Live

Guerra in Iran, news. Axios: “Netanyahu oggi ad Abu Dhabi ha incontrato Mohammed bin Zayed”

Guerra in Iran, news. Axios: “Netanyahu oggi ad Abu Dhabi ha incontrato Mohammed bin Zayed”
(agf)
Media: “Trump prevede nuovi colloqui con Teheran questa settimana”. Idf: “Ucciso l’uomo che rapì Noa Argamani al Nova Festival il 7 ottobre”. Araghchi: “Preparati a riprendere la guerra, ma siamo pronti alla diplomazia”
1 minuti di lettura

Secondo Axios Benjamin Netanyahu è volato negli Emirati Arabi Uniti in mattinata e ha incontrato il presidente bin Zayed. Due fonti confermano che Netanyahu ha viaggiato con un aereo privato fino ad Abu Dhabi. Questa sera, il premier è rientrato in Israele. L'ufficio di Netanyahu si rifiuta di fornire dettagli sull'incontro.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato sempre ad Axios che sono previsti nuovi colloqui tra Usa e Iran la settimana prossima. Nei giorni scorsi, a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aveva incontrato gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner a New York

[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) Article Embed - HiMr747O4EdBSI0]]

Iscriviti a "La sottile linea rossa", la nuova newsletter di Gianluca Di Feo

Axios: “Netanyahu oggi ad Abu Dhabi ha incontrato Mohammed bin Zayed”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha visitato Abu Dhabi domenica e ha incontrato il presidente degli Emirati Mohammed bin Zayed (Mbz). E' quanto riferisce 'Axios' che cita fonti. La visita di Netanyahu arriva due settimane dopo che il quotidiano israeliano Haaretz aveva rivelato l'avvertimento che avrebbe rivolto Mbz a Netanyahu pochi giorni prima del 7 ottobre 2023

Media: “Ispezioni ai bagagli dei passeggeri israeliani ad Amsterdam”

I passeggeri israeliani che in questi giorni hanno volato da Tel Aviv ad Amsterdam con la compagnia El Al riferiscono che le autorità doganali olandesi hanno ispezionato i loro bagagli per accertarsi che non portassero prodotti provenienti dagli insediamenti in Cisgiordania o dalle alture del Golan. Lo riferisce il Times of Israel. Le autorità doganali olandesi avevano annunciato che a partire dal 22 settembre, "tutte le merci ottenute o prodotte, in tutto o in parte, in un insediamento israeliano illegale" non potranno entrare nel Paese

Israele revoca lo status ai diplomatici olandesi a Ramallah

"In seguito all'entrata in vigore la scorsa settimana di un'ordinanza che vieta l'importazione e la vendita di prodotti provenienti dalla Giudea e Samaria (Cisgiordania), da Gerusalemme Est e dalle Alture del Golan, questa sera abbiamo informato l'ambasciata dei Paesi Bassi in Israele che i diplomatici olandesi operanti a Ramallah devono restituire entro sette giorni la documentazione diplomatica rilasciata da Israele. Trascorso tale periodo, i privilegi e le immunità diplomatiche loro concessi dallo Stato di Israele cesseranno". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar affermando che "se i Paesi Bassi desiderano continuare a rappresentare i propri interessi presso i palestinesi, possono farlo dal territorio dell'Autorità Palestinese, anziché dal territorio dello Stato di Israele". Sàar ha ricordato che il mese scorso, è stata rimossa la delegazione olandese dal Centro internazionale di supporto per Gaza a Kiryat Gat, a seguito delle azioni intraprese dal governo olandese contro Israele. "Israele non ignorerà le misure volte a danneggiarlo. Qualsiasi Paese che agisca in modo ostile e unilaterale contro Israele perderà influenza e rilevanza nella regione. Ribadisco inoltre l'urgente necessità di affrontare l'antisemitismo e l'incitamento all'odio sempre più diffusi e apertamente visibili nelle strade dei Paesi Bassi. Non solo questo antisemitismo e questo incitamento non vengono affrontati seriamente, ma le politiche anti-israeliane del governo olandese li stanno alimentando", ha concluso il ministro

Israele, la polizia diffonde il video dell'attacco che ha ucciso il rapitore di Noa Argamani

La polizia israeliana ha diffuso un video che mostra l'attacco di ieri che ha ucciso un terrorista palestinese che aveva partecipato al rapimento di Noa Argamani e Avinatan Or il 7 ottobre 2023. L'attacco, nel quale è stato ucciso Saher Nidal Saqr, è stato condotto dall'unità d'élite Gideonim 33 della polizia israeliana

