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Leone XIV: “IA e guerre, non possiamo restare a guardare. Serve il dialogo”

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Il pontefice sul volo da Metz a Roma, al termine del viaggio di quattro giorni in Francia: “Quanto all’estrema destra, sarebbe interessante studiare e analizzare se c’è un legame, e quale, tra la crescita di questi gruppi e una certa forma di religiosità che non costituiscono un'espressione autentica del cristianesimo. Possiamo tornare ai valori del Vangelo: non predica l’odio e la divisione”
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A BORDO DELL’AEREO PAPALE – Non è nel “panico” ma certo non considera “fake news” l’allarme lanciato da alcune big tech circa la possibilità dell’Intelligenza artificiale di arrivare a distruggere il mondo, una prospettiva alla quale, spiega, bisogna impegnarsi di non arrivare. L'ascesa dell’estrema destra in Germania può essere legata a una strumentalizzazione del cristianesimo come religione di "odio e divisione", laddove invece il Vangelo predica la comprensione la compassione e l’accompagnamento. Critica i leader che tornano a parlare di armi nucleari, ma insiste nella necessità di tentare la via negoziale per porre fine alla guerra in Ucraina. E in Francia, dove ha criticato le politiche del governo sul fine vita, non è andato per fare politica, “ma se questa è politica, l’ho fatta”. Papa Leone XIV risponde – in inglese e spagnolo, non italiano: ed è una prima storica – ai giornalisti sul volo del volo da Metz a Roma, al termine di un viaggio di quattro giorni in Francia.

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A BORDO DELL’AEREO PAPALE – Non è nel “panico” ma certo non considera “fake news” l’allarme lanciato da alcune big tech circa la possibilità dell’Intelligenza artificiale di arrivare a distruggere il mondo, una prospettiva alla quale, spiega, bisogna impegnarsi di non arrivare. L'ascesa dell’estrema destra in Germania può essere legata a una strumentalizzazione del cristianesimo come religione di "odio e divisione", laddove invece il Vangelo predica la comprensione la compassione e l’accompagnamento. Critica i leader che tornano a parlare di armi nucleari, ma insiste nella necessità di tentare la via negoziale per porre fine alla guerra in Ucraina. E in Francia, dove ha criticato le politiche del governo sul fine vita, non è andato per fare politica, “ma se questa è politica, l’ho fatta”. Papa Leone XIV risponde – in inglese e spagnolo, non italiano: ed è una prima storica – ai giornalisti sul volo del volo da Metz a Roma, al termine di un viaggio di quattro giorni in Francia.

Quanto è preoccupato che l'IA possa comportare rischi catastrofici per l'umanità o addirittura portarla alla totale estinzione? E cosa devono fare le nazioni, in particolare Stati Uniti e Cina, per garantire che le loro tecnologie siano sicure per l'umanità?

“Se qualcuno mi chiedesse se sono nel panico... no, non lo sono. Dormo tranquillo la notte. Tuttavia, ritengo che le preoccupazioni sollevate da molti esperti e specialisti del settore debbano essere prese sul serio. Non credo si tratti di fake news, come alcuni hanno sostenuto, nel tentativo di ottenere vantaggi economici o di altro tipo. È interessante notare che proprio oggi ho letto che il capo di NVIDIA afferma di aver trovato un modo per inserire nell'IA delle barriere di sicurezza – o dei limiti, se vogliamo – affinché i sistemi non escano dai propri ambiti operativi causando i danni di cui si parla. Si tratta però della stessa persona che sostiene l'assenza di limiti o regolamentazioni governative, e così via. Credo che questo sia un problema di cui dobbiamo discutere seriamente. Dobbiamo continuare a invitare leader politici, esponenti del settore dell'IA, organizzazioni sociali e associazioni a riunirsi per esaminare ciò che sta già accadendo e ciò che potrebbe riservare il futuro. Limitarsi a dire oh, ‘non succederà’ e chiudere gli occhi di fronte alla realtà non credo sia l'approccio più responsabile. Dalla pubblicazione di Manifica Humanitas, abbiamo ricevuto molti contatti da persone provenienti da ambiti e settori diversi, stiamo quindi cercando di promuovere il dialogo, lo studio e la ricerca per garantire che l'IA non arrivi al punto di distruggere l'umanità o di escluderla dal dibattito. Sono piuttosto ottimista sul fatto che ciò sia possibile. Credo che ci siano abbastanza persone seriamente interessate alla questione e disposte ad affrontarla prescindendo – ancora una volta – dalle dinamiche di potere, dalla corsa a chi arriva per primo o da cosa accadrà quando l'IA evolverà in quella che viene definita "intelligenza artificiale generale". Sono ottimista ma dobbiamo continuare a lavorare. Non possiamo restare a guardare facendo finta che non stia per accadere nulla”.

