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Francia, la sinistra sceglie il leader: cyberattacco rallenta le primarie

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Ondata di connessioni fittizie generate da bot: si voterà un giorno in più, fino a domani sera Favorito Glucksmann
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PARIGI – La sinistra francese sceglie il suo candidato per l’Eliseo, ma le primarie sono cominciate ieri nel caos di un attacco hacker. Il voto elettronico è stato subito rallentato da un’ondata di connessioni fittizie generate da robot automatici. La commissione organizzatrice ha sporto denuncia, precisando che la procedura di voto non è mai stata del tutto interrotta ma intanto la scadenza per chiudere gli scrutini è stata allungata di un giorno, spostata a domani sera. La consultazione è guidata dal partito socialista insieme a due formazioni minori, Place Publique e Gauche républicaine et socialiste, con cinque candidati. In lizza ci sono l’eurodeputato Raphaël Glucksmann, leader di Place Publique, il segretario socialista Olivier Faure, Ségolène Royal, già candidata all’Eliseo nel 2007, il deputato Jérôme Guedj ed Emmanuel Maurel, esponente dell’ala più a sinistra.

Il grande favorito è Raphaël Glucksmann, figlio del nouveau philosophe André. Anche lui intellettuale, 46 anni, ha l…

PARIGI – La sinistra francese sceglie il suo candidato per l’Eliseo, ma le primarie sono cominciate ieri nel caos di un attacco hacker. Il voto elettronico è stato subito rallentato da un’ondata di connessioni fittizie generate da robot automatici. La commissione organizzatrice ha sporto denuncia, precisando che la procedura di voto non è mai stata del tutto interrotta ma intanto la scadenza per chiudere gli scrutini è stata allungata di un giorno, spostata a domani sera. La consultazione è guidata dal partito socialista insieme a due formazioni minori, Place Publique e Gauche républicaine et socialiste, con cinque candidati. In lizza ci sono l’eurodeputato Raphaël Glucksmann, leader di Place Publique, il segretario socialista Olivier Faure, Ségolène Royal, già candidata all’Eliseo nel 2007, il deputato Jérôme Guedj ed Emmanuel Maurel, esponente dell’ala più a sinistra.

Il grande favorito è Raphaël Glucksmann, figlio del nouveau philosophe André. Anche lui intellettuale, 46 anni, ha lavorato come consigliere del presidente georgiano Mikheil Saakashvili prima di fondare Place Publique. Eurodeputato dal 2019, ha guidato le liste socialiste alle europee e, dopo varie esitazioni, ha deciso di partecipare alle primarie. Il suo principale avversario è Faure, 58 anni, alla guida del Ps dal 2018, che può contare sull’apparato socialista e sulla rete dei militanti. In quasi un decennio ha cercato di ricostruire il partito attraverso le alleanze con il resto della sinistra, compresa la France Insoumise. E proprio il rapporto con Mélenchon e la France Insoumise ha diviso i candidati. Glucksmann e Guedj rifiutano categoricamente qualsiasi alleanza con la sinistra radicale, accusando il leader Insoumis di fomentare l’antisemitismo e sostenendo che un accordo con Lfi condannerebbe la sinistra alla sconfitta contro l’estrema destra. Faure, Royal e Maurel difendono invece la possibilità di ricostruire un campo largo tra le varie forze della gauche, senza escludere gli Insoumis.

Anche se i 140mila elettori registrati hanno superato le previsioni degli organizzatori, la partecipazione sarà di molto inferiore alle grandi primarie socialiste del passato. Nel 2011, quando François Hollande conquistò la candidatura che lo avrebbe portato all’Eliseo, votarono tra i 2,6 e i 2,8 milioni di persone. Questa volta, oltre agli iscritti ai partiti organizzatori, possono votare anche simpatizzanti esterni che si sono registrati attraverso una piattaforma dedicata, pagando una quota di quindici euro. Tra i militanti socialisti c’è chi difende Faure come l’uomo che ha tenuto in piedi il partito negli anni più difficili e chi, invece, punta su Glucksmann, considerandolo il candidato con maggiori possibilità di riportare la sinistra al secondo turno delle presidenziali. La consultazione, pensata per ricompattare la famiglia socialdemocratica e designare un candidato comune, ha finora soprattutto approfondito le divisioni. Faure ha avvertito che una vittoria di Glucksmann significherebbe la «cancellazione» del partito socialista dalla competizione presidenziale. Royal aveva liquidato nelle scorse settimane l’eurodeputato come uno «stagista della politica», troppo inesperto per ambire all’Eliseo. Glucksmann aveva risposto accusando l’ex candidata socialista di incarnare una vecchia politica incapace di rinnovarsi.

Il leader di Place Publique spera di chiudere la partita già domani. Se avrà più del cinquanta per cento di voti eviterà un ballottaggio nel prossimo fine settimana. Un’indagine Harris Interactive, pubblicata dopo i tre dibattiti televisivi, conferma la maggiore popolarità di Glucksmann tra quasi un terzo dei francesi ha una buona opinione dell’eurodeputato, percentuale che sale al 53 per cento tra gli intervistati che si dichiarano di sinistra. I sondaggi sulle intenzioni di voto alle presidenziali di aprile prossimo registrano per lui tra il 10 e il 12 per cento, contro tra il 3 e il 5 per cento di Faure, mentre Mélenchon continua a raccogliere tra il 14 e 16 per cento.

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