Stati Uniti e Iran continuano a trattare sulla riapertura di Hormuz e sul nucleare, i due nodi principali dello stallo. Per i mediatori gli ultimi colloqui sono stati “positivi”. Trump ha però respinto la proposta e, secondo il Wall Street journal, sarebbe pronto a nuovi attacchi contro Teheran dopo le elezioni di midterm.
Media, udite esplosioni nello stretto di Hormuz
L'agenzia di stampa irachena Naya News Agency, affiliata all'asse iraniano, ha riportato di aver udito delle esplosioni vicino all'isola di Qeshm, nello stretto di Hormuz, nel sud dell'Iran. Secondo il comunicato, la causa delle esplosioni è ancora sconosciuta. Lo riporta Ynet.
Media, un morto in raid Idf su campo di Nuseirat a Gaza
Un palestinese è morto e altri sono rimasti feriti a causa di un bombardamento israeliano nel campo rifugiati di Nuseirat nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che droni israeliani hanno preso di mira il sito vicino alla Torre Al-Nouri, a ovest del campo.
L’esercito israeliano: “Attaccato un deposito di armi di Hezbollah nel sud del Libano”
L'esercito israeliano ha annunciato di aver attaccato un deposito di armi di Hezbollah nel sud del Libano nella zona di Sajad. In un post pubblicato su X, l'Idf ha precisato che il deposito "conteneva armi utilizzate per colpire i soldati (dell'esercito israeliano) operanti nella Zona di Sicurezza, ed è stato colpito per eliminare la minaccia che rappresentava".
Lavrov: “La Russia è pronta a contribuire per la stabilizzazione del Medio Oriente”
"Sono in corso ripetuti scontri nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, nonostante ciò stia danneggiando la navigazione e il commercio globali. Abbiamo bisogno dei presupposti per risolvere questa crisi. Dobbiamo confidare nelle relazioni tra gli Stati del Golfo, gli Stati arabi e l'Iran. Abbiamo bisogno di un'architettura regionale stabile. È questo che guida la nostra concezione di sicurezza collettiva nel Golfo Persico. La Russia, insieme ad altri Paesi responsabili, è pronta a contribuire in modo costruttivo alla stabilizzazione di questa regione strategicamente importante.
Siamo convinti che sia giunto il momento di risolvere la questione principale in Medio Oriente, garantendo la statualità palestinese sulla base delle innumerevoli risoluzioni dell'Onu".
Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov parlando all'Assemblea Generale dell'Onu.
Axios: “Dialogo Teheran-Usa resta costruttivo”
Donald Trump ha respinto il piano iraniano per la riapertura di Hormuz perchè considera che Teheran non controlli davvero lo stretto, ma i canali di comunicazione tra le due capitali non sono chiusi. Anzi.
Discussioni "positive e costruttive" sono ancora in corso tra Stati Uniti e Iran tramite i mediatori, anche su questioni nucleari, ha riferito una fonte Usa ad Axios.
Gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, hanno tenuto questa settimana un nuovo ciclo di negoziati indiretti con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ai margini dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.
Funzionari qatarioti hanno partecipato ai negoziati e trasmesso messaggi tra le due parti, hanno riferito fonti con conoscenza diretta.
Araghchi ha fatto recapitare a Witkoff e Kushner le condizioni dell'Iran per la riapertura di Hormuz e la ripresa dei colloqui nucleari. Ma secondo le fonti di Axios, i negoziatori statunitensi hanno replicato agli iraniani che il regime non controlla lo stretto e quindi non può fare richieste al riguardo. (AGI)Sab
Trump: “Respingo la proposta dell’Iran”
Donald Trump conferma di aver respinto la proposta dell'Iran per un tregua di sette giorni. Lo afferma il presidente prima di partire per il Tennessee. "Hanno fatto un proposta, l'ho respinta", ha riferito. Il Wall Street Journal aveva anticipato la decisione di Trump. "Vogliono raggiungere un'intesa che preveda l'immediata riapertura dello Stretto, perché si trovano in una posizione di forte svantaggio", ha sostenuto Trump.
"Vogliono trattare e, in linea di principio, anch'io sono favorevole a un accordo, ma le condizioni che propongono non sono accettabili", ha spiegato.