Dopo la Francia andrà in Germania? In un paese segnato da due fenomeni, il costante declino della Chiesa cattolica e l’impressionante crescita di partiti di estrema destra che minacciano il consenso europeo di cui lei ha parlato a Metz

“In tutta umiltà, dico che sono Papa solo da quindici mesi: ci sono molti posti dove devo ancora andare. Ho ricevuto un invito, spero di andarci, lì come in altri paesi. Ma non ho ancora un calendario preciso, sto lavorando al programma dei viaggi dell’anno prossimo, per ora c’è solo la Corea per la Giornata mondiale della gioventù. Quanto all’idea che diminuiscono i cattolici in Germania, si è detto la stessa cosa della Francia e tuttavia abbiamo visto quello che è successo in questi quattro giorni. Credo che se ritroviamo l’autentico spirito missionario e il giusto modo di agire, ci sono anche in Germania molte persone desiderose di vivere e celebrare la loro fede cristiana e cattolica. Sono quindi ottimista su questo argomento, anche se riconosco i problemi, che toccano sia la Chiesa cattolica che quella protestante. Quanto all’estrema destra, sarebbe interessante studiare e analizzare se c’è un legame, e quale, tra la crescita di questi gruppi e una certa forma di religiosità che non solo ai miei occhi, ma anche secondo i dirigenti delle chiese cattoliche e protestanti in Germania, non costituiscono un'espressione autentica del cristianesimo. Possiamo tornare ai valori del Vangelo: non predica l’odio e la divisione, ma la comprensione, la compassione e l’accompagnamento. Spero profondamente che la Chiesa possa ricoprire un ruolo nella materia e che troviamo il modo di toccare la maggioranza delle persone di buona volontà. Si tratta di far comprendere alla gente l’importanza che anche il loro impegno politico può incidere per operare scelte chiare in favore del bene comune anziché aderire a idee estremiste suscettibili di causare danni ben peggiori di quelli che possiamo immaginare ora”.

In Francia sul fine vita ha fatto una chiara critica alla legge sul suicidio assistito da poco approvata: pensa di aver superato il confine della laicità francese in nome del primato della coscienza?

“Io direi che in base la concezione della Chiesa relativa alla separazione tra Chiesa e politica o tra Chiesa e Stato non l’ho superata e vi invito a leggere o rileggere Mangifica Humanitas quando parlo di dottrina sociale della Chiesa, dove dico che quando come Chiesa parliamo di difendere la vita e di dottrina sociale non stiamo entrando in politica ma applichiamo il Vangelo alla vita della gente. Ci possono essere politici a destra o a sinistra che dicono che religione, lasciamo che la gente faccia quel che vuole perché lo Stato è separato, dovrebbe rimanere nella sfera privata ma io in Francia sono andato innanzitutto per predicare la buona novella, per ribadire quello che ha detto Gesù quando ha detto: io sono la via, la verità e la vita. La difesa della vita è come sapete una cosa che la Chiesa insegna e crede profondamente. Ovviamente sapevo che in Francia c’è una legge approvata recentemente, così come in altri paesi in Europa e altrove c’è molto dibattito sulla questione del fine vita, ma essere a Lourdes, dove le persone cercano qualcosa di molto più profondo e capiscono che la loro vita anche con la debolezza, la disabilità e il dolore ha significato, ecco la Chiesa, a causa di Gesù stesso, vuole essere vicina a queste persone e riaffermare il valore che la vita ha per tutti noi. Se questa è politica, allora ho fatto politica, ma non è per essere coinvolto nella politica francese, bensì per far capire cosa il Vangelo ha insegnato”.

Ha perorato la causa del dialogo e ha criticato il riarmo europeo: cosa intende quando dice che per negoziare bisogna anche accettare di sacrificare alcune posizioni? Crede nel negoziato con la Russia, come dimostra il fatto che ha inviato a Roma monsignor Gallagher e il cardinale Zuppi, ma come si può parlare uno Stato come la Russia che aggredisce bombarda e minaccia sia l’Ucraina che altri paesi europei?

“La prima cosa è quali sono i principi della dottrina sociale della chiesa: non promuovere la violenza, l’odio e gli armamenti, i pericoli che ci sono nel mondo di oggi compresi alcuni leader di paesi che di nuovo parlano di arma nucleare, di guerra sempre più distruttiva soprattutto per la vita umana. Continuare a armare, investire in questa tremenda industria militare che da molti decenni continua a promuovere questa investimento militare con una industria che promuove la guerra, quando con questi milioni di milioni di euro o di dollari si potrebbero risolvere problemi come la fame mondo, l’alloggio, la disoccupazione. Stiamo esprimendo una voce che può offrire un altro cammino: non più armi, che solo promuovono sempre più tensione che a sua volte potrebbe risultare nell’esplosione di altre guerre e conflitti. Vediamo che la violenza che queste potenze che cercano sempre di imporre con il potere invece di dialogare e promuovere negoziati per le differenze che naturalmente possono esistere, andiamo sempre più vicini a una guerra, o a più guerre. Non so altro, non per essere politico o non politico, ma una voce che tratta ? di promuovere i valori della dignità umana, dell’importanza della vita, della possibilità di investire di più in salute e educazione e meno in armi, credo che la Chiesa abbia la responsabilità di promuovere questi valori, invitando continuamente i leader di Russia, Ucraina e altri paesi a venire, sedersi, dialogare, a cercare come risolviamo i problemi senza continuare questa guerra senza senso. In questo senso la Chiesa continua a alzare la voce: non possiamo obbligare nessuno, ad alcuni può sembrare che può essere inutile, ma noi continuiamo a provare, a invitare, a annunciare il Vangelo”.

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