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Protesta degli studenti in Francia: preside attaccato a Marsiglia. Le Pen accusa Mélenchon

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La manifestazione dei liceali, partita poco più di una settimana fa dalle periferie di Parigi per denunciare la mancanza di insegnanti e di mezzi nella scuola pubblica, si allarga e diventa più violenta. Il premier convoca una riunione interministeriale di crisi
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PARIGI – Dirigenti scolastici raggiunti da schizzi di benzina, un camion dei pompieri incendiato, istituti devastati e diversi feriti. La protesta dei liceali francesi, partita poco più di una settimana fa dalle periferie di Parigi per denunciare la mancanza di insegnanti e di mezzi nella scuola pubblica, si allarga e diventa più violenta. La tensione è alta a Marsiglia dopo che davanti al liceo Victor-Hugo, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’équipe scolastica sono stati «cosparsi di benzina», secondo un primo comunicato delle istituzioni regionali, mentre alcuni giovani volevano appiccare il fuoco. Tutto il personale si è rifugiato all’interno dell’edificio per mettersi al riparo. La prefettura di polizia ha precisato poi che i membri della direzione non sarebbero stati presi direttamente di mira dagli studenti ma raggiunti dagli schizzi mentre i ragazzi versavano benzina dentro alcuni cassonetti. Il bilancio della sola giornata di ieri registra 625 …

PARIGI – Dirigenti scolastici raggiunti da schizzi di benzina, un camion dei pompieri incendiato, istituti devastati e diversi feriti. La protesta dei liceali francesi, partita poco più di una settimana fa dalle periferie di Parigi per denunciare la mancanza di insegnanti e di mezzi nella scuola pubblica, si allarga e diventa più violenta. La tensione è alta a Marsiglia dopo che davanti al liceo Victor-Hugo, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’équipe scolastica sono stati «cosparsi di benzina», secondo un primo comunicato delle istituzioni regionali, mentre alcuni giovani volevano appiccare il fuoco. Tutto il personale si è rifugiato all’interno dell’edificio per mettersi al riparo. La prefettura di polizia ha precisato poi che i membri della direzione non sarebbero stati presi direttamente di mira dagli studenti ma raggiunti dagli schizzi mentre i ragazzi versavano benzina dentro alcuni cassonetti. Il bilancio della sola giornata di ieri registra 625 persone fermate, 83 poliziotti e gendarmi feriti. Dall’inizio delle proteste, il ministero dell’Istruzione registra inoltre 119 feriti, tra cui 34 membri del personale scolastico.

Sempre a Marsiglia, davanti al liceo Saint-Exupéry, un mezzo dei marinai-pompieri intervenuto per un incendio di rifiuti è stato preso di mira e un secondo veicolo di primo intervento è stato incendiato dai giovani. Un pompiere è rimasto leggermente ferito. La violenza ha paralizzato per ore la città portuale affacciata sul Mediterraneo. Dopo aggressioni contro autisti e danneggiamenti ai mezzi, fino a metà giornata è stata sospesa l’intera rete di autobus, tram e metropolitana. Il sindaco socialista Benoît Payan ha denunciato «violenze inaccettabili, incendi e aggressioni contro insegnanti, vigili del fuoco, giornalisti e marsigliesi».

Scontri in diverse altre città tra cui Nantes, dove in mattinata un incendio è divampato nell’atrio del liceo Nelson-Mandela. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato provocato da persone arrivate dall’esterno. Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray denuncia la «gravità estrema» delle violenze. «Questi fatti vanno ben oltre la sola questione della scuola. Nessuna rivendicazione può giustificare atti simili» ha commentato, annunciando che negli istituti dove blocchi e danneggiamenti impediscono di garantire condizioni di sicurezza le lezioni potranno svolgersi a distanza. Intanto il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, ha convocato una riunione con i procuratori per chiedere «massima fermezza contro i casseurs». Molti incidenti delle ultime ore sono avvenuti con giovani che agiscono a volto coperto. Dall'altra parte, gli studenti accusano la "repressione" della polizia, con diversi giovani feriti, tra cui uno ricoverato in condizioni gravi a Tours.

Le rivendicazioni riguardano soprattutto la mancanza di insegnanti, le classi sovraffollate, gli edifici degradati e la richiesta di maggiori risorse per la scuola pubblica. Sono gli stessi temi emersi nei primi blocchi della regione parigina, dove gli studenti denunciano da giorni le diseguaglianze tra gli istituti delle periferie e quelli del centro della capitale. Ma intorno al movimento studentesco è ormai battaglia politica. Marine Le Pen accusa Jean-Luc Mélenchon di strumentalizzare e alimentare le tensioni, mentre il Rassemblement National chiede una risposta più dura contro gli autori delle violenze. E per oggi il premier Sébastien Lecornu ha convocato una riunione interministeriale di crisi mentre il governo ha annullato i viaggi dei ministri fino a lunedì.

Le manifestazioni di oggi erano inserite nell'appello lanciato sui social per «l’atto secondo» della mobilitazione, partita dalla regione parigina e ormai estesa a tutta la Francia. Il movimento comincia ad allargarsi anche alle università, con diversi blocchi segnalati. L’Union syndicale lycéenne ha già annunciato una nuova giornata nazionale di protesta per il 6 ottobre.

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