"Si sono rovinati con le loro mani. Hanno detto: 'Chiudiamo lo Stretto e creiamo un problema al mondo'. Poi sono arrivato io e abbiamo imposto il più grande blocco navale della storia militare", ha proseguito, e "adesso non hanno più soldi. Volevano chiudere lo Stretto e siamo stati noi a chiuderlo a loro".
Pezeshkian: “Mediazione in corso ma poca fiducia negli Usa”
Qatar e Pakistan continuano a mediare tra Washington e Teheran, ma l'Iran ha perso fiducia negli Stati Uniti come partner negoziale. Lo dice il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ad Al Jazeera. "Dopo gli attacchi e le sanzioni che hanno fatto seguito a tutti i negoziati, non abbiamo più fiducia in Washington", afferma Pezeshkian in un'intervista all'emittente. "Il Qatar e il Pakistan stanno attualmente mediando tra l'Iran e gli Stati Uniti e stanno trasmettendo i nostri messaggi a Washington", aggiunge Pezeshkian. I colloqui si basano sul Memorandum d'intesa firmato a giugno tra Stati Uniti e Iran e successivamente naufragato a causa di controversie sullo Stretto di Hormuz. Risolvere la crisi nello stretto è possibile solo attraverso i negoziati, non con l'uso della forza", ha ribadito, aggiungendo che la sicurezza sarà garantita dalla cooperazione regionale e che "non abbiamo bisogno di un poliziotto regionale". "Abbiamo resistito agli attacchi israelo-americani e continueremo a rimanere fermi sulle nostre posizioni", afferma Pezeshkian che nega inoltre che l'Iran sia coinvolto negli scontri tra l'Arabia Saudita e i ribelli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran. "Teheran è pronta a contribuire alla risoluzione del conflitto tra Arabia Saudita e Yemen", ha affermato, aggiungendo che l'Iran "non prenderà parte all'innesco di guerre nella regione"
Esercito Iran: “Se gli Usa ci attaccano colpiremo le loro basi nella regione”
"Nel caso in cui gli Stati Uniti commettessero un errore nei confronti dell'Iran, tutte le loro basi operative e i loro interessi nella regione saranno oggetto di attacchi continui, efficaci e dolorosi, senza alcun vincolo o riserva", si legge in una dichiarazione rilasciata oggi dal Quartier Generale Centrale di Khatamolanbiya, riportata dall'agenzia iraniana Mehr. "Qualsiasi decisione degli Stati Uniti di sferrare nuovi attacchi contro l'Iran deve tenere conto del fatto che la regione non è costituita da un unico campo di battaglia; il Golfo Persico, il Mar Rosso, le basi statunitensi e altre località della regione potrebbero tutte essere colpite dalle conseguenze di uno scontro diretto", ha aggiunto. "Le forze armate iraniane sono pronte ad affrontare qualsiasi scenario e qualsiasi errore di valutazione da parte del nemico sarà contrastato con una risposta decisa e massiccia. Qualora le nazioni della regione — persistendo in una politica ambigua nei confronti dell'Iran — si allineassero a un atto di aggressione da parte del 'Grande Satana' (riferendosi agli Stati Uniti), verrebbero tutte considerate complici di questo atto di malvagità e non potrebbero più aspettarsi moderazione o tolleranza da parte delle potenti forze armate iraniane" ha concluso il Quartier Generale Centrale di Khatamolanbiya
Elezioni legislative palestinesi: al via le candidature
Al via le candidature in vista delle attese elezioni palestinesi di novembre. La commissione elettorale centrale dell'Autorità palestinese ha reso noto che è aperta la procedura per la presentazione delle candidature a due mesi dal voto previsto per il 28 novembre. C'è tempo fino al 7 ottobre, riferisce l'agenzia palestinese Wafa, per la presentazione delle liste negli uffici centrali di al-Birej, in Cisgiordania, e Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza. La comunità internazionale teme un rinvio del voto, in particolare per problemi logistici. Risalgono al 2006 le ultime elezioni legislative nei Territori palestinesi. Era l'anno del trionfo di Hamas su Fatah, il partito del leader dell'Anp, Mahmoud Abbas, 91 anni a novembre. Dal 2007, anno in cui Hamas prese il controllo della Striscia di Gaza, il Consiglio legislativo palestinese, il Parlamento dell'Anp, non si riunisce in sessione ordinaria. A luglio Abbas, vincitore delle ultime elezioni per la presidenza dell'Anp del 2005, ha annunciato la data del voto per le legislative. Non è chiaro, evidenziano i media israeliani, se Hamas o candidati affiliati potranno partecipare alle elezioni. Non c'è ancora una data per le presidenziali che dovrebbero tenersi nel primo trimestre del prossimo anno
