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Dagli “eroi” ai motivi del dirottatore: i punti oscuri del dirottamento del volo Flydubai

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Perché l’aereo non ha puntato sullo Stato ebraico? Gli uomini che hanno sventato il presunto attentato erano agenti dei servizi di sicurezza israeliani in incognito? Sono alcune delle domande ancora senza risposta sul caso dell’aereo che andava da Dubai a Tel Aviv
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Il tentativo di dirottamento del volo Flydubai con 166 passeggeri israeliani a bordo ha ancora diversi aspetti oscuri. Il primo dubbio riguarda le persone che hanno immobilizzato il secondo pilota e impedito la strage. Il secondo, ancora più importante, sono le motivazioni che hanno spinto l’ufficiale ad aggredire il pilota: il ministro della Difesa israeliano lo ha definito “un terrorista jihadista”.

(ansa)

La posizione

Il secondo pilota del Boeing 737, indicato come di cittadinanza omanita, ha aggredito il comandante, un emiratino, mentre l’aereo si stava avvicinando al confine giordano. In quel momento si trovava duecentotrenta chilometri a nord est della città saudita di Tabuk. In linea teorica, dall’altezza di circa 10 mila metri poteva planare per 150-185 chilometri: anche a motori spenti sarebbe stato in grado di raggiungere il territorio israeliano.

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Il tentativo di dirottamento del volo Flydubai con 166 passeggeri israeliani a bordo ha ancora diversi aspetti oscuri. Il primo dubbio riguarda le persone che hanno immobilizzato il secondo pilota e impedito la strage. Il secondo, ancora più importante, sono le motivazioni che hanno spinto l’ufficiale ad aggredire il pilota: il ministro della Difesa israeliano lo ha definito “un terrorista jihadista”.

(ansa)

La posizione

Il secondo pilota del Boeing 737, indicato come di cittadinanza omanita, ha aggredito il comandante, un emiratino, mentre l’aereo si stava avvicinando al confine giordano. In quel momento si trovava duecentotrenta chilometri a nord est della città saudita di Tabuk. In linea teorica, dall’altezza di circa 10 mila metri poteva planare per 150-185 chilometri: anche a motori spenti sarebbe stato in grado di raggiungere il territorio israeliano.

Flydubai, i passeggeri israeliani assistiti da un'infermiera saudita a Tabuk

La dinamica

Il secondo pilota avrebbe estratto un coltellino tascabile e colpito più volte il comandante. Un video mostra il comandante con almeno una ferita nella zona del fegato e segni di una perdita di sangue abbondante. In questa fase il Boeing 737 avrebbe oscillato cambiando più volte quota – “come sulle montagne russe” hanno dichiarato i testimoni – poi avrebbe compiuto una brusca picchiata di quasi cinquemila metri: una manovra che ha messo a dura prova la resistenza strutturale del velivolo. Il timone verticale di coda si è staccato, rendendo più difficile il controllo dell’aereo.

L’intervento

Le testimonianze sono ancora confuse. Dalla cabina i passeggeri hanno sentito urlare e alcune persone sono intervenute. Dopo uno scontro con il secondo pilota, sono riuscite a immobilizzarlo al suolo e riprendere il controllo del Boeing 737. Chi sono stati gli “eroi”, come li ha definiti il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu? Si è parlato di due “piloti” in abiti civili che si trovavano a bordo – uno descritto come di nazionalità neozelandese, l’altro sudafricano – e di un passeggero israeliano. Quest’ultimo è stato filmato con la t-shirt sporca di sangue e una ferita alla testa mentre scandisce in ebraico: “Siamo sotto attacco a bordo dell’aereo. Abbiamo appena neutralizzato i terroristi e ci stiamo preparando all’atterraggio”. E ha aggiunto: “A chiunque mi senta, abbiamo bisogno di aiuto. Stiamo per atterrare a Tabuk, apparentemente in Arabia Saudita. Una zona sconosciuta. Abbiamo bisogno di aiuto”.

Non si può escludere che tutti e tre o alcuni di loro fossero agenti di sicurezza israeliani, saliti a bordo in incognito. Uno di questi piloti ha preso la guida dell’aereo, invertendo la rotta e atterrando sull’aeroporto saudita di Tabuk. Riad non ha relazioni diplomatiche con Israele e ha detto no alla richiesta di permettere a un velivolo militare dello Stato ebraico di rimpatriare i passeggeri del Boeing.

Le motivazioni

Il fatto che il secondo pilota avesse un coltellino e la posizione in cui ha aggredito il comandante fanno ipotizzare un gesto premeditato. Il primo ministro Netanyahu si è limitato a dire che il secondo pilota voleva far schiantare l’aereo al suolo e ha lodato il coraggio delle persone che lo hanno fermato. Il ministro della Difesa Israel Katz invece ha parlato di “un tentativo di attacco jihadista” e ha bollato come “terrorista” il responsabile. Il premier ha poi riunito i vertici della sicurezza nazionale e ha ordinato di aumentare le misure di protezione su tutti i voli diretti in Israele, anche di compagnie straniere. Una decisione che sembra confermare lo scenario di un’azione terroristica.

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