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Putin-Trump-Xi, vertice a tre: il Cremlino apre alla Cina. Ipotesi incontro a novembre

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Secondo il portavoce Peskov, l’incontro potrebbe avvenire al summit Apec. “Sul G20 a Miami nessuna decisione”. Ma la Russia avverte gli Usa su Starlink
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Uno storico incontro trilaterale tra Vladimir Putin, Donald Trump e Xi Jinping potrebbe tenersi ai margini del summit Apec, in programma il 18 e 19 novembre a Shenzhen, in Cina. «Sarà una buona occasione perché i leader possano, in un modo o nell’altro, incontrarsi a margine del vertice», ha detto ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, parlando alla televisione pubblica russa. L’incontro con Xi, ha aggiunto Peskov, è già stato fissato, mentre resta ancora da confermare la partecipazione di Trump, che potrebbe incontrarsi con gli altri due leader in un formato trilaterale oppure separatamente, con Putin.

Un’altra occasione per un incontro tra i presidenti russo e statunitense potrebbe presentarsi a margine del G20, in programma a Miami a dicembre, anche se Putin non ha ancora confermato la propria partecipazione. «Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito», ha detto ieri Peskov.

Quello al summit Apec sarebbe il secondo incontro tra Putin e Trump dall’inizio del se…

Uno storico incontro trilaterale tra Vladimir Putin, Donald Trump e Xi Jinping potrebbe tenersi ai margini del summit Apec, in programma il 18 e 19 novembre a Shenzhen, in Cina. «Sarà una buona occasione perché i leader possano, in un modo o nell’altro, incontrarsi a margine del vertice», ha detto ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, parlando alla televisione pubblica russa. L’incontro con Xi, ha aggiunto Peskov, è già stato fissato, mentre resta ancora da confermare la partecipazione di Trump, che potrebbe incontrarsi con gli altri due leader in un formato trilaterale oppure separatamente, con Putin.

Un’altra occasione per un incontro tra i presidenti russo e statunitense potrebbe presentarsi a margine del G20, in programma a Miami a dicembre, anche se Putin non ha ancora confermato la propria partecipazione. «Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito», ha detto ieri Peskov.

Quello al summit Apec sarebbe il secondo incontro tra Putin e Trump dall’inizio del secondo mandato del presidente americano. Il primo, tenutosi ad Anchorage nell’agosto 2025, sembrava dover portare a una svolta nella risoluzione del conflitto in Ucraina, ma non ha prodotto alcun risultato concreto. La cosiddetta «intesa di Anchorage», ampiamente decantata da Mosca dopo il summit, avrebbe previsto il ritiro delle truppe ucraine dal Donbass come condizione preliminare per un cessate il fuoco, ma non sarebbe stata accettata da Kiev. Da allora, i rapporti tra Mosca e l’amministrazione Trump si sono raffreddati, soprattutto in seguito all’introduzione, lo scorso ottobre, di sanzioni americane contro i giganti petroliferi russi Rosneft e Lukoil. Pur continuando a sostenere gli sforzi di Trump per porre fine al conflitto in Ucraina, il Cremlino non può che constatare i modesti risultati raggiunti finora nel normalizzare le relazioni tra i due Paesi. «I rapporti bilaterali continuano a non essere, per usare un eufemismo, nelle migliori condizioni», ha sottolineato ieri Peskov.

A impedire il disgelo è in primo luogo il sostegno di Washington a Kiev che, per quanto notevolmente ridotto rispetto a quello fornito dall’amministrazione precedente, continua sia sotto forma di armamenti, finanziati dagli alleati europei dell’Ucraina, sia attraverso la condivisione di intelligence. Il sistema satellitare Starlink, fornito da Elon Musk, è infatti al centro della campagna di attacchi contro le retrovie russe nei territori occupati. Ora Kiev vorrebbe ottenere il permesso di estendere l’uso del sistema al territorio della Federazione Russa per colpire i sistemi di lancio dei missili balistici, tra le armi più efficaci a disposizione di Mosca. Una decisione sostenuta pubblicamente anche dal presidente finlandese Alexander Stubb. Dal Cremlino arriva invece un avvertimento: sarebbe «un passo molto dannoso, potenzialmente pericoloso e avventato», ha messo in guardia Peskov. Secondo fonti del Financial Times, Musk avrebbe mostrato apertura alla richiesta dell’Ucraina, sottolineando però che si tratta di una decisione politica che spetta alla Casa Bianca.

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