Trump: “Riprendere attacchi resta opzione valida”

Una ripresa degli attacchi all'Iran, "rimane un'opzione valida" se i prossimi colloqui non andranno nella giusta direzione. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ad Axios

Trump ad Axios: “Transitati a Hormuz più di 20 milioni di barili nel fine settimana”

Le forze armate americane stanno agevolando il transito di ingenti quantità di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Donald Trump, parlando con Axios, ha detto che, durante il fine settimana, è transitata attraverso lo stretto la maggiore quantità di petrolio dall'inizio del conflitto. "Più di 20 milioni di barili", ha aggiunto il tycoon. Un funzionario della difesa Usa ha confermato l'affermazione di Trump, precisando che venerdì sera sono stati esportati 22 milioni di barili di petrolio attraverso lo stretto. Sul punto, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha detto, intervenendo a Fox News, che "gli iraniani affermano che riapriranno lo Stretto di Hormuz entro sette giorni. Ma è già aperto. Se escludiamo il petrolio iraniano, che non stiamo lasciando uscire, la media attuale è tra i 15 e i 22 milioni di barili al giorno. Prima del conflitto si attestava sui 20 milioni. Quindi, sottraendo quel milione e mezzo o due milioni di barili iraniani i conti tornano", ha concluso. Bessent ha osservato poi che sta avendo successo l'azione di strangolamento dell'economia iraniana

Araghchi: “Preparati a riprendere la guerra, ma siamo pronti alla diplomazia”

Malgrado il rifiuto di Donald Trump alla proposta iraniana, Teheran continua a cercare una soluzione diplomatica al conflitto. "Siamo pienamente preparati a una ripresa della guerra. Restiamo fermi di fronte a qualsiasi nuova aggressione, anche se dovesse trattarsi di una guerra apocalittica", ha detto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un'intervista a Nbc News, a una domanda su un articolo del Wall Street Journal secondo cui Trump potrebbe voler riprendere gli attacchi dopo le elezioni di midterm di novembre. "Non è nei calcoli dell'Iran. Allo stesso tempo, siamo pronti alla diplomazia. Sta al presidente Trump scegliere"

Trump: “Il petrolio scenderà rapidamente appena la guerra sarà finita”

"Il petrolio scenderà rapidamente non appena la domanda diminuirà, non appena la guerra sarà finita. Il prezzo del petrolio crollerà e i prezzi del petrolio scenderanno". Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump parlando con i giornalisti e mentre si sta recando alla President's Cup in Illionis. "Ricordate una cosa: il petrolio oggi costa meno di quanto costasse durante l'amministrazione Biden. Detto questo, stiamo estraendo quantità enormi di petrolio. Ieri sera abbiamo estratto una quantità record di petrolio dallo Stretto di Hormuz, più di quanto ne avessimo estratto prima della guerra", sottolinea Trump

Media: “Trump prevede nuovi colloqui con l'Iran questa settimana”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ad Axios che sono previsti nuovi colloqui tra Usa e Iran la settimana prossima. Nei giorni scorsi, a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aveva incontrato gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner a New York. "Mi aspetto ulteriori colloqui con l'Iran", ha affermato il presidente Usa, "vogliono raggiungere un accordo, ma non è l'accordo che voglio io. E' quello che forse avremmo accettato un anno fa. Hanno esagerato". Secondo le ricostruzioni apparse sui media, Teheran avrebbe offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz e di riavviare i colloqui sul nucleare entro una settimana in cambio di un cessate il fuoco regionale e di una rimozione del blocco navale Usa e delle sanzioni sulle vendite di petrolio. Washington però avrebbe respinto questa proposta

Media: “Ben Gvir e centinaia di coloni irrompono nella moschea Al Aqsa”