Mauritius, negato il permesso di atterraggio a un volo da Israele: “Decisione politica”
Secondo l'agenzia di viaggi Spirit World Productions, un volo Air Seychelles è stato cancellato dopo che Mauritius ha vietato l'atterraggio a un volo proveniente da Israele. La compagnia ha affermato che il volo è stato cancellato "nonostante gli sforzi compiuti durante la notte e, secondo le informazioni fornite, si è trattato di una decisione dettata da considerazioni politiche"
Trump pubblica su Truth la mappa nella quale Hormuz diventa lo “Stretto di Trump”
Lo "Stretto di Trump". Nella notte Donald Trump ha pubblicato su Truth una mappa in cui lo Stretto di Hormuz viene indicato come "Stretto di Trump". Nei giorni scorsi, affermando che "stiamo vincendo la guerra" e "controlliamo lo Stretto di Hormuz", il tycoon ribadiva che "dovremmo chiamarlo 'Stretto di Trump'". "Dovrò pur ricavarci qualcosa", aggiungeva. Ad agosto il tycoon aveva pubblicato su Truth un'immagine con una mappa dello Stretto di Hormuz descritto "nuovo Territorio Usa"
Media: “Intelligence egiziana avvertì Israele prima del 7 ottobre”
Abbas Kamel, capo dell'intelligence egiziana, si era recato in Israele il 26 settembre 2023 per avvertire che Hamas sembrava prepararsi a un attacco su larga scala e il tempo utile per scongiurare un disastro stava per scadere. Lo riporta The Atlantic, citando funzionari israeliani, egiziani, statunitensi ed europei. Kamel non fornì ai funzionari israeliani una data, né informazioni specifiche su quello che meno di due settimane dopo, il 7 ottobre, si sarebbe rivelato un attacco multidimensionale contro Israele, e non è chiaro con chi esattamente abbia avuto colloqui, specifica The Atlantic, ma secondo un ex funzionario israeliano "non esiste scenario possibile" in cui i vertici israeliani incontrino il capo dell'intelligence egiziana senza che il primo ministro Benjamin Netanyahu "ne sia al corrente". Nei giorni successivi all'attacco, l'ufficio di Netanyahu ha negato che il premier avesse ricevuto avvertimenti dall'Egitto riguardo alla situazione a Gaza
Pezeshkian: “Mojtaba Khamenei sta bene”
"Non ha alcun problema di salute particolare né difficoltà in corso". Ha risposto così il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, a una domanda della Cbs sulla Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, che non si è mai fatto vedere in pubblico da quando, a inizio marzo, ha preso il posto del padre, Ali Khamenei, ucciso all'inizio delle operazioni militari che il 28 febbraio scorso Usa e Israele avviarono contro l'Iran. In un'intervista Pezeshkian, cardiochirurgo, ha affermato di aver incontrato in "due occasioni" Mojtaba Khamenei e ha sottolineato come l'ultimo faccia a faccia sia andato avanti per "oltre sette "ore. "Dal punto di vista clinico, è in perfetta salute - ha ripetuto - Ascoltatemi, ascoltatemi come medico. Non ha alcun problema di salute".
Pezeshkian: “Gli ispettori nucleari dell’Onu potranno entrare in Iran”
In un'intervista a Cbs News Pezeshkian ha affermato che l'Iran potrebbe consentire il ritorno degli ispettori nucleari dell'Onu. Quando gli è stato chiesto delle precedenti restrizioni imposte agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) delle Nazioni Unite e se ora sarebbe stato loro consentito l'accesso, ha risposto che la dichiarazione era "corretta", aggiungendo: "Se desiderano entrare ed effettuare ispezioni, possiamo raggiungere accordi e intese su questo specifico argomento nell'ambito dei negoziati".
