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Battesimi e influencer-missionari, la Francia riscopre il cattolicesimo

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La folla che ieri ha acclamato il pontefice è il segno del risveglio della dimensione religiosa nel Paese simbolo della laicità
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PARIGI – Un’accoglienza trionfale. Tutti in piedi all’Eliseo. Due minuti di applausi alla fine del discorso pronunciato in francese da Leone XIV. Emmanuel Macron poi gli prende le mani per ringraziarlo, visibilmente emozionato. Qualche ora dopo la scena si ripete all’Unesco. Nelle strade di Parigi è una folla in delirio ad accompagnare il passaggio della papamobile bianca. Qualcuno piange. «Guarda, è il Papa, è pazzesco!», esclama un giovane tra la folla. Più avanti si levano cori di «Papa Leone!» e «Alleluia». Scout che cantano, bambini che gridano «Viva il Papa», rock cristiano mescolato al suono di una cornamusa. Dai balconi pendono bandiere vaticane e striscioni di benvenuto. La sera sono poi i giovani a riempire lo Stade de France per la grande veglia con il Pontefice.

La patria della laïcité, dove la pratica religiosa è da decenni in declino e dove aborto e fine vita sono diventati negli ultimi anni terreni di scontro con la Chiesa cattolica, riscopre per quattro giorni una form…

PARIGI – Un’accoglienza trionfale. Tutti in piedi all’Eliseo. Due minuti di applausi alla fine del discorso pronunciato in francese da Leone XIV. Emmanuel Macron poi gli prende le mani per ringraziarlo, visibilmente emozionato. Qualche ora dopo la scena si ripete all’Unesco. Nelle strade di Parigi è una folla in delirio ad accompagnare il passaggio della papamobile bianca. Qualcuno piange. «Guarda, è il Papa, è pazzesco!», esclama un giovane tra la folla. Più avanti si levano cori di «Papa Leone!» e «Alleluia». Scout che cantano, bambini che gridano «Viva il Papa», rock cristiano mescolato al suono di una cornamusa. Dai balconi pendono bandiere vaticane e striscioni di benvenuto. La sera sono poi i giovani a riempire lo Stade de France per la grande veglia con il Pontefice.

La patria della laïcité, dove la pratica religiosa è da decenni in declino e dove aborto e fine vita sono diventati negli ultimi anni terreni di scontro con la Chiesa cattolica, riscopre per quattro giorni una forma di entusiasmo papale. Per ritrovare un appuntamento paragonabile, osserva Le Monde, bisogna forse risalire alle Giornate mondiali della gioventù del 1997. Una visita definita «storica» dai principali quotidiani francesi, alla quale la tv di Stato ha dedicato una copertura eccezionale, con dirette quasi ininterrotte. Persino la Grande Moschea di Parigi ha scelto di consacrare al viaggio papale la predica del venerdì.

«Non sono sorpreso, ma sono comunque felicemente colpito dal fervore che si sta sviluppando» ha ammesso alla vigilia il cardinale Jean-Marc Aveline, presidente della Conferenza episcopale francese e principale artefice dell’invito al Pontefice. È stato Aveline a presentare a Leone XIV la Francia come una sorta di “laboratorio” del nuovo cattolicesimo europeo. Ma anche Macron ha lavorato per portare un Papa nella capitale. Con Francesco non ci era mai riuscito. Nel dicembre 2024 aveva declinato anche gli insistenti inviti dell’Eliseo per la riapertura di Notre-Dame. Macron non assisterà alla grande messa di sabato a place de la Concorde, mantenendo la tradizionale distanza istituzionale tra il capo dello Stato e una celebrazione religiosa, ma tornerà al fianco di Leone XIV lunedì a Metz.

Ed è proprio alla laïcité che Leone XIV ha voluto dedicare uno dei passaggi più politici del suo discorso all’Eliseo. «La vera laicità non esclude la dimensione religiosa» ha sottolineato il pontefice, citando il motto della République, «Liberté, égalité, fraternité». Quasi a suggerire che, nella Francia di oggi, anche il rapporto tra fede e spazio pubblico torna a essere una questione centrale. A Pasqua in Francia sono stati battezzati oltre 13 mila adulti, quasi un terzo in più rispetto all’anno precedente, con una crescita particolarmente marcata tra i più giovani. E una parte di questo risveglio passa dagli schermi e da una nuova generazione di «missionari digitali cattolici». Influencer che spiegano la Bibbia in sessanta secondi, adattano il linguaggio religioso ai codici dei social e raggiungono centinaia di migliaia di follower. Alla vigilia dell’arrivo del Papa, alcuni di loro si sono ritrovati nella chiesa parigina di Saint-Sulpice per una veglia seguita da centinaia di persone.

È il volto più giovane e popolare di un cattolicesimo francese attraversato però anche da contraddizioni. Negli ultimi anni, infatti, si è rafforzata anche una corrente più identitaria e conservatrice, molto presente nella galassia mediatica costruita intorno a Vincent Bolloré, il miliardario bretone che si definisce «cattolico-democratico». È un mondo che con Papa Francesco aveva spesso mostrato insofferenza mentre con Leone i toni sono più prudenti. E anche questa Francia, almeno per i giorni della visita, sembra essersi accodata al fervore generale.

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