Il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, l'esponente dell'estrema destra Itamar Ben-Gvir, ha fatto irruzione presso il Muro del Pianto nel complesso della Moschea di Al-Aqsa, per celebrare la festività ebraica di Sukkot, eseguendo rituali talmudici. Lo riporta l'agenzia turca Anadolu che cita un video trasmesso dall'emittente ebraica locale Kol Barama su x. Il filmato mostra Ben-Gvir, accompagnato da decine di coloni, mentre raggiunge il Muro del Pianto, la sezione occidentale del complesso della Moschea di Al-Aqsa, considerato dai musulmani il terzo luogo più sacro al mondo. Ben-Gvir, leader del partito di ultra-destra Otzma Yehudit, ha eseguito rituali talmudici sul posto e ha mostrato un grande rotolo della Torah. In una nota, il Governatorato di Gerusalemme ha riferito che 1.143 coloni hanno fatto irruzione nella Moschea di Al-Aqsa, entrando a gruppi successivi attraverso la Porta dei Magrebini (Mughrabi Gate). Il Times of Israel non cita Ben Gvir, ma conferma che circa mille ebrei, tra cui un deputato della Knesset appartenente all'estrema destra, hanno visitato il Monte del Tempio nella Città Vecchia di Gerusalemme per celebrare la festività di Sukkot. Alcuni filmati mostrano persone intente a pregare apertamente in quello che è considerato un luogo sacro per i musulmani. Agli ebrei è ufficialmente vietato pregare sul Monte, che nell'antichità ospitava i due templi sacri ebraici e rappresenta il luogo più sacro dell'ebraismo. I musulmani venerano il sito che ospita il complesso della moschea di Al-Aqsa come il Nobile Santuario. Israele gestisce la sicurezza generale dell'area, mentre il Waqf, un ente islamico, amministra le attività religiose. Ben Gvir, che ha la responsabilità della polizia israeliana, ha più volte dichiarato che la preghiera ebraica è ormai consentita nel sito, nonostante le affermazioni di segno opposto del Primo Ministro Benjamin Netanyahu. Beyadenu, un'organizzazione impegnata a consolidare la presenza ebraica sul Monte del Tempio, riferisce che oggi centinaia di fedeli si stanno recando in pellegrinaggio al complesso, cantando e celebrando Sukkot, aggiunge il Times of Israel. Il gruppo afferma che i fedeli stanno pregando utilizzando le "Quattro Specie" - il quartetto composto da palma, salice, mirto e cedro, impiegato ritualmente durante Sukkot - e che non sono stati segnalati arresti. Alcuni video diffusi online mostrano folti gruppi di fedeli ebrei intenti a pregare per le strade della Città Vecchia di Gerusalemme, appena fuori dal Monte del Tempio, mentre altre immagini ritraggono ebrei che pregano apertamente all'interno del complesso. Il deputato Yitzhak Kroizer, del partito di estrema destra Otzma Yehudit guidato da Ben Gvir, ha pubblicato un filmato che lo ritrae sul posto; ha dichiarato di essersi recato lì per pregare e celebrare Sukkot, oltre che per ricordare il secondo anniversario dell'uccisione del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. "Proprio oggi, dopo aver dimostrato ai nostri nemici la forza del popolo d'Israele, è importante continuare a rafforzare la nostra presenza e la nostra sovranità a Gerusalemme e sul Monte del Tempio", ha affermato Kroizer. Centinaia di ebrei erano saliti sul Monte del Tempio pregando apertamente anche durante Rosh Hashanah e Yom Kippur, all'inizio del mese

Hezbollah ricorda l’ex leader Nasrallah a due anni dall’uccisione: migliaia di persone in piazza

I sostenitori di Hezbollah si sono radunati nei pressi della tomba del loro defunto ex leader Hassan Nasrallah per commemorare il secondo anniversario della sua uccisione da parte di Israele, mostrando la propria determinazione nonostante due guerre abbiano indebolito il gruppo libanese sostenuto dall'Iran. Migliaia di persone, molte delle quali portavano bandiere di Hezbollah, riferisce l'Afp, hanno partecipato alla manifestazione commemorativa nei sobborghi meridionali di Beirut, una roccaforte di Hezbollah che Israele ha bombardato durante i conflitti di quest'anno e del 2024.

Nasrallah, è stato ucciso in un attacco aereo israeliano contro i sobborghi meridionali di Beirut il 27 settembre 2024, durante oltre due mesi di guerra che hanno duramente colpito il gruppo e decimato i vertici della sua leadership. Il suo successore designato, Hashem Safieddine, che viene anch'egli commemorato domenica, è stato ucciso in un altro attacco pochi giorni dopo. Dopo il cessate il fuoco del novembre 2024 e con Hezbollah indebolito, le autorità libanesi si sono impegnate a disarmare i militanti.

