✕

Elezioni Lettonia, vince il premier anti-Cremlino: ma il partito filorusso guadagna consensi

(afp)

Ascolta l'audio

A scrutinio quasi concluso, netta vittoria per Andris Kulbergs con il 36,6%. Ora dovrà trovare alleati per governare
2 minuti di lettura

BERLINO – Dopo le numerose incursioni russe degli ultimi mesi, ieri quattro Eurofighter tedeschi hanno presidiato i cieli sopra la Lettonia. Del resto, era una giornata speciale: un milione e mezzo di elettori erano chiamati alle urne per rinnovare i cento seggi in Parlamento. E, come ha spiegato il premier uscente Andris Kulbergs, “eventi come le elezioni diventano per i nostri vicini di casa occasioni sempre ghiotte per creare caos”. E’ stata Mosca, oltre alla rabbia crescente per il caro vita, a dominare anche questa campagna elettorale del Paese stretto tra Mar Baltico, Russia e Bielorussia. Ma la linea filoucraina e ultraconservatrice di Kulbergs, che in Europa è alleato dell’Ecr di Giorgia Meloni e del quale sono rimaste memorabili le tirate di rabbia sui social contro la recente decisione dell’Ue di annullare le sanzioni a due oligarchi russi, sembra aver pagato. Il suo partito Lista Unita (As) ha stravinto le elezioni con il 35,4% dei voti stracciando tutti i pronostici, che n…

BERLINO – Dopo le numerose incursioni russe degli ultimi mesi, ieri quattro Eurofighter tedeschi hanno presidiato i cieli sopra la Lettonia. Del resto, era una giornata speciale: un milione e mezzo di elettori erano chiamati alle urne per rinnovare i cento seggi in Parlamento. E, come ha spiegato il premier uscente Andris Kulbergs, “eventi come le elezioni diventano per i nostri vicini di casa occasioni sempre ghiotte per creare caos”. E’ stata Mosca, oltre alla rabbia crescente per il caro vita, a dominare anche questa campagna elettorale del Paese stretto tra Mar Baltico, Russia e Bielorussia. Ma la linea filoucraina e ultraconservatrice di Kulbergs, che in Europa è alleato dell’Ecr di Giorgia Meloni e del quale sono rimaste memorabili le tirate di rabbia sui social contro la recente decisione dell’Ue di annullare le sanzioni a due oligarchi russi, sembra aver pagato. Il suo partito Lista Unita (As) ha stravinto le elezioni con il 35,4% dei voti stracciando tutti i pronostici, che nel mese di settembre lo davano tra il 15 e il 22%.

Kulbergs ha commentato i risultati a caldo: “E’ un gran risultato. Non me lo aspettavo”. L’ex imprenditore aveva preso le redini del Paese a maggio, dopo una crisi di governo scatenata dalla gestione caotica delle incursioni di droni ucraini, probabilmente dirottati da interferenze russe. Ma dopo le dimissioni dell’ex premier Evika Siliņa, il leader di Lista Unita aveva confermato la traiettoria anti-Putin, stringendo un’alleanza militare con Volodymyr Zelensky, e continuando a promettere sostegno all’Ucraina e maggiori investimenti nella difesa.

Il rafforzamento dei filorussi

La cattiva notizia è che anche le forze politiche filorusse si sono rafforzate. Prima la Lettonia, il partito dell’oligarca e veterano della politica lettone Ainars Slesers si è piazzato secondo conquistando il 13,2%%. Ieri notte Kulbergs ha tuttavia rinnovato il suo no a un’alleanza con l’oligarca populista. Slesers ha antichi rapporti con gli oligarchi putiniani ed enormi interessi economici nel Porto di Riga. Quando il premier Kulbergs ha imposto nelle scorse settimane dazi del 300% sul grano russo, Slesers si è infuriato. Anche il filorusso partito di sinistra Potere sovrano, che si è sempre rifiutato di condannare l’invasione dell’Ucraina, sale nei consensi e arriva all’11,8%. Al quarto posto si piazzano i Progressisti, con il 7,4%.

(afp)

Le possibili alleanze

Kulbergs potrà tuttavia continuare a governare con due delle tre forze politiche con cui era alleato sino a ieri. Insieme hanno una solida maggioranza di 60 seggi su 100. Ciò significa che l’appassionato pilota di rally non dovrà annacquare la sua linea fortemente pro-Ucraina. Nuova Unità - il partito del commissario Ue Valdis Dombrovskis e di tanti altri ex primi ministri - ha raggiunto il 6,2%. E i conservatori e filoucraini dell’Alleanza nazionale il 9,1%. Mentre il partito dei Verdi e Agricoltori, per anni protagonista della politica lettone, è finito fuori dal Parlamento. Il premier uscente ha conquistato 42 seggi, gli altri diciotto saranno garantiti da Nuova Unità e Alleanza nazionale.

La Lettonia, per decenni parte dell’Unione sovietica, ha conquistato la sua indipendenza dal 1991, ma ha ancora un 35% di popolazione russofona. E quando parla dei Paesi baltici, Vladimir Putin tuona della presunta necessità di proteggere le minoranze russe in Lettonia, Lituania ed Estonia. La stessa retorica che precedette nel 2014 l’invasione del Donbass ucraino.

Leggi i commenti