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Trump e i leader dell’IA: “Regole volontarie ma no a nuovi paletti”. E si chiamerà “superintelligenza”

(reuters)

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Il tycoon vede i boss del settore e rilancia la corsa allo sviluppo: “Non ci arrendiamo alle paure, se ci fermiamo vince la Cina”
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NEW YORK – La soluzione per le paure generate dall’intelligenza artificiale è “l’autoregolamentazione”, non nuovi paletti piantati dai governi. È la posizione scelta da Donald Trump, dopo il pranzo di ieri con i leader del settore, concluso con la firma di un accordo in quattro punti per gestire la tecnologia del futuro.

Il capo della Casa Bianca ha sempre detto che non intende frenare la corsa americana a quella che lui chiama “superintelligenza” (si definirà così d’ora in poi negli Usa per ordine esecutivo, che impone a dipartimenti e agenzie di adottare il nuovo termine e la sigla "SI" nella corrispondenza, nelle comunicazioni pubbliche e nei documenti di indirizzo politico, abbandonando la precedente denominazione), per almeno due motivi: il primo è che chi la vince dominerà il mondo, e siccome al momento “gli Usa sono in vantaggio rispetto alla Cina, voglio che restino così”. Il secondo è economico, perché frenare ora le aziende dell’intelligenza artificiale esporrebbe gli Usa a…

NEW YORK – La soluzione per le paure generate dall’intelligenza artificiale è “l’autoregolamentazione”, non nuovi paletti piantati dai governi. È la posizione scelta da Donald Trump, dopo il pranzo di ieri con i leader del settore, concluso con la firma di un accordo in quattro punti per gestire la tecnologia del futuro.

Il capo della Casa Bianca ha sempre detto che non intende frenare la corsa americana a quella che lui chiama “superintelligenza” (si definirà così d’ora in poi negli Usa per ordine esecutivo, che impone a dipartimenti e agenzie di adottare il nuovo termine e la sigla "SI" nella corrispondenza, nelle comunicazioni pubbliche e nei documenti di indirizzo politico, abbandonando la precedente denominazione), per almeno due motivi: il primo è che chi la vince dominerà il mondo, e siccome al momento “gli Usa sono in vantaggio rispetto alla Cina, voglio che restino così”. Il secondo è economico, perché frenare ora le aziende dell’intelligenza artificiale esporrebbe gli Usa al rischio di una recessione che il presidente non può permettersi, mentre la guerra in Iran penalizza le borse e rilancia l’inflazione.

Ieri mattina Trump ha presentato il nuovo sito del governo America.gov potenziato con l’AI, e poi ha invitato a pranzo i giganti del settore, fra cui Dario Amodei di Anthropic, Sam Altman di OpenAI, Alex Karp di Palantir, Jensen Huang di Nvidia, Mark Zuckerberg di Meta, Elon Musk di SpaceX, Sundar Pichai di Google, Satya Nadella di Microsoft e Jeff Bezos di Amazon. Il nuovo sito forse lo ha deluso, perché quando gli chiedevi chi ha vinto le presidenziali del 2020 non rispondeva Trump.

Sul futuro dell’intelligenza artificiale però è rimasto fermo, nonostante le precauzioni sollecitate anche da papa Leone: “Non accettiamo la mediocrità né la stagnazione, soprattutto nel governo, perché gli americani credono nell’eccellenza e nel continuo miglioramento. Se non miglioriamo, prima o poi tutti ci raggiungeranno". Quindi “non ci arrendiamo alle paure su ciò che le tecnologie potranno farci. Siamo noi a decidere che faranno cose davvero incredibili, soprattutto in campo medico”. America.gov “è solo un’anticipazione di ciò che sarà possibile fare con la superintelligenza, che è il nome ufficiale negli Stati Uniti”. Quindi ha avvertito: “Non soffocherò mai la crescita di una tecnologia destinata a essere più grande della rivoluzione industriale. È molto più grande di internet. Noi la vediamo e non possiamo soffocarla”. Anche perché “siamo in netto vantaggio e il presidente Xi lo sa. Non c’è nessuno al terzo posto. Si gioca tutto tra noi e la Cina. Chiunque vinca sulla superintelligenza, vincerà tutto. Ci saranno un vincitore e un perdente, nemmeno un secondo posto. Ora siamo in vantaggio sulla Cina e su tutti gli altri e voglio che rimanga così. L’unico modo per riuscirci è fare esattamente quello che stiamo facendo adesso. Non vogliamo ostacolare la crescita”.

L’accordo in quattro punti

Dopo il pranzo, la Casa Bianca ha annunciato un accordo firmato da Trump, Pichai, Amodei, Zuckerberg, Brockman per OpenAI, Musk e Huang. Il primo punto impegna le compagnie a applicare “robusti controlli interni”; il secondo a creare squadre per verificarne l’applicazione; il terzo a collaborare con un gruppo di auditor esterni per valutare l’efficacia dei controlli; il quarto a formare un comitato per supervisionare i sistemi interni ed esterni di verifica. Secondo Trump, che ha anche dichiarato che «entro tre o quattro giorni» nominerà il suo “zar dell’IA”, il capo della task force sulla superintelligenza, questo basterà a garantire la sicurezza.

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