Hezbollah, che ha ripetutamente rifiutato di deporre le armi, ha invece trascinato il Libano nella guerra in Medio Oriente nel marzo di quest'anno, attaccando Israele per vendicare l'uccisione della guida suprema iraniana negli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele. Israele ha risposto con massicci attacchi aerei e un'invasione terrestre che, secondo il Libano, ha causato oltre 4.300 morti, mentre centinaia di migliaia di altre persone rimangono sfollate. Israele ha continuato a effettuare attacchi e mantiene truppe in una cosiddetta "zona di sicurezza" autoproclamata che si estende per circa 10 chilometri all'interno del sud del Libano. In base all'accordo-quadro, Hezbollah dovrebbe deporre le armi e l'esercito libanese dovrebbe dispiegarsi in quelle che vengono definite zone pilota nel sud del Libano, mentre Israele procede al ritiro delle proprie forze. I progressi sono in gran parte rimasti bloccati, con Israele che avverte che manterrà le proprie posizioni finché Hezbollah continuerà a rappresentare una minaccia

Pasdaran: “Sequestrato a Hormuz un drone sottomarino Usa”

La Marina dei Pasdaran ha annunciato di avere sequestrato un secondo drone sottomarino americano nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito la televisione pubblica Irib che ha mostrato le immagini del veicolo.
Secondo i Guardiani della rivoluzione, il Remus 600 stava conducendo a Hormuz attività di spionaggio.

Israele: “La commissione elettorale approva le 38 liste presentate”

Le 38 liste dei candidati e le lettere per le schede elettorali per le elezioni in Israele del 27 ottobre sono state approvate oggi dalla plenaria della Commissione elettorale centrale della Knesset, presieduta dal giudice Noam Solberg.

Il comandante dell’esercito iraniano: “Se l’Iran non può commerciare o sopravvivere, nessun altro potrà”

"Se la regione dovesse diventare insicura, l'insicurezza colpirebbe tutti", ha dichiarato domenica il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami, sottolineando: "Se l'Iran non può commerciare, se l'Iran non può vivere, allora nessun altro potrà commerciare o vivere. Non permetteremo ai nemici del Paese di utilizzare questo vitale snodo logistico dello Stretto di Hormuz, mentre la nazione iraniana viene privata dei suoi benefici. Il loro sogno non si realizzerà mai". Rivolgendosi ai vicini e alle nazioni della regione, Hatami ha rimarcato: "Tenete bene a mente questo aspetto. Avete compreso che la cooperazione con gli Stati Uniti non genera sicurezza. La sicurezza non si otterrà senza l'allontanamento degli Stati Uniti e del regime sionista, e questo momento non è lontano. Se Dio vuole, ciò accadrà".

Israele, spostato a dopo il voto la scadenza degli appalti per nuove colonie in Cisgiordania

La procuratrice generale di Israele ha spostato a dopo le elezioni la scadenza degli appalti per la costruzione di un nuovo insediamento in Cisgiordania.
L'ufficio di Gali Baharav-Miara ha annunciato in una nota il rinvio di un mese la data limite per la presentazione delle offerte, da oggi al 27 ottobre. Motivo della decisione, si legge in un comunicato, è "ridurre le preoccupazioni per l'uso dell'appalto per la propaganda elettorale". Il progetto per l'insediamento East, a est di Gerusalemme, ha sollevato molte critiche anche a livello internazionale poichè di fatto dividerebbe in due la Cisgiordania e impedirebbe una continuità territoriale di un futuro Stato palestinese.

Gallant: “Prima del 7 ottobre Sinwar fece sapere che le prigioni avrebbero tremato”

L'ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha dichiarato alla Radio militare che prima del massacro del 7 ottobre un avvertimento da parte di Hamas era giunto tramite un canale dello Shin Bet (l'intelligence interna) secondo il quale "Sinwar avrebbe fatto tremare le prigioni". Lo riferisce Army Radio su X.Gallant ha spiegato che si è trattato dell'unico messaggio arrivato allo Shin Bet nei giorni precedenti al 7 ottobre. Secondo l'ex ministro, i servizi di sicurezza ritennero che la vicenda fosse legata a un possibile scambio di prigionieri per Elizabeth Tsurkov, una ricercatrice israeliana rapita da una milizia sciita in Iraq all'inizio del 2023.

