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“Colombo un eroe”, Trump lo festeggia e difende Little Italy. E su Meloni: “Rapporti ottimi, la incontrerò al G20”

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Il presidente Usa celebra il navigatore genovese: “Lo abbiamo resuscitato”
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«Ho resuscitato il Columbus Day». E con questo Donald Trump, celebrando ieri alla Casa Bianca Cristoforo Colombo, intendeva dire che ha salvato le radici dell’Occidente, minacciate anche da chi voleva negarle abbattendo le statue del navigatore genovese.Trump ha ospitato la celebrazione come omaggio all’Italia, ma soprattutto alla comunità italo-americana, in vista delle midterm del 3 novembre.

«Colombo cambiò per sempre il futuro dell’umanità. Per quest’amministrazione è un eroe». Quindi ha aggiunto: «L’abbiamo resuscitato. È stato il primo italo-americano della storia». Questo è «il motivo per cui ottengo tutto il voto degli italiani. Si era arrivati al punto in cui nominarlo era diventato un tabù, quasi fosse una figura di pura malvagità. Oggi siamo molto orgogliosi».

Secondo il presidente «gli italoamericani erano profondamente sdegnati, ma nessuno muoveva un dito». Lo ha fatto lui, contrastando il revisionismo che contesta a Colombo di non aver scoperto l’America, ma solo di aver…

«Ho resuscitato il Columbus Day». E con questo Donald Trump, celebrando ieri alla Casa Bianca Cristoforo Colombo, intendeva dire che ha salvato le radici dell’Occidente, minacciate anche da chi voleva negarle abbattendo le statue del navigatore genovese.Trump ha ospitato la celebrazione come omaggio all’Italia, ma soprattutto alla comunità italo-americana, in vista delle midterm del 3 novembre.

«Colombo cambiò per sempre il futuro dell’umanità. Per quest’amministrazione è un eroe». Quindi ha aggiunto: «L’abbiamo resuscitato. È stato il primo italo-americano della storia». Questo è «il motivo per cui ottengo tutto il voto degli italiani. Si era arrivati al punto in cui nominarlo era diventato un tabù, quasi fosse una figura di pura malvagità. Oggi siamo molto orgogliosi».

Secondo il presidente «gli italoamericani erano profondamente sdegnati, ma nessuno muoveva un dito». Lo ha fatto lui, contrastando il revisionismo che contesta a Colombo di non aver scoperto l’America, ma solo di aver aperto la porta alla sua colonizzazione. Inclusa New York, dove il sindaco Mamdani si era dimenticato di aggiungere Little Italy alla mappa: «È una vergogna. Se non cambia, toglieremo alla città alcuni fondi. Chi odia il nostro paese vuole cancellare la comunità italiana». Per la verità anche lui l’ha sfottuta un po’, con gli abituali stereotipi: «I film sulla mafia erano fantastici. Ma ricordate? Non volevano che si facesse il nome del mafioso. Non volevano che si usasse un nome come Alphonse Capone».

Trump non ha citato Giorgia Meloni ma, più tardi, rispondendo ai giornalisti, ha ribadito di avere “un grande rapporto” con la premier. “Probabilmente - ha aggiunto - la incontrerò al G7”. Alla Casa Bianca ha salutato l’ambasciatore italiano Marco Peronaci: «Stai facendo un buon lavoro». E Peronaci, parlando con i giornalisti, ha risposto così: «La valorizzazione delle radici classiche e del contributo italoamericano si traduce nella riaffermazione della comunità transatlantica e dell’Occidente. In un contesto globale sempre più instabile e ricco di sfide, Italia e Usa sono chiamati a muoversi congiuntamente, confermando l’Oceano Atlantico come spazio di valori condivisi e forza comune».

Secondo il diplomatico i contrasti con la premier «erano un episodio circoscritto ad una fase. Il presidente si esprime con molta libertà, ma non c’era un problema reale, tanto è vero che lui stesso ha rettificato il messaggio. Ciò riflette non solo una simpatia personale, ma interessi e convergenza politica». La guerra in Iran continua e potrebbe provocare altri attriti, perciò Roma è impegnata «affinché finisca al più presto». Al momento bilaterali non sono previsti, ma il G20 di Miami sarà l’occasione per incontrarsi e chiarire.

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