PARIGI – Il 6 ottobre è un punto di partenza». Jean-Luc Mélenchon rilancia la protesta dei liceali francesi e invita la France Insoumise a «organizzarsi per accompagnare» la nuova giornata nazionale in piazza del movimento studentesco di martedì. Potrebbe essere l’ulteriore salto politico in una protesta cominciata a metà settembre con richieste molto concrete come più insegnanti e personale nelle scuole, classi meno affollate, edifici scolastici dignitosi e maggiori risorse. Dopo l’ultimo incontro con il ministro dell’Istruzione, Édouard Geffray, le organizzazioni liceali hanno deciso di proseguire i blocchi, giudicando insufficienti e prive di «misure concrete» le risposte del governo. In meno di una settimana oltre 5.000 le persone fermate negli scontri: per l’86% sono minorenni. Agathe Foucault, portavoce della polizia, ha dichiarato che anche più di 600 agenti sono rimasti feriti.
Per Mélenchon la nuova giornata sarà «un punto di raccolta generale» destinato ad aprire una serie d…
PARIGI – Il 6 ottobre è un punto di partenza». Jean-Luc Mélenchon rilancia la protesta dei liceali francesi e invita la France Insoumise a «organizzarsi per accompagnare» la nuova giornata nazionale in piazza del movimento studentesco di martedì. Potrebbe essere l’ulteriore salto politico in una protesta cominciata a metà settembre con richieste molto concrete come più insegnanti e personale nelle scuole, classi meno affollate, edifici scolastici dignitosi e maggiori risorse. Dopo l’ultimo incontro con il ministro dell’Istruzione, Édouard Geffray, le organizzazioni liceali hanno deciso di proseguire i blocchi, giudicando insufficienti e prive di «misure concrete» le risposte del governo. In meno di una settimana oltre 5.000 le persone fermate negli scontri: per l’86% sono minorenni. Agathe Foucault, portavoce della polizia, ha dichiarato che anche più di 600 agenti sono rimasti feriti.
Per Mélenchon la nuova giornata sarà «un punto di raccolta generale» destinato ad aprire una serie di altri cortei. Il leader della sinistra radicale guarda già al 17 ottobre, quando sui social circola da giorni un appello a una mobilitazione generale che coinvolga anche agricoltori e altre categorie di lavoratori. Secondo il leader Insoumis il governo «ha poco tempo per immaginare una via d’uscita dalla crisi» ed è «poco credibile» pensare che riesca a trovarla. La mobilitazione partita dalle scuole si è già allargata, arrivando a coinvolgere ora anche alcune delle confederazioni sindacali.
A poche ore dal nuovo appuntamento in piazza, ribattezzato dai liceali come “Atto III”, sale la tensione. Il prefetto di polizia di Parigi, Patrice Faure, in una lettera aperta pubblicata su X, sostiene che chi ha lanciato il movimento non è più in grado di controllarlo. Il prefetto ha invitato gli studenti ad abbandonare blocchi e disordini davanti alle scuole avvertendo che le autorità risponderanno con fermezza alle violenze e agli atti di vandalismo. «È il momento di tornare a forme di azione pacifiche», ha scritto Faure, aggiungendo che anche i genitori hanno la responsabilità di tenere i figli lontani da quella che ha definito l’influenza dei «professionisti della rivolta» e dei loro sostenitori.