Teheran: “Non faremo passi indietro su condizioni per la riapertura di Hormuz”

"Le nostre condizioni sono chiare e qualsiasi passo verso la riapertura dello Stretto di Hormuz dipende dal rispetto di tali condizioni, non faremo passi indietro". Così il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. "Non abbiamo mai chiuso la porta alla diplomazia o ai negoziati, ma allo stesso tempo non rinunceremo ai nostri diritti", ha rimarcato.

Il comandante dell’esercito iraniano: “La guerra non è finita. Siamo pronti"

Il comandante dell'esercito iraniano, Amir Hatami, ha chiarito che la guerra ancora non è finita e che l'instabilità coinvolge tutta la regione. "La guerra non è ancora finita. Dobbiamo continuare a essere pronti ad altri pesanti attacchi delle nostre forze contro il nemico", ha detto a quanto riferito dall'agenzia iraniana Fars.
"Se la regione deve essere insicura, questa insicurezza sarà per tutti", ha avvertito.
"Chiedo a tutti i vicini e ai Paesi della regione di prestare attenzione a questo fatto: avete visto che la cooperazione con gli Stati Uniti non porta sicurezza", ha sottolineato, "la sicurezza nella regione non si realizzerà se non attraverso la rimozione degli Stati Uniti e del regime sionista dalla regione, e quel momento non è lontano".

Idf: “Ucciso l'uomo che rapì Noa Argamani al Nova Festival il 7 ottobre”

L'Idf ha annunciato di avere ucciso l'uomo che, il 7 ottobre del 2023, guidava la motocicletta usata per rapire Noa Argamani, la ragazza divenuta il simbolo del massacro. "Ieri le Forze di Difesa Israeliane e lo Shin Bet, insieme all'unità Gideonim 33 della Lahav 433, hanno colpito nell'area di Nuseirat ed eliminato Saher Nidal Latfi Sakr, un militante affiliato a organizzazioni jihadiste operanti nella Striscia di Gaza", si legge in una nota.
Secondo il comunicato, Sakr era entrato in territorio israeliano durante il massacro del 2023 ed era alla guida la moto utilizzata per portare via Noa Argamani e il compagno Avinatan Or dal festival musicale Nova. Quelle immagini avevano fatto il giro del mondo ed erano diventate uno dei simboli della tragedia. Noa è stata poi liberata dalle forze israeliane l'8 giugno del 2024, dopo 246 giorni di prigionia. Avinatan Or, invece, è rimasto in ostaggio di Hamas per 738 giorni, fino al 13 ottobre del 2025.

Released Israeli hostage, Avinatan Or, held in Gaza since the deadly October 7, 2023 attack by Hamas, kisses his girlfriend, Noa Argamani, who was also taken hostage and rescued in 2024, after his release as part of a prisoner-hostage swap and a ceasefire deal between Israel and Hamas, in Reim, Israel October 13, 2025. Courtesy of Israel Defense Forces/Handout via REUTERS     THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY
Released Israeli hostage, Avinatan Or, held in Gaza since the deadly October 7, 2023 attack by Hamas, kisses his girlfriend, Noa Argamani, who was also taken hostage and rescued in 2024, after his release as part of a prisoner-hostage swap and a ceasefire deal between Israel and Hamas, in Reim, Israel October 13, 2025. Courtesy of Israel Defense Forces/Handout via REUTERS THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY  

Negli ultimi tempi, sostiene ancora l'Idf, Sakr stava preparando attacchi contro soldati e civili israeliani, in collaborazione con militanti delle ali armate di Hamas e della Jihad Islamica Palestinese.

Araghchi: non arretreremo da nostre condizioni su Hormuz

L'Iran non farà passi indietro sulle condizioni poste agli Stati Uniti per la riapertura dello stretto di Hormuz. A chiarirlo è stato il ministro egli Esteri, Ababs Araghchi, citato dai media iraniani. "Abbiamo già visto una prima reazione del presidente degli Stati Uniti, ma finora non ci è stato ancora trasmesso nulla dai mediatori", ha spiegato a proposito del piano in sette giorni trasmesso a Washington. "In ogni caso, le nostre richieste sono chiare. Qualsiasi passo avanti verso la riapertura dello Stretto di Hormuz dipende dalla realizzazione di queste condizioni e non arretreremo", ha assicurato.

