Brexit, il Regno Unito guarda di nuovo all’Ue: il 49% vuole rientrare
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – I britannici sono nettamente favorevoli a tornare in Europa. Lo dice un sondaggio Messina Group - Tmg in cui sono stati coinvolti 11mila cittadini e che oggi appare in prima pagina sul Guardian. Le parole del premier laburista Andy Burnham all’ultima conferenza del Labour a Liverpool - “dobbiamo affrontare la questione Brexit con l’Europa, anche un ritorno del Regno Unito in Ue non è escluso” - hanno di fatto cancellato le “linee rosse” del predecessore Starmer e acceso il dibattito oltremanica. Molte idee del primo ministro sembrano dunque accolte con favore oltremanica. Mentre Nigel Farage, il re della destra e del partito Reform Uk in testa ai sondaggi insieme al Labour (entrambi intorno al 22-23%) ha già espresso tutta la furia e determinazione, parlando a Repubblica l’altro giornoprima di un comizio a Doncaster: “Non rientreremo mai in Europa. Burnham ha commesso un grosso errore. E mi ha dato una spinta mai vista, che mi farà molto comodo”.
Tuttavia, i primi dati degli …
LONDRA – I britannici sono nettamente favorevoli a tornare in Europa. Lo dice un sondaggio Messina Group - Tmg in cui sono stati coinvolti 11mila cittadini e che oggi appare in prima pagina sul Guardian. Le parole del premier laburista Andy Burnham all’ultima conferenza del Labour a Liverpool - “dobbiamo affrontare la questione Brexit con l’Europa, anche un ritorno del Regno Unito in Ue non è escluso” - hanno di fatto cancellato le “linee rosse” del predecessore Starmer e acceso il dibattito oltremanica. Molte idee del primo ministro sembrano dunque accolte con favore oltremanica. Mentre Nigel Farage, il re della destra e del partito Reform Uk in testa ai sondaggi insieme al Labour (entrambi intorno al 22-23%) ha già espresso tutta la furia e determinazione, parlando a Repubblica l’altro giornoprima di un comizio a Doncaster: “Non rientreremo mai in Europa. Burnham ha commesso un grosso errore. E mi ha dato una spinta mai vista, che mi farà molto comodo”.
Tuttavia, i primi dati degli istituti demoscopici sembrano dare ragione a Burnham. Tmg ha intervistato 11461 persone tra il 12 e il 24 settembre, e l’opzione più popolare per i nuovi rapporti tra Uk e Ue è risultata il rientro nell’Unione, con il 49% a favore (28% “decisamente a favore" + 21% "in qualche modo favorevole") e il 29% contrario - il 22% non sa o non risponde. Un ribaltamento importante, visto che il Leave trionfò sul Remain con il 52% dei voti contro il 48% al fatidico referendum del 2016, e che conferma il trend dei sondaggi degli ultimi due anni. Al secondo posto del sondaggio, si classifica l’opzione di mantenere l’attuale rapporto, eliminando però il maggior numero possibile di barriere commerciali - come il governo sta provando a fare - sostenuta dal 48,2% degli intervistati, con il 20,9% contrario.
Segue l’adesione a un’unione doganale, con il 47,1% a favore e il 20,7% contrario. Dati molto simili per una possibile adesione al mercato unico europeo (senza rientrare in Ue) e lo status di membro associato - come per esempio è stato offerto di recente al Canada. Un ulteriore allontanamento del Regno Unito dall’Ue è invece sostenuto solo dal 27,9%, con il 41,2% contrario. Il gruppo più numeroso di elettori, pari al 25,9%, dichiara di volere un rientro immediato del Regno Unito nell’Ue; il 22,9% chiede lo stesso, ma con una tabella di marcia più lenta, ossia entro i prossimi tre anni, mentre l’8,4% entro il prossimo decennio.
Non solo. Il 29,7% degli intervistati ritiene che il Regno Unito abbia fatto bene a lasciare l’Ue, mentre il 52,4% considera quella decisione sbagliata, a conferma di quel pentimento di cui è già stato coniato un neologismo, “Bregret”, mentre il 17,9% non sa rispondere. Alla domanda se la Brexit fosse stata un successo o un fallimento, il 12,2% ha risposto un successo, il 54,9% un fallimento, il 23,2% né l’uno né l’altro e il 9,7% non sa rispondere.
Il sondaggio del Tmg pubblicato oggi dal Guardian sostiene inoltre che rinegoziare il rapporto del Regno Unito con l’Ue potrebbe aumentare fino a sette punti percentuali la quota di voti del Labour, se il primo ministro Burnham proponesse un nuovo referendum e facesse campagna a favore del rientro nell’Unione. Ma certo la realtà potrebbe essere diversa alle urne. Nella campagna elettorale del 2019, il Labour di Jeremy Corbyn promise un secondo referendum sulla Brexit per poi subire una disfatta epocale. Certo, il flop fu dovuto soprattutto ad altri fattori (Corbyn era un leader fortemente discreditato in buone parti dell’opinione pubblica) ma il precedente più recente non è favorevole.