Intercettati droni degli Houthi diretti a Riad
La coalizione a guida saudita ha annunciato di aver intercettato e distrutto due droni diretti verso Riad e due missili balistici lanciati dagli Houthi contro Khamis Mushait, città nel sudovest dell'Arabia Saudita che ospita una base aerea. I nuovi attacchi del gruppo yemenita sostenuto dall'Iran arrivano dopo la condanna del Consiglio di sicurezza dell'Onu per l'escalation contro il regno.
Media: “Trump ha respinto la proposta di accordo, nuovi attacchi dopo le elezioni di midterm”
Donald Trump ha respinto il piano iraniano per un tregua di sette giorni a ha riferito ai suoi collaboratori che intende riprendere a bombardare l'Iran dopo le elezioni di metà mandato. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo il quale la proposta iraniana avrebbe portato alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alla ripresa dei negoziati sul nucleare, in cambio della revoca del blocco americano.
Pezeshkian: “Se gli Usa accettano la proposta al via subito la prima fase”
In un'intervista a CBS News, Pezzeskian ha affermato che "se gli Stati Uniti accetteranno la proposta dell’Iran di sette giorni riguardo allo Stretto di Hormuz, il processo di attuazione inizierà immediatamente e le forze militari del governo iraniano vi aderiranno". Il presidente iraniano ha esaminato questa proposta nel quadro del Memorandum d'intesa di Islamabad, che persegue gli stessi obiettivi, e ha affermato: "In definitiva, le richieste incluse in quel memorandum e in quell'intesa sono state ora suddivise in fasi, in modo da poter procedere in base a tali fasi".
7 ottobre, “l’Egitto aveva avvertito Netanyahu”
Dopo la notizia diffusa da Haaretz su un presunto avvertimento a Benjamin Netanyahu da parte del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, sull'attacco del 7 ottobre, una nuova inchiesta giornalistica potrebbe alimentare il caos in Israele. Secondo la rivista The Atlantic, poco prima dell'invasione giuidata da Hamas, un avvertimento egiziano fu trasmesso dall'allora capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamel, ad alti funzionari israeliani all'aeroporto Ben Gurion. Già due giorni dopo la strage messa in atto dall'organizzazione palestinese, un funzionario dell'intelligence egiziana aveva dichiarato all'Associated Press che Israele aveva ignorato ripetuti avvertimenti sul fatto che Hamas stesse pianificando "qualcosa di grosso", e il sito di notizie Ynet aveva riferito che proprio Kamel aveva avvertito personalmente Netanyahu dieci giorni prima delle atrocità.
Il Pentagono rivede al rialzo il numero dei feriti Usa in Iran
Il bilancio dei feriti nella guerra in Iran è stato rivisto al rialzo a 861 dal Pentagono senza fornire spiegazioni. Lo riporta il Washington Post. Nel corso della settimana il numero è aumentato di 37 unità, di cui 29 marinai e otto marine. Più della metà dei casi è classificata nell'ambito di "operazioni avvenute all'estero" a partire dall'inizio della tregua di luglio fra Stati Uniti e Iran. In precedenza, il conteggio rientrava nell’operazione “Epic Fury”.
Gli Usa: “In corso colloqui postivi con l’Iran”
Un funzionario statunitense ha dichiarato a Reuters che gli Stati Uniti stanno tenendo colloqui "positivi e costruttivi" con l'Iran tramite mediatori, e che le due parti continuano a discutere anche la questione nucleare. Le osservazioni sono state fatte in risposta a una domanda sulla proposta annunciata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo la quale Teheran ha offerto agli Stati Uniti un accordo che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz entro una settimana.
Araghchi: “Il nostro piano prevede la riapertura di Hormuz in 7 giorni”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che Teheran ha offerto a Washington un piano che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz alla navigazione marittima entro sette giorni. "L'Iran ha trasmesso agli Stati Uniti, tramite il Qatar, un piano concreto di sette giorni. Se le condizioni necessarie saranno soddisfatte, lo stretto potrà essere riaperto e il normale passaggio marittimo ripristinato entro sette giorni", ha dichiarato alle Nazioni Unite. "La scelta ora spetta agli Stati Uniti. L'Iran non accetta coercizione, minacce o intimidazioni e non rinuncerà ai suoi diritti sovrani sotto pressione".