Arabia Saudita, lezioni a distanza per una settimana a causa degli attacchi degli Houthi

Le scuole di Riad passeranno alla didattica a distanza per una settimana, nel pieno di un'intensificazione degli attacchi degli Houthi yemeniti contro l'Arabia Saudita. Le autorità hanno avvisato i genitori degli alunni via mail. "Abbiamo appena appreso dalle autorità saudite che le scuole devono rimanere chiuse per tutta la settimana", si legge nei messaggi visionati dall'Afp, che non specificano il motivo del provvedimento.

“Khamenei ferito fu estratto dalle macerie”

Mojtaba Khamenei era rimasto ferito nel bombardamento americano dell'edificio della Guida suprema Ali Khamenei, e quando si seppe del suo ferimento furono bombardati tre ospedali a Teheran, in uno dei quali si trovava prima di essere estratto dalle macerie il futuro leader dell'Iran. Lo ha raccontato all'emittente del Qatar Al-Araby il membro dell'Assemblea degli esperti iraniani Mohsen al-Haidari. Il religioso ha inoltre rivelato dettagli sulla sessione in cui Mojtaba Khamenei è stato eletto, parlando delle circostanze di sicurezza che hanno accompagnato il processo, del meccanismo seguito dall'Assemblea degli esperti e del ruolo di un comitato segreto incaricato di valutare le personalità idonee ad assumere la carica di Guida suprema. Ha affermato che il nome di Mojtaba è stato proposto per la prima volta nell'Assemblea, al fine di sfidare l'avvertimento del presidente americano che aveva messo in guardia contro l'elezione del figlio di Ali Khamenei, aggiungendo: "Data la posizione del nemico, non scegliamo né eleggiamo un leader se non l'Ayatollah Sayyid Mojtaba Khamenei", che ha ricevuto un ampio sostegno dalla maggioranza dei membri dell'Assemblea degli Esperti. Al-Haidari ha affermato che Mojtaba Khamenei non è stato informato della selezione se non tramite la dichiarazione dell'Assemblea degli Esperti trasmessa via radio, poiché non è previsto che la Guida Suprema venga consultata se è stata scelta dall'Assemblea degli Esperti, ma egli deve, "legalmente e religiosamente", accettare la responsabilità. La votazione si è svolta a scrutinio segreto e Mojtaba Khamenei ha ottenuto 50 voti su 59, contro gli otto voti dello sceicco Al-A'rafi, mentre un membro si è astenuto. Al-Haidari ha negato che l'Assemblea degli Esperti si sia consultata con le Guardie Rivoluzionarie o con qualsiasi altra entità prima di eleggere la nuova Guida Suprema. Al-Haidari ha affermato che il Consiglio degli Esperti per la leadership non si è incontrato con la nuova Guida suprema dalla sua elezione a causa di circostanze di sicurezza, sottolineando che i membri del consiglio e la nuova Guida suprema sono ancora a rischio ed è nell'interesse del consiglio non tenere un incontro allargato tra di loro finché i contatti o gli incontri individuali possono essere condotti in segreto.

Teheran: “Pronti a attaccare le navi Usa anche nell’Oceano Indiano”

"Se dovesse scoppiare un'altra guerra, attaccheremo i cacciatorpediniere americani anche nell'Oceano Indiano". Lo ha affermato, riporta Al-Jazeera, l'ufficiale per gli affari politici della marina iraniana. "Se Trump considera lo Stretto di Hormuz di sua proprietà, perché le sue navi da guerra non vi sono dislocate? Le affermazioni secondo cui decine di petroliere attraversano quotidianamente Hormuz non corrispondono alla realtà".

Bessent: “Il blocco commerciale contro l’Iran sta funzionando”

Dopo le rivelazioni dei media americani che, nelle ultime settimane, hanno parlato di rappresentanti dell'amministrazione Trump in missione in Europa e in Medio Oriente per chiedere ai governi di non fare affari con Teheran, il ministro del Tesoro, Scott Bessent, ha confermato di aver inviato emissari in tutto il mondo per chiedere l'adozione di misure volte a isolare economicamente l'Iran, esprimendo soddisfazione per una serie di restrizioni che hanno colpito le banche e le compagnie aeree iraniane. "Su mia istruzione, squadre sono state inviate in tutto il mondo per discutere con i Paesi e chiedere misure contro il regime iraniano", ha scritto Bessent su X. "Questi sforzi stanno dando i loro frutti". Il Segretario al Tesoro ha citato la sospensione dei voli della compagnia privata iraniana Mahan Air da parte di Turchia e Oman, nonché lo stop a tutti i voli delle compagnie iraniane da parte degli Emirati Arabi Uniti. Abu Dhabi aveva annunciato giovedì questa misura per adeguarsi alle nuove sanzioni americane. Bessent ha sottolineato le misure adottate contro alcune banche iraniane.

