Francia, gli studenti tornano in piazza: scontri con la polizia a Strasburgo, 8 arresti a Lione
Al via i primi cortei studenteschi in diverse città di Francia, in attesa del corteo parigino previsto per il primo pomeriggio. A Lione, i giovani hanno invece già cominciato a marciare lungo il percorso della manifestazione con slogan del tipo: "L'Istruzione è una priorità nazionale, "Diritto a un avvenire". La giornata è stata presentata come "l'atto III" della mobilitazione iniziata la scorsa settimana nella periferia di Parigi e poi diffusa in tutto il Paese, degenerando in scontri e violenze.
Scontri tra manifestanti e polizia sono già stati registrati in diverse città. A Parigi, dove la manifestazione è prevista per le 14, alcuni studenti hanno bloccato l’ingresso in alcuni liceai della capitale. La polizia è intervenuta e ha iniziato a disperdere i manifestanti che bloccavano una strada.
Scontri tra manifestanti e polizia sono stati registrati anche a Strasburgo. Le immagini mostrano agenti in tenuta antisommossa che respingono gli studenti e ne colpiscono alcuni. È l'ultima ci…
Al via i primi cortei studenteschi in diverse città di Francia, in attesa del corteo parigino previsto per il primo pomeriggio. A Lione, i giovani hanno invece già cominciato a marciare lungo il percorso della manifestazione con slogan del tipo: "L'Istruzione è una priorità nazionale, "Diritto a un avvenire". La giornata è stata presentata come "l'atto III" della mobilitazione iniziata la scorsa settimana nella periferia di Parigi e poi diffusa in tutto il Paese, degenerando in scontri e violenze.
Scontri tra manifestanti e polizia sono già stati registrati in diverse città. A Parigi, dove la manifestazione è prevista per le 14, alcuni studenti hanno bloccato l’ingresso in alcuni liceai della capitale. La polizia è intervenuta e ha iniziato a disperdere i manifestanti che bloccavano una strada.
Scontri tra manifestanti e polizia sono stati registrati anche a Strasburgo. Le immagini mostrano agenti in tenuta antisommossa che respingono gli studenti e ne colpiscono alcuni. È l'ultima città in ordine di tempo in cui si sono registrate tensioni tra manifestanti e polizia, con dimostrazioni in corso oggi in tutto il paese.
Cortei infatti sono partiti anche in altre metropoli d'Oltralpe come Nantes e Marsiglia mentre quello più atteso, a Parigi, dovrebbe partire alle 14 da Place de la République fino a Place de la Nation. Per il timore di nuovi scontri e devastazioni, alcuni negozi sul posto stanno blindando le vetrine con pannelli di legno, in particolare, lungo il Boulevard Voltaire, tra le principali arterie della manifestazione. A Lione ci sono già stati otto arresti dall'inizio della giornata, principalmente per vandalismo e trasporto di ordigni incendiari o fuochi d'artificio.
Nel tentativo di placare la protesta il ministero dell'Istruzione di Parigi ha avviato una consultazione pubblica nazionale aperta agli studenti. Da lunedì 5 a venerdì 23 ottobre, si legge in una nota diffusa dal ministero guidato da Edouard Géffray, gli studenti potranno recarsi sulla piattaforma Agora per "comunicare le loro difficoltà, le loro aspettative e e le loro proposte per migliorare la scuola".
La piattaforma è aperta a tutti gli studenti ma al momento, apparentemente, anche chiunque voglia dare il suo contributo anonimo. Tra i quesiti formulati, "Quali sono oggi le principali difficoltà riscontrate a scuola?", "Cosa dovrebbe, a vostro parere, cambiare o migliorare per imparare meglio e vivere una scuola migliore?". Secondo il ministero, "i contributi raccolti saranno oggetto di una sintesi e di una presentazione nazionale a fine ottobre. Puntano ad alimentare il proseguimento del dialogo con gli studenti", concludono a Parigi.
"Non smetteremo di mobilitarci sino a quando non ci saranno 10 miliardi sul tavolo", ha detto ai microfoni di BFMTV la portavoce dell'Union Etudiante, Sabrine Kharbach, ricordando le rivendicazioni di liceali e studenti di Francia. Si chiede di poter "mangiare, dormire e disporre di insegnanti di filosofia nell'anno della maturità, è pur sempre il minimo indispensabile", ha affermato, aggiungendo: "Chiediamo soprattutto, di smetterla con il disprezzo".