.

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Gli Houthi: “Arabia Saudita colpita vicino al confine”. Ma Riad nega

Gli Houthi rivendicano attacchi contro siti militari sauditi vicino al confine tra Arabia Saudita e Yemen. Lo riporta Al Jazeera. Il gruppo dichiara di aver colpito l'area di al-Tuwal, a Jizan, e alcune postazioni missilistiche presso l'accampamento di Al-Dagharir. L'Arabia Saudita non ha confermato gli attacchi.

Pezeshkian: “Khamenei gode di ottima salute”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che la guida suprema Mojtaba Khamenei, assente dalla scena pubblica da mesi, gode di ottima salute, smentendo le voci secondo cui sarebbe deceduto o in stato di morte cerebrale. Intervistato da Fox News, il presidente iraniano ha detto di aver incontrato Khamenei "circa un mese fa" per un colloquio. "Non ricordo le date esatte. Circa un mese, un mese e mezzo fa", ha detto Pezeshkian. "Ci siamo incontrati per circa sette ore. Può governare senza problemi". Pezeshkian ha attribuito l'isolamento di Khamenei alla "mancanza di sicurezza creata dalle azioni di stranieri", definiti "aggressori". Le condizioni di Khamenei sono oggetto di interrogativi da quando, secondo quanto riferito, è rimasto gravemente ferito durante l'operazione 'Epic Fury', che ha ucciso suo padre e predecessore insieme a diversi membri della sua famiglia.

La Turchia: “Attacchi di Netanyahu a Erdogan senza fondamento”

Ankara respinge come "prive di fondamento" le dichiarazioni di Netanyahu che ha accusato Erdogan, sostenitore della causa palestinese, di essere un "tiranno" alle Nazioni Unite. Gli attacchi di Netanyahu sono "privi di fondamento" e non possono "far dimenticare alla gente i suoi massacri, la catastrofe umanitaria a Gaza e i procedimenti legali avviati ai sensi del diritto internazionale", ha dichiarato Burhanettin Duran, direttore della comunicazione del governo turco, all'agenzia di stampa ufficiale Anadolu.

La Colombia rompe i rapporti diplomatici con l’Iran

La Colombia ha rotto formalmente i rapporti diplomatici con l'Iran, una decisione annunciata dal ministero degli Esteri guidato dal cancelliere Omar Bula Escobar. Bogotà ha motivato la misura con le proprie priorità in materia di sicurezza nazionale e regionale e di lotta al crimine transnazionale, citando in una nota ufficiale presunti legami del governo iraniano con gruppi terroristici e narcoterroristi. Tra le altre ragioni indicate figurano violazioni dei diritti umani in Iran, attacchi contro Paesi estranei al conflitto in Medio Oriente, il blocco dello stretto di Hormuz e l'ostruzione alle attività dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) sul programma nucleare iraniano. Secondo il ministero degli Esteri colombiano, questi elementi hanno deteriorato la fiducia tra i due governi. La rottura dei rapporti diplomatici, stabiliti nel 1975, non comporta tuttavia la fine di quelli consolari, che resteranno in vigore in base alle Convenzioni di Vienna del 1961 e del 1963.

Teheran: “L’Europa complice non resterà impunita”

La "complicità" dell'Europa negli attacchi contro l'Iran "non resterà impunita". Lo dice il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, rispondendo alle parole del Segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo cui cinquemila aerei sarebbero decollati da basi militari europee a sostegno delle operazioni militari statunitensi contro l'Iran. "L'ammissione del Segretario generale della Nato ha dimostrato che l'Europa è stata parte dell'infrastruttura dell'aggressione", scrive Gharibabadi su X. "I governi che hanno messo a disposizione il proprio territorio agli Stati Uniti non possono sottrarsi alla propria responsabilità. Questa complicità non rimarrà senza risposta".

Pezeshkian: “Gli Usa devono decidere se finire o no la guerra”

Sono gli Usa che "devono decidere" se porre fine alla guerra: "Noi non abbiamo scelto la guerra, siamo stati attaccati e abbiamo dovuto difenderci". Lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un'intervista a Fox News, in merito a una domanda sulle sue previsioni relative alla fine del conflitto.

Pezeshkian: “Contatti con gli Houthi, ma non prendono ordini da noi”

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha affermato, in un'intervista a Fox News, che gli "Houthi sono responsabili delle proprie azioni" e "non ricevono direttive" dall'Iran. "Abbiamo contatti con loro", ha tuttavia aggiunto il presidente riferendosi al gruppo armato filo-iraniano che nelle ultime settimane ha intensificato gli attacchi contro l'Arabia Saudita.

Incontro tra i Paesi firmatari degli Accordi di Abramo

I rappresentanti dei Paesi firmatari degli Accordi di Abramo, ovvero Israele, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Marocco, si sono riuniti a New York per la prima volta dal gennaio 2023. La tavola rotonda è stata organizzata dalla Fondazione N7 dell'Atlantic Council, che si impegna a promuovere gli Accordi di Abramo. Hanno partecipato anche il sottosegretario di Stato americano Allison Hooker e un rappresentante del Kazakistan. I rappresentanti hanno discusso le modalità per rafforzare gli Accordi di Abramo, che gli Stati Uniti hanno faticato ad ampliare dopo lo scoppio della guerra a Gaza. Nel comunicato stampa della Fondazione N7 relativo all'incontro non è stata pubblicata alcuna foto.

Netanyahu: “Non abbiamo avuto partner migliore di Trump”

"Non abbiamo avuto partner migliore del Presidente Trump. Lo ringrazio. Lo ringrazio per la sua leadership coraggiosa. Ha affrontato con coraggio un pericolo enorme per l'America, per Israele e per il mondo; ha capito che, se lasciati indisturbati, i fanatici Ayatollah - che inneggiano a "Morte all'America, morte a Israele" - avrebbero finito per realizzare i loro folli propositi". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York.

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