Media: “L’ex guardaspalle di un leader di Hamas ottenne la cittadinanza britannica e pianificò attentati contro gli ebrei”

Il Regno Unito ha concesso la cittadinanza alla guardia del corpo di un leader di Hamas. In seguito l'uomo avrebbe "pianificato atti di terrorismo". Lo scrive il britannico Sunday Times, sul suo sito. 'Mr. X' - così viene chiamato dal giornale - è accusato di aver coordinato attacchi antisemiti in Europa dalla periferia inglese, dove risiedeva con lo status di rifugiato. Alla notizia dà risalto KanNews: l'ex guardia del corpo del defunto leader di Hamas Ismail Haniyeh ha ottenuto la cittadinanza britannica e in seguito ha pianificato un attacco contro gli ebrei in Europa, scrive la testata israeliana. Secondo gli investigatori viveva in Inghilterra ed era stato coinvolto in attività di contrabbando prima di essere implicato in un importante complotto terroristico sventato l'anno scorso e che aveva come obiettivo gli ebrei di Berlino o Vienna.

Hamas tende la mano a Abu Mazen: “Ricostruiamo l’unità nazionale”

Il capo dell'ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya, ha chiesto al presidente palestinese Mahmoud Abbas un incontro per gettare le basi di un programma e raggiungere l'unità nazionale, sottolineando la disponibilità del movimento ad attuare la tabella di marcia per la Striscia di Gaza come un pacchetto completo e chiedendo un impegno internazionale per costringere Israele ad attuarla. Riguardo alle elezioni palestinesi, Al-Hayya ha affermato che il movimento ha accettato di parteciparvi e che i dialoghi con le fazioni e le personalità nazionali hanno portato a un'alleanza elettorale, le cui liste sono in fase di preparazione e che rimane aperta alle altre componenti palestinesi. Riguardo all'accordo di Gaza e alle fasi successive, Al-Hayya ha affermato che Hamas esige l'attuazione di quanto concordato nella tabella di marcia e obbliga l'occupazione israeliana a rispettarla. Ha spiegato che, dopo mesi di dialogo, il movimento ha accettato la tabella di marcia presentata da Nikolay Mladenov e dai mediatori, ed è pronto ad entrare nei dettagli dell'attuazione e a stabilire una tempistica. Al-Hayya ha inoltre rivelato di aver incontrato funzionari americani più di quattro volte negli ultimi due anni e che il movimento si era offerto di mediare tra le parti in conflitto in Yemen.

Araghchi: “Le nostre condizioni sono chiare, aspettiamo Trump”

Teheran non ha ancora ricevuto una risposta dai mediatori sulla propria proposta di tregua per la riapertura dello Stretto di Hormuz e attende che Washington comunichi la propria posizione per assumere ogni decisione. In un'intervista all'agenzia di stampa statale Irna, citata da Iran International, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha spiegato: "Abbiamo visto la prima reazione del presidente degli Stati Uniti, ma non ci è stato ancora comunicato nulla dai mediatori" e riferendosi alle dichiarazioni di Trump, ha aggiunto che il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato "molte dichiarazioni, sia positive che contraddittorie" e che Teheran attende che la posizione definitiva di Washington venga comunicata tramite i mediatori per poter prendere una decisione. Araghchi, inoltre, ha sottolineato che le condizioni poste dall’Iran per l'apertura di Hormuz sono "chiare" e che Teheran non intende cedere. "L'unica via d'uscita da questa situazione di stallo è una soluzione negoziata".

Media: “Udite esplosioni nello stretto di Hormuz”

L'agenzia di stampa irachena Naya News Agency, affiliata all'asse iraniano, ha riportato di aver udito delle esplosioni vicino all'isola di Qeshm, nello stretto di Hormuz, nel sud dell'Iran. Secondo il comunicato, la causa delle esplosioni è ancora sconosciuta. Lo riporta Ynet.

Un morto in raid Idf su campo di Nuseirat a Gaza

Un palestinese è morto e altri sono rimasti feriti a causa di un bombardamento israeliano nel campo rifugiati di Nuseirat nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che droni israeliani hanno preso di mira il sito vicino alla Torre Al-Nouri, a ovest del campo.

I commenti dei lettori